DAI LETTORI|24 ottobre 2011 22:41

Dopo Gheddafi, il rischio dell’integralismo islamico

Secondo il nostro lettore, appaiono inquietanti i primi segnali provenienti dal numero uno del Consiglio di transizione libico, Mustafa Abdel Jalil

I fessacchiotti occidentali che avevano appoggiato le cosiddette primavere arabe sono rimasti a bocca aperta. Alla cerimonia di proclamazione della liberazione della Libia, il numero uno del Consiglio di transizione libico, Mustafa Abdel Jalil, ha promesso che la legge islamica, vale a dire la shari’a, sarà rafforzata. «Come nazione musulmana la shari’a è alla base della nostra legislazione, pertanto – ha precisato – ogni legge che contraddica i principi dell’Islam non avrà valore».

 Non pago di aver fatto linciare il laico Gheddafi (sin dal suo insediamento, Jalil aveva da subito sostenuto la volontà di volerlo vedere morto) e di aver avvisato l’occidente ateo, illuminista e secolarizzato che la laicità e la democrazia sono concetti e nozioni incompatibili con la religione della mezza luna, ha promesso ai maschi libici più “gnocca” per tutti. Nulla di nuovo sotto il sole dell’islam, su indicazione del fondatore Maometto e dello stesso Corano, la “gnocca”è da sempre stata raccomandata quale strumento di “sedazione” e controllo delle irrequiete masse (e per masse s’intende unicamente la popolazione maschile) islamiche. Forte dell’esempio di Maometto (quattro mogli ufficiali e decine di concubine), l’establishment musulmano ha capito che l’impiego massiccio della “gnocca”, è la panacea per tutti i mali. Basti pensare che l’islam non solo usa le donne vive e vegete, ma persino quelle che non esistono. Non è forse vero che i kamikaze si immolano sulla certezza di unirsi carnalmente alle settanta vergine promesse dal Corano?

I sempliciotti occidentali, quelli con la fissa delle rivoluzioni, dei diritti civili e delle rivendicazioni femminili, devono ficcarsi nella zucca, che la shari’a disprezza qualsivoglia principio democratico che abbia il minimo sentore di laicità. Gheddafi non era certamente uno stinco di santo, ma almeno combatteva brutalmente l’integralismo islamico. Il medesimo che ora ringrazia la Nato e le segreterie europee e americane per aver abbattuto il loro laicissimo nemico numero uno.

Gianni Toffali – Verona

(LucidaMente, 24 ottobre 2011)

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