EVENTI CULTURALI, FILM-DISCHI|21 giugno 2011 00:14

I mitici anni Ottanta in scena alla Manifattura delle Arti di Bologna

Dal 10 al 20 giugno si è tenuta la settima edizione del Biografilm Festival

Il logo del Festival

Quest’anno gli organizzatori del Biografilm Festival hanno cercato le radici di ciò che siamo ora, delle crisi in atto e della coscienza critica, in particolare quella ecologica, negli anni Ottanta dello scorso secolo, soprattutto nel 1985-86. Da lì tutto ha inizio: la globalizzazione che si fa glocale, la rivoluzione digitale, un altro modo di pensare il mondo e di pensarci…
Tutto questo e altro ancora nella settima edizione della rassegna bolognese, la cui locandina ritrae una Madonna trasgressiva, icona pop che ha fatto della contraddizione un’arte.
Tra locale e internazionale il Festival è partito dalle scene newyorkesi di quegli anni raccontate dalle polaroid di Maripol, stilista e designer di gioielli, amica della stessa Madonna, dai racconti di Elio Fiorucci che a fine anni Settanta apre un showroom nella Grande Mela, volendo fortemente Maripol come art director. Nel suo negozio, insieme al mitico Studio 54, si mischiano arte, cultura e moda e artisti e stars di tutto il mondo fanno la loro comparsa. Molti stili e molti grandi nomi sono nati proprio lì e sono passati sotto l’occhio attento e trasformista di Maripol. Tra questi, Joey Arias, performer che ha saputo sempre reinventarsi attraverso travestimenti e spettacoli e che al Festival ha presentato Arias with a Twist, firmato Bobby Sheenan. Gli eventi legati al mondo della moda moda sono proseguiti con Una vita rosa shocking, dedicata alla fashion designer Elsa Schiapparelli, ideatrice proprio del rosa shocking. Si ripercorre la sua carriera e la sua biografia, segnate dalla fuga da Roma a cavallo tra le due guerre mondiali e dall’approdo in una Parigi che la ispirò nelle sue creazioni provocanti e assolutamente originali.

Un momento del Festival

Nella kermesse anni Ottanta non potevano mancare

E.T. L’extraterrestre di Steven Spielberg, il cucciolo di alieno più famoso della storia del cinema, che ha commosso intere generazioni, i vari episodi di Ritorno al futuro, Dune di David Lynch, pianeta inospitale dove cresce una particolare spezia, indispensabile per i viaggi interstellari, e un episodio di Guerre stellari. Per finire si sono omaggiati la Walt Disney e la Pixer, nate in quegli anni, con le proiezioni, tra le altre, di Biancaneve e i sette nani e alcuni corti della casa produzione che ha oltrepassato i confini dell’animazione.
Particolare attenzione è stata rivolta alla coscienza ecologica: il dibattito sulle energie pulite e sulla tutela dell’ambiente scaturisce a seguito del disastro di Chernobyl dell’86, anno in cui è stato fondato il Ministero dell’Ambiente, e che ci riporta inevitabilmente alla tragedia di Fukushima di quest’anno. Da qui una denuncia contro uno dei progetti più inquinanti del pianeta in Dirty oil di Leslie Iwerks e della stessa regista Recycled Life, che racconta la vita di migliaia di famiglie, ignorate dal governo, che raccolgono e riciclano rifiuti a Guatemala City. A coronare la tematica, la presenza al Festival di Vandana Shiva, fisica quantistica ed economista, vicepresidente di Slow Food, considerata la teorica dell’ecologia sociale.

La giuria ufficiale e i vincitori Paul Thomas, Matt Harlock ed Erion Kadilli

Ed ecco i film premiati dalla giuria in questa edizione:

Il Lancia Award viene vinto dal film American: The Bill Hicks Story di Paul Thomas e Matt Harlock, mentre la menzione speciale va a The Parking Lot Movie di Meghan Eckmank e il Best Life Award a Marwencol di Jeff Malmberg. Il pubblico invece ha premiato con l’Audience Award tre film in gara: Ingrid Betancourt: 6 Years in the Jungle di Angus Macqueen, 12th & Delaware di Heidi Ewing e Rachel Grady e Sono stato Dio in Bosnia. Storia di un mercenario di Erion Kadilli. Quest’ultimo, in anteprima mondiale, racconta la storia di un giovane mercenario delle guerre in Croazia e Bosnia, testimoniando le atrocità che i conflitti in generale portano con sé e analizzando la natura dell’essere umano e il male che a volte può arrivare a compiere.
(Le foto sono di Patrizia Capitanio)
Francesca Gavio
(LM MAGAZINE n. 17, 20 giugno 2011, supplemento a LucidaMente, anno VI, n. 66, giugno 2011)
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