«Casa, dolce casa»… mica tanto, se piena di sostanze tossiche!

Rita Dalla Rosa spiega in “Casa Tossica” (Terre di Mezzo Editore) come difendersi dai veleni domestici che quotidianamente minacciano la nostra salute

Sempre più spesso i media e l’opinione pubblica si interrogano sull’aumento dell’inquinamento atmosferico. La causa ritenuta maggiormente responsabile del fenomeno è lo smog creato dai mezzi di trasporto e dalle sostanze tossiche delle fabbriche. Sempre più persone, quindi, cercano di sottrarvisi migrando verso le periferie o adottando stili di vita più sani. In realtà, l’ultimo libro curato da Rita Dalla Rosa Casa Tossica. Dalla cucina alla camera da letto come difendersi dai veleni domestici (Terre di Mezzo Editore, pp. 112, € 12,00) ci mostra come biossidi, particolato, ozono, idrocarburi policiclici aromatici e altri inquinanti non siano prerogativa esclusiva dell’aria che si respira nel caos delle città, ma anche di quella che circola dentro casa.

L’autrice, in collaborazione con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), ha curato questa piccola e utile guida con l’intenzione non di allarmare il lettore, bensì di fornirgli uno strumento per “ridurre i danni” derivanti da un uso malaccorto o dall’acquisto troppo spensierato di oggetti, suppellettili e sostanze di uso comune con cui ci tocca convivere: «Perché – scrive la Dalla Rosa – solo conoscendo i rischi si possono applicare di volta in volta i rimedi più efficaci». La prima parte del libro, infatti, analizza le potenziali fonti di inquinamento presenti in tutta la casa, senza tralasciare i materiali e gli oggetti che spesso ne compongono la struttura.

Dagli adesivi alle candele, dai pavimenti ai soffitti, passando per le vernici e i condizionatori. Nei filtri dei condizionatori si annidano muffe e batteri che possono causare fastidiose allergie. I pavimenti di legno emettono formaldeide. Le candele profumate che ci piacciono tanto, così come gli incensi da bruciare, liberano nell’aria piccole quantità di sostanze tossiche che, col tempo, danneggiano la salute. Si prosegue, poi, con l’analisi dettagliata di ogni singola stanza che compone l’abitazione.

In cucina, per esempio, alcuni dei prodotti per la pulizia e l’igiene possono essere molto pericolosi: gli sgrassatori per il forno possono contenere acidi forti, in grado di irritare e lesionare la pelle; i detergenti possono contenere benzene; molti pulitori comuni rilasciano nell’aria i cosiddetti “Voc”, composti organici volatili che sono tossici per l’ambiente e la salute. Non dimentichiamoci degli elettrodomestici, che ci sottopongono quotidianamente a radiazioni e onde elettromagnetiche. In questo caso, tra gli accorgimenti da osservare ci sono: utilizzare la minor quantità possibile di detersivi; limitare l’uso di diffusori spray, in quanto tendono a disperdere nell’aria una maggior quantità di sostanze chimiche nocive; acquistare elettrodomestici affidabili e cappe d’aspirazione con scarico esterno; far controllare gli apparecchi, come il forno a microonde, ad intervalli di tempo regolari.

Il salotto è, notoriamente, la stanza più utilizzata di tutta la casa e, per questo, il luogo ove si deposita più facilmente la maggior parte dei contaminanti biologici. Alcune accortezze utili sono: pulire con regolarità la moquette e la tappezzeria, così come tutti i tipi di tessuti; evitare che gli animali domestici dormano su divani e poltrone; in caso di caminetti e stufe, non bruciare legna verde o bagnata perché è causa di rilascio del creosoto, una sostanza tossica.

In camera da letto, anche i capi di abbigliamento possono contribuire a una scarsa qualità dell’aria. Come tutti i tessuti, si tratta di materiale che può assorbire e rilasciare sostanze chimiche o inquinanti presenti nell’aria, come ad esempio composti organici volatili (voc), idrocarburi policiclici aromatici (ipa) e sostanze allergeniche. Tra le altre cose, si consiglia di aerare gli indumenti lavati a secco prima di riporli negli armadi per limitare l’esposizione al percloroetilene e ad altri solventi nocivi; evitare l’utilizzo di naftalina e canfora, preferendo l’uso di sostanze naturali, e non appendere il bucato all’interno delle abitazioni per evitare alti livelli di umidità.

Infatti, l’umidità e un’elevata temperatura ambientale rappresentano le condizioni ideali per lo sviluppo di muffe e funghi. Il bagno è, quindi, l’ambiente ottimale per il loro sviluppo. Altre minacce sono rappresentate da asciugacapelli e rasoio elettrico, i quali emettono una forte radiazione elettromagnetica a cinquanta hertz per un raggio di quaranta centimetri circa. Se se ne fa un uso saltuario, non costituiscono un grande pericolo. L’ideale sarebbe favorire la ventilazione e il ricambio di aria; tenere il phon ad almeno 20-30 centimetri dalla testa; alternare entrambe le mani durante l’uso, dato che la mano è a diretto contatto con la fonte delle radiazioni e limitare l’uso dei rasoi elettrici, alternandoli con rasoi a batteria o con la tradizionale lametta.

Nell’ultima sezione del libro, la Dalla Rosa illustra nello specifico le sostanze inquinanti dell’aria indoor, suddividendole in tre categorie: contaminanti biologici, contaminanti chimici e contaminanti fisici. Per ciascuno di essi, l’autrice analizza le fonti da cui provengono, in quale modo ci danneggiano e come fare per proteggersi.

L’immagine: la copertina di Casa Tossica.

Jessica Ingrami

(LucidaMente, anno VI, n. 71, novembre 2011)

 

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