ATTACCO FRONTALE, VIAGGI-TURISMO|14 dicembre 2011 19:19

Sicilia, l’isola che (per Trenitalia) non c’è

Soppressi i principali collegamenti ferroviari diretti tra il Nord e il Sud del Paese

Con dicembre alle porte, ogni siciliano residente al Nord inizia a programmare le proprie festività natalizie. Alcuni non si sposteranno, altri scenderanno nel proprio paese di origine, altri saranno raggiunti dai famigliari. Ma questo 2011 riserverà una grossa novità per chi decide di spostarsi in Sicilia. Dopo 57 anni, l’autostrada Salerno-Reggio Calabria finalmente è stata completata e alle porte di Torre Cavallo gli automobilisti sono attesi da un bellissimo ponte sullo stretto appena inaugurato… Sveglia! È una fiaba. La situazione non è questa, anzi è nettamente peggiorata rispetto al passato. Nei piani di Trenitalia la Sicilia è l’isola che non c’è.

Tra qualche giorno Trenitalia sospenderà i treni notturni che collegano città come Milano, Torino e Venezia con il Meridione e la Sicilia, questo – riferiscono – a fronte dell’eccessivo costo del servizio e della scarsa vendita di biglietti. Il segretario regionale Fit Cisl Ferrovie della Sicilia, Mimmo Perrone, ha fatto sapere che i giorni 15 e 16 dicembre avvierà una protesta riguardo il ridimensionamento del personale (82 in Sicilia e 665 in tutta Italia).

Il disagio di un viaggio Nord-Sud (o viceversa) è atavico.  La mia prima esperienza risale a giugno del 1995, quando per lavoro decisi di spostarmi in treno da Mazara del Vallo a Bologna, un viaggio lungo ed estenuante durato 24 ore. Allora decisi di provare un altro mezzo. Racimolati i primi soldini, mi comprai una macchina e da Bologna m’incamminai con mio fratello verso la Sicilia. Percorrendo l’autostrada, fino a Salerno tutto bene, poi l’incubo della Salerno-Reggio Calabria. Alla fine, stremati, arriviamo a Villa San Giovanni e mi appresto a imbarcarmi su una compagnia di traghetti chiamata “Caronte” (nomen omen). A quel punto cerco due monetine per pagare il traghettatore e spero che tutto vada a buon fine… Da Messina a Mazara ci sono altri 350 km, con autostrade interrotte e piene d’insidie. Ma quando metto piede nell’isola mi sento a casa: tutte le arrabbiature svaniscono all’improvviso e vengono rimandate al viaggio di ritorno.

Le compagnie  aeree low cost, rappresenteranno sempre più l’alternativa per chi intende raggiungere l’isola. Nonostante l’Italia abbia la fortuna di essere circondata dal mare, mai nessuno ha voluto investire sul trasporto navale. Quelle compagnie che ci sono, come la Tirrenia, Grimaldi e altre, risultano sconvenienti per i ritardi, i cattivi servizi che forniscono, oltre che per il prezzo elevatissimo dei biglietti. Ma chi spiega a Trenitalia che alcuni vorrebbero andare giù in macchina? Il treno con auto al seguito rappresentava la soluzione ideale per chi si spostava in Sicilia con la propria auto. Nasceva a Milano, Venezia, Bologna e Torino ed era diretto a Villa San Giovanni o Catania, un servizio che fino a poco tempo fa funzionava. Adesso, invece, niente di tutto questo. I nuovi tagli serviranno a potenziare l’alta velocità. E non è vero che non c’è richiesta di biglietti su queste tratte… Ai siciliani piace molto viaggiare…

In questo stesso numero di LucidaMente si affronta lo stesso argomento con L’Italia tagliata da Trenita(g)lia di Francesco Cento e si rievoca una tragedia di treni del Sud, con l’articolo del direttore Rino Tripodi Cinquant’anni fa il più tragico disastro ferroviario italiano.

Fabrizio Bensai

(LM MAGAZINE n. 21, 15 dicembre 2011, supplemento a LucidaMente, anno VI, n. 72, dicembre 2011)

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3 Comments

  • Secondo Moretti dobbiamo esere orgogliosi del progresso ferroviArio in Italia (grazie a lui!) Frecce rosse,frecce verdi che filano come missili ma…come la mettiamo con i tempi eterni e i disagi dei treni del sud? L’Italia è fatta di di NOrd e -fortunatamente- anche di SUD! Che ne dice il sig Moretti?

  • E’ semplicemente una vergogna!

    In auto, dall’Emilia fino ad arrivare nel sud della Calabria ci metto in media DICIOTTO ORE!

    In treno, con gli espressi eravamo li… Si arrivava a Lamezia e poi da li il vuoto… con le lettorine anni 50 che ancora vanno a diesel…

    E poi si dice che il Sud è da aiutare… il Sud lo avete ucciso voi, maledetta classe dirigente! Andate nel Sud, non ci sono più giovani, tutti i giovani che ora hanno dai 30 ai 18 anni HANNO DOVUTO PER FORZA DI COSE EMIGRARE!

    Vergognatevi! E la situazione non può che peggiorare, senza nuove nascite il Sud diventerà desolato, un posto arido amministrato dalla mafia con cui lo Stato va a braccetto… Io mi vergogno di essere italiano. L’Italia che ho studiato nei libri di scuola, che ha fatto la storia in ogni ambito, dalla cultura, all’arte, alla scienza, ai personaggi di spicco che abbiamo avuto… Siamo veramente una nazione in declino. Si dice che i Governi dovrebbero temere il popolo e non viceversa, mi domando quando il popolo si renderà VERAMENTE conto di quanto sta succedendo…

  • Le FS non esistono più da tempo, sì sono travestite e corrotte… per logica conseguenza delle stupidissime liberalizzazioni, ovvero dell’ogni cosa ai privati! E così, anche nel pubblico è giunta la volontà del profitto secondo il detto: “Businnes is businnes”. Ytalyoty e dementi di questo Paese hanno per decenni votato Governi succubi del modello americano e di parlamentari assai poco amanti della Patria, sia della cosiddetta Sinistra, sia della sedicente Destra, e tutti questi elettori non hanno mai veramente reclamato i propri diritti scaturenti dai compiuti doveri, ciò perché sempre li hanno assimilati al fare del manzoniano Renzo Tramaglino che sì reca da Azzecca-garbugli con i capponi in mano, e la berretta sotto braccio! Questi sono i risultati, e non è che l’inizio del malfare della sinarchia bancaria. Sì pensi se in questa odiosa logica finisse anche l’acqua! Eppure già i pellerossa, quei popoli tanto odiati dall’uomo bianco, ci insegnarono che è impossibile possedere la terra, e che è la terrà a possedere l’uomo, e certo per il loro non adeguarsi furono sterminati. Ma c’è di più in colonya ytalya, qui le cose vanno male anche perché in questo Paese non abbiamo ancora imparato la logica dell’essere comunità, per cui i furbi, deficienti sotto ogni aspetto e considerazione, allignano e spadroneggiano, e mi suscita invidia che gli antichi barbari siano invece capaci di coesione e senso d’amor patrio che si chiama, a qualcuno spiacerà, NAZIONALISMO!
    kiriosomega