DALL'ITALIA, TEMATICHE CIVILI|20 dicembre 2011 15:42

“Con 6 miliardi l’anno, l’Italia farebbe miracoli”

L’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar) chiede che l’Italia non finanzi più la Chiesa cattolica e lo fa con una campagna pubblicitaria shock 

Sulle strade di Genova e di Venezia, dal 20 e 21 dicembre, compariranno i mega-manifesti che l’Uaar ha fatto affiggere per portare all’attenzione dei cittadini italiani la sua nuova iniziativa. 

Dopo le campagne sulla “laicità della scuola”, “contro i simboli religiosi negli edifici pubblici”, sulla “lotta per il diritto al riconoscimento della propria identità non religiosa”, l’Associazione ha deciso di portare avanti una “campagna contro i costi pubblici della Chiesa Cattolica”, partita inizialmente sul web: ricerca, istruzione e risanamento del territorio sono i temi su cui l’Uaar propone di investire i soldi pubblici tolti alle casse vaticane.

Dal sito: www.icostidellachiesa.it«L’Uaar parte dall’assunto che le religioni (tutte) le dovrebbe sostenere chi le professa. Ciò non accade, quantomeno in Italia, grazie a un numero considerevole di leggi e normative emanate in favore delle comunità di fede. Nessuno è al corrente dell’entità dei fondi pubblici e delle esenzioni di cui, annualmente, beneficia la religione che ne gode incomparabilmente più delle altre, la Chiesa cattolica nelle sue articolazioni (Santa Sede, CEI, ordini e movimenti religiosi, associazionismo, eccetera). Non la rendono nota né la Conferenza Episcopale Italiana, né lo Stato. È per questo motivo che l’UAAR ha deciso di dar vita alla piattaforma I costi della Chiesa: l’obiettivo è di presentare una stima di massima che sia la più attendibile e accurata possibile, citando estesamente le fonti e utilizzando metodologie trasparenti».

Nel sito campeggia in primo piano la cifra di € 6.086.565.703. Questa è a tutt’oggi la stima fatta dei costi annui italiani della Chiesa cattolica. Ma com’è suddivisa questa cifra? La risposta si può trovare nella pagina web grazie ad una “tabella riepilogativa dei costi” dove, cliccando sulle singole voci, si possono visualizzare maggiori informazioni. Nel manifesto, che comparirà sulle strade delle due città del Nord Italia, l’Uaar sottolinea come il costo pubblico della Chiesa è alto, ed è «un prezzo che pagano credenti e non credenti».

«Alcuni tagli proposti dal governo sono stati bloccati dalle resistenze delle caste – osserva Raffaele Carcano, segretario Uaar – ma qui siamo di fronte a una super-casta talmente intoccabile che nemmeno Monti ha il coraggio di sfiorare». Non è nemmeno solo un problema di Ici, come sembrerebbe scorrendo le cronache (anche la stessa Comunità Europea è contraria a questi trattamenti di favore, e lo ha dimostrato paventando una condanna all’Italia per indebiti “aiuti di Stato” alla Chiesa in materia di Ici). Carcano, conti alla mano, chiede: «vogliamo cominciare a parlare anche del miliardo e mezzo che costa l’ora di religione, del miliardo che costa l’Otto per Mille, degli oltre 700 milioni che finiscono a scuole e università cattoliche?».

È per questo motivo che, mentre il parlamento discute la manovra, gli atei e gli agnostici hanno rilanciato: «Siamo contribuenti discriminati, e vogliamo che tutti se ne rendano conto – prosegue il segretario dell’Uaar – è incredibile che la Chiesa cattolica, la più importante proprietaria immobiliare del paese, non sia chiamata a compiere i sacrifici che la crisi economica richiede». Con sei miliardi si potrebbe invece non solo ridurre il debito, ma anche investire in «ricerca, istruzione, risanamento del territorio».

La campagna è stata curata dall’agenzia pubblicitaria Horace Kidman.

Per maggiori informazioni:
http://retelaicabologna.wordpress.com/
rete.laica.bologna@gmail.com

(s.p)

(Lucidamente, 20 dicembre 2011)  

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1 Comment

  • perche’ tanto accanimento contro la Chiesa Cattolica? Lo stato e’ disposto a restituire tutti i lasciti tolti alla Chiesa? Molti sacerdoti e religiose vivono senza stipendio fisso e lavorano una vita per gli altri.
    Il concordato era per risarcire la chiesa di tutto quello che le e’ stato tolto.
    Io vivo all’estero, ma all’estero, in molte nazioni, la religione principale ha molti piu’ favori della nostra. E chi e’ cattocico non puo’ neanche avere un posto di lavoro decente.
    Perche’ non iniziare riducendo i salari e i privilegi dei politici?
    In molte nazioni anche la proprieta’ privata e’ controllata. Come fanno certi politici ad avere tutte queste case in Italia e all’Estero?
    Quello che la Chiesa ha non e’ “personale”…..o di casato …..
    Non potrebbe Berlusconi offrire qualcuna delle sue prorieta’?