Che Natale, che Capodanno sarebbero senza…

Auguri molto particolari, a chi non conta…

Che Natale sarebbe senza coloro che non ci sono più da tempo, coloro che soffrono negli ospedali?

Che Natale sarebbe senza i bambini violati, i “diversi” ignorati, privati e affaticati da una società indifferente e conformista, incline all’abito (che fa il monaco) e all’esclusivo rispetto dell’aspetto esteriore? Che Natale sarebbe senza i cani abbandonati e i gatti in cerca di una fonte di calore, per quanto di passaggio?

Che Capodanno sarebbe senza le speranze disilluse, senza i sogni infranti e l’angoscia per un futuro di disoccupazione, di precarietà o troppo lavoro (magari in nero)?

Il mio pensiero per queste feste va a voi, voi che non ci siete, voi che venite da un Mondo di ieri, che ci sorridete da ricordi di famiglia, di generazioni sbiadite. A voi il mio pensiero, piccoli angeli che piangete, abbaiate o miagolate, a voi con la flebo in un letto di ospedale, a voi che state chini su una cassa di un supermercato o un negozio fino alle 10,30 della Vigilia, che vi spaccate le mani su un martello pneumatico, che scrutate gli annunci di lavoro, senza una raccomandazione, senza una parentela, a voi che temete l’ultima tassa e che ricchi non siete. Il mio augurio va a tutti voi, che ci siate o non ci siate, senza di voi, generosi nonostante tutto, ottimisti e raccolti intorno a una cena o un pranzo fatto con il sorriso, uomini e donne, coraggiosi eroi dei nostri giorni, queste feste non avrebbero senso.

Sembriamo pochi, ma ricordate che ritorneremo e saremo milioni. Auguri a tutti, per un Natale di serenità e salute, per un Nuovo Anno di Giustizia sociale e Diritti umani.

Matteo Tuveri

(LucidaMente, 24 dicembre 2011)

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