Cosa c’è di meglio di una spaghettata?

Quattro semplici e velocissime ricette, legate a un’epoca storica trascorsa e al ricordo di una persona che non c’è più

«Compagni, dai campi e dalle officine, / prendete la falce prendete il martello, / scendete giù in piazza…». Anche chi non conosce questo ritornello può facilmente intuire qual è il periodo cui si riferisce, durante il quale lo si sentiva dappertutto, nelle scuole e nei cortei, nelle università e nelle fabbriche, nelle piazze e nelle osterie.

Oggi, a 40 anni di distanza, quella canzone e tutti i vari slogan del Sessantotto sono solo ricordi per chi quel tempo lo ha vissuto, mentre non rappresentano probabilmente nulla per i più giovani. Ma i fatti accaduti allora hanno profondamente cambiato – nel bene o nel male a seconda dei punti di vista – la nostra società, dando un’impronta diversa alla vita di tutti. In Italia – come negli altri Paesi in cui si fece sentire quella profonda ondata di richiesta di innovazione – tutto prese il via dalle lotte giovanili e studentesche. Se inizialmente fu messa sotto accusa soprattutto l’organizzazione dello studio universitario, ben presto la protesta si estese all’intero sistema. Nelle scuole si contestavano i professori, la cultura ufficiale, il sistema scolastico. Nelle fabbriche si contestavano le condizioni e le modalità di organizzazione del lavoro. Nelle famiglie si contestavano le forme di autorità e i ruoli tradizionali. Gli effetti di quel movimento sociale sono ancora oggi controversi: ha portato benefici o problemi? Ha migliorato o peggiorato la nostra società? Non ho una risposta a tale quesito. Ero piccola nel Sessantotto e non vi ho partecipato, anche se appartengo alla generazione sulla quale maggiormente se ne sono riversati gli effetti.

Protagonista attiva di quegli anni di rinnovamento fu una mia amica, Lina. Cominciai a frequentarla durante gli anni dell’università, e dopo un po’ divenne per me un punto di riferimento fondamentale sia per la chiarezza con cui riusciva a inquadrarmi politicamente fatti ed avvenimenti che mi risultavano oscuri, sia per le molteplici letture alle quali riuscì a orientarmi e ad avvicinarmi. Era nata in Toscana da genitori ebrei di origine tedesca, che erano riusciti a sfuggire alle persecuzioni durante la seconda guerra mondiale, nascondendosi sotto falso nome in Italia. Lina è morta all’improvviso qualche anno fa, e mi manca ancora.

Fra i tanti orizzonti che mi ha aperto, fra le tante cose nuove che mi ha fatto conoscere, c’è stato anche un modo di cucinare diverso, più originale e senz’altro più semplice e sbrigativo di quello usato nella mia tradizionalista famiglia modenese. La mia amica aveva una vera e propria passione per gli spaghetti, che preparava con fantasia, spesso improvvisando, in mille modi diversi. Ecco quattro modalità, semplici e gustose.

Spaghetti alla carrettiera

Ingredienti per due persone: 1 cipolla; 1 foglia di basilico; 1 pomodoro, un po’ di peperoncino, olio di oliva. Preparazione: fare soffriggere la cipolla nell’olio, aggiungere il pomodoro tagliato a dadini e sbucciato, il peperoncino e il basilico fresco. Cuocere per pochi minuti.

Spaghetti alla napoletana

Ingredienti per 2 persone: olio d’oliva quanto basta, 2 pomodori da sugo ben maturi, 2 foglie di basilico fresco. Preparazione: tagliare i pomodori a pezzettini molto piccoli. Tritare il basilico. Mescolare gli ingredienti a crudo con olio di oliva e condire la pasta.

Spaghetti alla siciliana

Ingredienti per 2 persone: olio d’oliva, un ciuffo di prezzemolo fresco, 2 o 3 spicchi d’aglio. Preparazione: tritare aglio e prezzemolo molto fin con la mezzaluna. Scaldare bene l’olio e soffriggere il trito di aglio e prezzemolo per un minuto o poco più.

Spaghetti alle noci

Ingredienti per 4 persone: 500 grammi di noci, 3 spicchi di aglio, 80 grammi circa di mollica, un bicchiere di latte, meglio se tiepido, 50 grammi di burro, 50 grammi di parmigiano. Preparazione: pulire e tritare le noci. Mettere la mollica a bagno nel latte per almeno un’ora, poi sbriciolarla bene. Unire le noci, mescolare, salare e lasciare riposare. Condire la pasta, aggiungendo 50 grammi di burro e parmigiano.

L’immagine: Eva e la mela di Giuseppe Arcimboldi (1527-1593).

Marta Rossi

(LM MAGAZINE n. 21, 15 dicembre 2011, supplemento a LucidaMente, anno VI, n. 72, dicembre 2011)

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