SU DI NOI|26 dicembre 2011 12:07

Editoriali della seconda serie della rivista (autunno ottobre-dicembre 2011)

La raccolta degli interventi del direttore nell’ultimo trimestre del sesto anno di pubblicazione di “LucidaMente

Dicembre 2011 (n. 72) Buone feste, forse solo un augurio

Un’Italia razzista e senza cuore, i problemi della giustizia e delle carceri, le perplessità sul pacchetto Monti, i ricorrenti mali del Sud…

Dati i drammatici problemi che vive l’Italia e visto che anche LucidaMente in questo mese ha affrontato temi tutt’altro che leggeri, iniziamo da ciò che dovrebbe rappresentare la conclusione di un editoriale di fine anno: gli auguri ai lettori di felici e serene festività. Anche se, purtroppo, trascorrere felici e serene festività, di questi tempi, appare più come una speranza astratta, un auspicio abitudinario, forse vacuo, rispetto alla realtà che ci circonda, a una povertà sempre più diffusa, aggravata da una violenza e inciviltà di cui è indicazione l’orrore di Firenze, con uno dei molti italiani intolleranti che fa quello che in tanti – dicono in giro – vorrebbero fare: sparare ai “diversi”. Nel caso in questione, a innocenti ambulanti senegalesi.

Sottovalutare quanto accaduto a Firenze come semplice atto di un folle significa non volersi accorgere che si tratta della punta dell’iceberg di un Paese che negli ultimi venti anni ha compiuto molti passi indietro sul piano della cultura, dell’istruzione, della convivenza civile, della tolleranza (si veda – illuminante – Perché c’è razzismo in Italia: ce lo dice un cittadino senegalese). Ancora: non abbiamo percepito una grande commozione e solidarietà da parte dei mass media nei confronti delle vittime senegalesi. Sembra che anche stampa e tv considerino quei morti di serie B. Come quei disperati sui barconi alla deriva nel Mediterraneo, uomini, donne, bambini, la cui morte non interessa, né commuove. Sono, al massimo, numeri, non esseri umani. Un’Italia che si emoziona – giustamente – alla vivisezione dei cani beagle nel Bresciano, che segue per mesi i casi di efferati assassini, tra morbosità e sete di giustizia (o vendetta?), ma perde di vista il vicino, il concreto, l’umanità che sbarca da noi.

Una schizofrenia che si materializza in questi giorni di feste intese ancora, in modo folle, come mero consumismo, necessità di apparire. Per cui abbiamo spot superficiali, trasmissioni televisive stupide, come se nulla stesse accadendo attorno, in Italia. Quindi, anche tra la gente, parole, frasi, conversazioni, che appaiono irreali, stili di vita che intristiscono per la loro falsa gioia esteriore, che nasconde vuoto, aggressività incivile e angoscia. Da contraltare gli auguri di Matteo Tuveri espressi in Che Natale, che Capodanno sarebbero senza…

La nostra rivista, confortata dal raddoppio di contatti e pagine lette registrato negli ultimi sei mesi, cioè da quando ha rinnovato struttura e veste grafica, continua, nel proprio piccolo, a compiere un’opera di sensibilizzazione, di denuncia, di risveglio – La Squilla – delle coscienze. E mai come in questo mese abbiamo immesso on line una tale mole di articoli, interventi, recensioni, che sarà impossibile citare totalmente. Il numero 72 si è concentrato su due “focus”: quello – tra i più cari a LucidaMente – della questione giustizia/carceri e quello della “stangata” Monti.

Nei penitenziari ialiani, oltre ai detenuti, a causa del sovraffollamento e della mancanza di azioni adeguate di rieducazione e reinserimento sociale dei carcerati, vivono disagie sofferenze anche gli agenti di polizia penitenziaria. Per questo Francesca Gavio ha intervistato uno dei leader sindacali della categoria, per parlare di Quegli altri uomini dentro le prigioni. Carmelo Musumeci ne L’ergastolano e il ministro ha descritto la situazione vissuta da un detenuto anziano e ammalato e ha indirizzato una lettera di aiuto al nuovo guardasigilli, Paola Severino, affinché intervenga sul dramma carcerario. E forse qualcosa si è mosso. La nostra rivista ha permesso a R.S. di Como di narrare liberamente la sua straziante vicenda di innocente per anni in carcere, per di più con un’infamante accusa: «Io e la giustizia italiana: dalla condanna per pedofilia all’assoluzione». E tanto più facili sono gli errori giudiziari quanto più i tribunali sono intasati da processi e cause in corso. Nicola Marzo indica una strada per sfoltire tempi e limitare sprechi e costi: Conciliazione giudiziale, una questione di cultura, una necessità civile. E, nei casi estremi, come far ascoltare le proprie ragioni? Viviana Viviani – partendo dal caso di una blogger egiziana – ci racconta di Quando spogliarsi diventa una forma di protesta.

L’altro focus ha riguardato la crisi economica e i provvedimenti assunti dal nuovo presidente del Consiglio, Mario Monti. Misure che, almeno per ora, sembrano non toccare gli interessi “forti”, tra cui quelli della Chiesa cattolica. Ecco, dunque, una serie di articoli critici sulla manovra: Giuseppe Licandro, Serviranno all’Italia “lacrime” e “sangue”?; Franco Pinerolo, Il pacco natalizio del nuovo governo;Ezio Pelino, Monti non tocca le caste;Tullio Marra, Partitocrazia: tocca ai cittadini;Rino Tripodi, Tasse e sacrifici: madonna ministra Fornero piange, la Madonna cattolica mai. Anche se, a onor del vero, occorre affermare che vedere nella carica di ministri persone “normali” e non più una corte e un manipolo di caricature di mascalzoni e corrotti, volgari e aggressivi, ci fa sentire un po’ più sereni. È sufficiente un po’ di “normalità” per renderci conto del degrado in cui eravamo precipitati. Non è trascorso un mese, ma sembra siano passati secoli e ci sia spostati anche geograficamente, di anni luce, dall’Italia di Berlusconi.

L’immagine che apre questo editoriale, con un vagone ferroviario rovesciato e gente in soccorso delle vittime, potrebbe essere il simbolo dell’Italia peggiore. Quella “scassata”, quella della cattiva amministrazione, delle malversazioni, del disprezzo per i cittadini, per la povera gente, e per le loro vite. Purtroppo, non è una ricostruzione o una vignetta satirica. È una delle rare foto del disastro ferroviario avvenuto esattamente cinquanta anni fa, il 23 dicembre 1961, presso Catanzaro. Settantuno i morti, soprattutto studenti il giorno prima dell’inizio delle vacanze natalizie. Abbiamo cercato di ricostruire personalmente la vicenda del più tragico disastro ferroviario italiano. E l’abbiamo collegata – in LM MAGAZINE n. 21 – al sostanziale abbandono, dissesto e degrado complessivo del nostro Meridione con le denunce di Francesco Cento L’Italia tagliata da Trenita(g)lia e di Fabrizio Bensai Sicilia, l’isola che (per Trenitalia) non c’è e con la recensione da parte della Viviani Così vicini (prima), così lontani (dopo) dell’ennesimo libro che rianalizza l’Unità d’Italia 150 anni dopo, stavolta puntando sulle statistiche economiche. Gianvito Piscitiello, invece, la butta in satira, mettendo alla berlina quel movimento che tanta parte ha avuto nel degrado civile (leggi corruzione, accordi sottobanco e interessi privati) e culturale (leggi intolleranza e razzismo) dell’Italia e nella crisi economica, e che oggi cerca di ritrovare la propria verginità, ma “Il miglio verde” della Lega Nord non diverte più…

Nel periodo delle vacanze natalizie, per festeggiare, si mangia. Così questo mese anche LucidaMente tratta l’argomento, affrontandolo da punti di vista diversi. Marta Rossi, sull’onda dell’amarcord, si chiede Cosa c’è di meglio di una spaghettata?, regalandoci cinque rapide e gustose ricette. Il condirettore Francesco Fravolini ci offre due articoli: L’enoturismo impulso per l’economia italiana e Gli italiani credono nel biologico. Paolo D’Arpini va alla ricerca di un’alimentazione alternativa parlandoci di Dieta vegetariana e spiritualità. Lo scrivente, dal consueto spirito polemico, si chiede: Ma a Bologna si mangia ancora bene come una volta?

Infine, come nello scorso mese, ci sembra opportuno concludere l’editoriale con il ricordo di una persona che non c’è più. Abbiamo chiesto Un rispettoso silenzio per Lucio Magri, per la sua vita privata, per le sue scelte personali. Tuttavia, che un cittadino italiano non debba trovare pietà e aiuto nella propria patria, a causa dell’ipocrisia e del bigottismo imperanti, stimolerebbe varie considerazioni. Così abbiamo ospitato un commento quasi poetico, quello di Paolo Tranchina: Lucio in the sky come Chirone.

L’immagine: foto del disastro ferroviario della Fiumarella del 23 dicembre 1961.

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno VI, n. 72, dicembre 2011)

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Novembre 2011 (n. 71) Morto un Berlusconi, non se ne faccia un altro

Un mese difficile: sciacallaggio massmediatico, alluvioni, Italia allo sfacelo, governo Monti (speriamo di economia sociale). E un amico volato in cielo

Mese tradizionalmente difficile, novembre. Triste. E anche questo undicesimo mese del 2011 lo è.

Era iniziato con la lunga coda mediatica intorno a due uomini morti in ottobre, due personaggi certo molto diversi tra loro e non comparabili: un dittatore e un giovane sportivo. Il 20 ottobre era stato assassinato a Sirte Muammar Gheddafi. Tre giorni dopo, il 23, a Sepang, in Malesia, periva il ventiquattrenne motociclista italiano Marco Simoncelli, coi funerali di quest’ultimo celebrati il 27. LucidaMente si è occupata – in modo molto critico – di come i mass media hanno trattato i due eventi con il corsivo di chi scrive Gheddafi e Simoncelli: senza pietà e Simoncelli e i falsi eroi di Raffaele De Grada (www.ondanomala.org). Giuseppe Licandro si è chiesto Quale sarà il futuro della Libia dopo la morte del raìs? E sullo stesso tema hanno proseguito Dario Lodi con Integralismo islamico e dintorni e Francesca Gavio che, recensendo il libro di Gene Sharp, ha spiegato come Far cadere un regime dispotico con la nonviolenza.

Ma il peggio doveva ancora venire. All’alluvione dello spezzino e della Lunigiana del 25 ottobre, si sono aggiunte quelle di Genova del 4 novembre (vedi Genova, l’alluvione, le scuole, di Francesco Cento), di varie zone del Mezzogiorno d’Italia, nonché dell’isola d’Elba (7 novembre). Numerosi i morti e ingentissimi i danni. Quasi un’allegoria dell’Italia della malapolitica, di una nazione che cade a pezzi, che precipita, travolgendo i propri cittadini. Intanto, la crisi finanziaria – come i fiumi fuori controllo e ingovernabili – ha proseguito il proprio inesorabile corso investendo la nostra nazione (cfr. le riflessioni di Lodi: Un’economia disumana e piratesca). Il penoso strazio del governo di Silvio Berlusconi si è concluso sabato 12 novembre, con le sue pur sempre troppo tardive dimissioni. Sulla designazione di super Mario Monti a presidente del Consiglio, Giuseppe Lavalle ha scritto uno scherzoso (ma non troppo) Gli eroi Nintendo salveranno l’Italia? Più critiche e da “controinformazione” le riflessioni e i commenti sul nuovo premier da parte di Licandro (Inquietanti scenari sulla Terza repubblica) e di Matteo Tuveri (Dal berlusconismo al montismo?). Positiva notizia, per tutti i democratici italiani, quella fornita da Viviana Viviani: Ufficiale il ritorno del vero “Avanti!” al Partito socialista italiano. Ancora Gavio ha informato sulla Svolta nel delitto Pasolini: rinvenuto un terzo dna.

Il ventiseiesimo LM EXTRA, uscito a metà novembre, ha approfondito alcune “croci del Sud”, quali ecomafie, corruzione, falsificazione della verità sull’unificazione italiana a opera dei Savoia, conseguente emigrazione. Il condirettore Francesco Fravolini ha recensito il libro del cantante e ricercatore folk Eugenio Bennato sulla vergogna della repressione del brigantaggio meridionale e le sue conseguenze (Brigantaggio ed emigrazione secondo Eugenio Bennato). Poi, due interviste sulle ecomafie. Lo stesso Fravolini ha sentito Claudio Cordova, autore di Terra venduta, sul traffico illecito di rifiuti tossici gestito dalla ’ndrangheta in Calabria (’Ndrangheta, rifiuti tossici, “navi dei veleni”…). Ma un autentico scoop è costituito dall’intervista al nostro ex redattore Andrea Spartaco (Dossier di un giornalista sull’“amara Lucania). Ne è venuto fuori un autentico reportage di denuncia sui disastri ambientali che si stanno consumando in Basilicata. Da vedere assolutamente il documentario di Spartaco al riguardo (Amara Lucana). Purtroppo, i crimini che si stanno commettendo intorno allo smaltimento dei rifiuti non riguardano solo Calabria e Basilicata, ma anche Campania, Puglia, Sicilia. Di ecologia si è occupata pure la recensione di Jessica Ingrami «Casa, dolce casa»… mica tanto, se piena di sostanze tossiche!

Nei vari link della rivista, il lettore troverà, come al solito, altre notizie, su cultura e Tematiche civili. Ad esempio, abbiamo recensito due film comici italiani usciti recentemente, Bar Sport e I soliti idioti. E, poiché LucidaMente si è caratterizzata fin dalla sua fondazione per il suo impegno a favore del diritto a morire con dignità, aderendo anche al Coordinamento laico nazionale, abbiamo dato ampio spazio alla Prima giornata nazionale sul testamento biologico Sulla mia vita scelgo io (Udine, 19 novembre), anche con un’intervista di Cecilia Maria Calamani di Cronache Laiche («Una legge contro le libere volontà del cittadino, ma “Sulla mia vita scelgo io”») a Cinzia Gori, portavoce del Cln. E, ritornando quasi all’inizio di questo editoriale, per concludere con un augurio, speriamo tutti che dopo la fine di Berlusconi – e anni e anni di disastri, non ultimo quello dello squallore morale, del fango di volgarità, sconcezze e forse storie di prostituzione con minorenni, che ha travolto la penisola – non ci governi mai più un altro personaggio del genere. E che il concetto di economia sociale di Monti sia, nei fatti, veramente tale.

Infine, ci sia concesso il ricordo personale di un artista nostro amico volato in cielo (Tito Valenzise non è più tra noi).

L’immagine: Aureo 01, fotografia di Giovanni Guadagnoli (www.giovanniguadagnoli.it), per gentile concessione dell’artista.

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno VI, n. 71, novembre 2011)

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Ottobre 2011 (n. 70) Una crisi che richiede solidarietà, anche internazionale…

Dall’assurdità delle guerre dettate da motivi economici ai popoli perseguitati, alla recessione economica: le possibili risposte dal mondo cristiano e dalla società civile

Che l’attuale crisi finanziaria ed economica dell’Occidente – in particolare dell’Europa e ancor di più dell’Italia – non sia un periodo passeggero, ma si possa definire ormai strutturale ed epocale, è sotto gli occhi di tutti. Non è la prima volta che accade, nella storia dell’umanità, ma la novità consiste nel fatto che essa coinvolga soprattutto i giovani, le generazioni future, colpevolmente lasciati in balìa del “mercato” e per di più pienamente consapevoli di non avere speranze nel proprio avvenire.

In un mondo globalizzato, tutto ciò che accade sul pianeta ci riguarda, ci coinvolge, ci deve interessare. Perché tutto è collegato. E, di conseguenza, ogni risposta deve essere improntata alla solidarietà comune, a un nuovo modello sociale, a un nuovo tipo di sensibilità umana.

LucidaMente di ottobre, infatti, ha prima affrontato alcuni nodi “internazionali”. Nel numero 70 della “serie normale” si è toccato lo scandalo delle spese militari («Svuotiamo gli arsenali e riempiamo i granai!», di Giuseppe Licandro), denunciando inoltre senza ipocrisie ciò che sta dietro i conflitti, attraverso la recensione del condirettore Francesco Fravolini del libro di Sabina Morandi C’è un problema con l’Eni (Guerre come strumento di supremazia economica). Collegato all’immorale dittatura economico-finanziaria cui siamo sottoposti è il discorso di Domenico Letizia, che nel proprio contributo, entro un’ottica libertaria, afferma che Il diritto di proprietà deve fondarsi sul consenso. Andando più nello specifico, la nostra rivista ha denunciato la discriminazione della popolazione kurda in Turchia, con un’intervista di Fravolini a Nelly Bocchi, volontaria al Centro immigrazione asilo e cooperazione internazionale di Parma (I kurdi in Turchia, un popolo privato dei diritti civili) ed esposto una ricetta per non pagare ingiustamente gli effetti delle speculazioni finanziare (La pacifica rivoluzione del popolo islandese, di Mariella Arcudi).

Alcune altre possibili vie d’uscita da una situazione certo non facile sono state poi indicate in LM MAGAZINE 20 di metà ottobre, e si può dire che esse siano centrate sulla speranza di una mutazione antropologica, anzi, una rivoluzione etica. Ancora Fravolini ha intervistato monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana di Roma, secondo il quale «La parola d’ordine deve essere: solidarietà» e quindi la crisi può divenire anche un’occasione per ripensare ai nostri stili di vita e cercare valori meno materialistici di quelli che da tempo caratterizzano la nostra società occidentale. La religione cristiana è una risposta evidente anche nella sintesi storica di Dario Lodi (L’originario messaggio di uguaglianza del cristianesimo). Si può cambiare radicalmente il modo di stare insieme ripensando a un diverso significato di “comunità”? È quanto indaga Jessica Ingrami con la sua inchiesta sul cohousing: Il senso di comunità che ci rende umani. Altre risposte alle emergenze, nello specifico quella della migrazione, vengono fornite dal bel film di Emanuele Crialese, Terraferma, analizzato con estrema sensibilità ancora da Arcudi nella recensione Alla ricerca di un approdo che garantisca una vita degna.

Come sempre, altri spunti, altre idee, altri stimoli, potranno essere trovati dal lettore nei vari link della rivista, in particolare in quello riguardante le Tematiche civili. L’impegno e la solidarietà non sono più delle scelte, sono una necessità collettiva, per evitare che il mondo divenga un inferno invivibile. Per tutti. Così, abbiamo aperto questo modesto editoriale con un’immagine da Terraferma. Non ci rendiamo conto di essere tutti sulla stessa barca, che rischiamo di abbandonare perché sta affondando. Annegheremo o, nuotando, saremo tutti liberi?

L’immagine: particolare della locandina del film Terraferma di Emanuele Crialese.

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno VI, n. 70, ottobre 2011)

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