IL LABORATORIO|2 gennaio 2012 23:09

Un nuovo scenario politico-militare mondiale

Già iniziato un multipolarismo entro il quale Cina e Paesi emergenti…

Dopo il crollo dell’Unione Sovietica si riteneva che l’unica potenza egemone nel pianeta fossero gli Stati Uniti d’America.

Assistiamo invece a uno scenario mondiale nel quale i paesi emergenti quali la Cina, l’India, il Brasile, non solo sono in ascesa economicamente ma anche militarmente. La stessa Russia ha mantenuto intatto il proprio potenziale militare e le relative capacità strategiche d’impiego, come visto nella guerra con la Georgia. La repubblica caucasica ex sovietica, militarmente addestrata dagli Stati Uniti e da Israele, nulla ha potuto contro la maggiore capacità militare russa, che, pur attaccandola con mezzi tecnologicamente obsoleti, ne ha fatto un sol boccone in pochi giorni. Evidenziando così come l’uso militare delle forze armate sia preminente rispetto alla qualità tecnologica delle stesse.

Già nella guerra contro la Libia, gli Usa hanno contribuito al costo della guerra con il 15% delle spese totali, rinunciando quindi per la prima volta dal Secondo dopoguerra a un ruolo di primo piano. Barack Obama ha deciso la diminuzione delle spese militari del 20%. Quindi il cammino verso il multipolarismo è già iniziato e gli Stati Uniti ne hanno saggiamente preso atto (anche se dal punto di vista militare rimangono la principale potenza), come già successe all’Urss, perché non possono più reggere all’onere economico che tale superiorità comporta.

Non assisteremo in futuro alla nascita di un nuovo monopolarismo, in quanto la Cina, paese economicamente e militarmente emergente più di altri, ritiene di non ambire a divenire una superpotenza militare poiché almeno per una generazione il suo obiettivo primario rimarrà quello di potenziare lo sviluppo interno. La Cina attualmente è impegnata in politica estera nei mercati mondiali – e con successo straordinario, occorre puntualizzare, vista la capacità d’espansione sul lato economico. Adesso sta penetrando nei mercati africani senza lo spirito neocoloniale tipico dei paesi occidentali, e quindi con un approccio apprezzato dai Paesi africani. Un’infiltrazione intelligente, pragmatica, con la ricerca di obiettivi non tanto immediati quanto futuri. Nel contempo sotto l’aspetto militare si rivela estremamente cauta, tant’è che è rimasta fuori dai conflitti in Iraq, Afghanistan, Medio Oriente. Non dimentichiamo inoltre come questa politica estera della Cina abbia portato benefici innegabili alle economie di Argentina, Brasile e Paesi africani, che nel frattempo, pur mantenendo ottimi rapporti con il gigante asiatico, cercano di limitarne la penetrazione con delle restrizioni. I cinesi sono favorevoli a un mondo multipolare, per questo apprezzarono la nascita dell’euro, una garanzia secondo loro contro il monopolarismo.

Altra potenza economica e militare emergente è l’India, che in futuro sorpasserà la Cina come popolazione. Già potenza nucleare, fu la prima a dotarsi di missili antinave con gittata oceanica, seguita dalla Cina, con l’evidente scopo di contrastare la presenza militare della flotta statunitense.

L’immagine: bandiera della Cina e cartina delle sue regioni (da http://www.programmaregionicina.it/)

Tullio Marra (http://www.tulliomarra.it)

(LucidaMente, anno VII, n. 73, gennaio 2012)

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1 Comment

  • Altro discorso di questi paese emergenti oramai emersi riguardno i diritti umani, di cui si hanno informazioni generiche e sporadiche, anche se se ne parla.