C’è anche l’“Avanti!” quotidiano telematico

Diretto da Giampiero Marrazzo, una voce socialista da consultare on line

Un po’ di storia. Gloriosa. Avanti! nacque a Natale. Il primo numero uscì il 25 dicembre 1896. Il direttore era Leonida Bissolati, i redattori Ivanoe Bonomi, Gabriele Galantara, Walter Macchi, Oddino Morgari e Alessandro Schiavi.

Nei suoi primi quindici anni, Avanti! fu edito a Roma, nel centro politico della nazione. Nel 1911 la sede del giornale venne trasferita Milano, nel cuore della nascente Italia industriale e delle battaglie operaie, arrivando a toccare fino a duecentomila copie di tiratura. La vocazione internazionalista del giornale, il suo forte ancoraggio ai valori della pace e dello sviluppo, lo impegnarono in una campagna per la neutralità assoluta da tenere nel primo conflitto mondiale. Poi il direttore Benito Mussolini cambiò posizione e, di fronte al rifiuto socialista di sostenere il suo interventismo si dimise e poi fu espulso dal partito. Nel 1921 i fascisti attaccarono la sede del giornale di via San Gregorio con bombe a mano e nel 1926, l’ormai dittatore Mussolini ne vietò la pubblicazione, che proseguì in esilio, con cadenza settimanale, a Londra e a Zurigo. Il giornale, diretto da Pietro Nenni dal 1922 al 1948, ricomparve in Italia in clandestinità nel 1943.

Nel secondo dopoguerra ebbe tra i suoi direttori Sandro Pertini (con Guido Mazzali direttore responsabile), Riccardo Lombardi, Tullio Vecchietti e Francesco De Martino, riconquistando la sua autorevolezza, ma senza più toccare i livelli di diffusione del suo primo ventennio nelle edicole. Questa tendenza fu in parte ribaltata negli anni tra il 1965 e il 1978, allorché, con la direzione politica di Gaetano Arfé e soprattutto con il direttore responsabile Franco Gerardi, Avanti! visse una feconda stagione che lo portò a riconoscere il senso dei profondi mutamenti della società italiana, compresa la nuova questione giovanile, e a indicarne per tempo gli sviluppi e i pericoli.

Dal 1978 al gennaio 1994, quando, con il tracollo del Partito socialista italiano, fu messa in liquidazione la casa editrice, la direzione del giornale fu assunta via via da Bettino Craxi, Ugo Intini, Antonio Ghirelli, Roberto Villetti, Francesco Gozzano.

Da oggi, 5 gennaio 2012, il Psi e l’Italia ritrovano il loro quotidiano. Una voce importante per tutti e a garanzia di tutti, anche per chi socialista non è, di libertà e democrazia, giustizia e idee riformatrici, specie in tempi difficili come quelli che viviamo, in cui occorre far nascere una stagione di maggiori diritti, un tempo di rispetto dei cittadini, in quanto persone e in quanto aggregazioni sociali, così come tutelati dalla Costituzione italiana. Lo storico quotidiano riapre sotto la direzione di Giampiero Marrazzo. Questo l’augurio del neodirettore nell’editoriale di apertura: «Se l’Avanti! riprende piede oggi, così come il mio impegno verso tutti i lettori e le lettrici è soprattutto per dare un’altra voce a chiunque abbia la necessità di non sentirsi isolato rispetto la sua idea di sociale. Per tutti coloro che vivono sul territorio e che vedono quotidianamente notizie a cui andrebbe data la giusta attenzione e su cui far riflettere chi siede poltrone non più inamovibili, per tornare a far fare il proprio mestiere a chi era stato destituito nell’immaginario collettivo di qualsiasi rispettosità, istituzionalità e affidabilità. Ecco, per tutti questi, riapre l’Avanti!».

Il sito del quotidiano è: http://www.avantionline.it/portale/.

Delle ultime vicende legate alla testata socialista, LucidaMente si è occupata di recente con vari articoli quali C’è l’”Avanti!” e c’è (purtroppo) “L’Avanti!”, Ufficiale il ritorno del vero “Avanti!” al Partito socialista italiano, Di nuovo “Avanti!”.

(a.d.p.)

(LucidaMente, 5 gennaio 2012)

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