SOTTO I RIFLETTORI|18 dicembre 2006 00:00

Editoriale numero due: dove ci eravamo lasciati?

 Sono passati proprio dodici mesi dalla prima uscita di “LucidaMente”: è tempo di effettuare analisi, fare bilanci e pensare al futuro

Correva il febbraio 2006, quando veniva alla luce il primo numero di LucidaMente. Dunque, un anno è passato e sono usciti ben 12 numeri (più tre “Extra”, essenzialmente dedicati alle nostre novità editoriali). In questi casi è consuetudine fare un bilancio. E noi non ci sottraiamo a tale compito, un po’ “per dovere”, un po’ per piacere. In effetti, il rendiconto è abbastanza lusinghiero. Al di là del numero di articoli pubblicati (quasi 100 in un anno), qual è stata la qualità raggiunta?

Gli obiettivi che ci proponevamo – Riportiamo testualmente dal primo editoriale quali erano le finalità che la rivista si era posta: “Primo: essa s’interesserà costantemente delle problematiche civili, lotterà la sua piccola battaglia affinché l’Italia divenga un paese “normale”, sul piano dei diritti di libertà, ma senza toni urlati e strepiti, grazie al formato snello, all’eleganza grafica e iconografica, alla scelta del buon gusto e della sana pratica della tolleranza: solo gli imbecilli hanno sempre ragione… Secondo: tratteremo e approfondiremo i valori umani, spirituali, culturali, estetici, artistici, che la parte migliore della civiltà europea, a partire dal mondo greco-romano, e attraverso il Rinascimento, l’Illuminismo, il Romanticismo, la Cultura novecentesca della crisi, ha prodotto (senza, naturalmente, dimenticarci delle altre culture, extraeuropee). Terzo: cureremo al massimo la correttezza e la qualità dei contenuti, dello stile, di ciò che pubblicheremo. Quarto: assieme alle Edizioni inEdition, forniremo la possibilità a chi voglia entrare nel mondo dell’editoria, della carta stampata, della critica letteraria, del giornalismo, della pubblicistica, “di far pratica”, o di vedere “pubblicate” le proprie “opere prime”, con l’ausilio dei consigli, del controllo, della revisione della nostra redazione”.

Le tematiche “civili” – Come si saranno accorti i nostri lettori più fedeli e avveduti, ogni numero di LucidaMente è stato dedicato a un tema centrale, quindi ogni uscita è stata speciale. L’obiettivo che più stava a cuore alla nostra rivista di cultura ed etica civile, vale a dire toccare alcuni temi riguardanti i diritti umani e personali, senza strepiti, ma, appunto, con lucidità e spirito civile, è stato più volte raggiunto. Abbiamo trattato la salvaguardia dei diritti di libertà nel nostro Paese, proprio alla vigilia delle elezioni politiche (n. 2), la minaccia alla laicità della scienza (n. 4), i rischi di un totalitarismo mondiale “strisciante” (n. 5), la violenza sugli animali (n. 7), lo sfruttamento dell’umanità fatto passare come “globalizzazione” (n. 9), la “diversità” (n. 10). Ricordiamo, inoltre, le nostre prese di posizione, attraverso gli interventi sul “rullo scorrevole” On Air, in solidarietà di Piergiorgio Welby, contro la pena di morte, per fare chiarezza sul sorprendente calo delle schede bianche alle elezioni dello scorso aprile, per “un’altra tv”, per il testamento biologico, per un commercio equo e solidale, in difesa dei diritti umani, contro la caccia, ecc. Crediamo di aver affrontato tali tematiche sempre con obiettività e pacatezza, pur con alcune tesi e argomentazioni molto ferme. E anticipiamo che alcuni dei prossimi “speciali” saranno dedicati al problema della comunicazione-informazione dei cittadini, alla tragedia delle guerre, al diritto all’eutanasia…

La difesa della “cultura” e della bellezza – Altri numeri sono stati dedicati a temi più specificatamente culturali o storiografici: le interviste a personalità della cultura e della società bolognese (n. 6), la musica (n. 11), il Risorgimento visto in chiave problematica (n. 12), il rapporto tra Occidente e Vicino Oriente (n. 13), e i già citati numeri “Extra”. Non vanno dimenticate le molteplici recensioni a libri o film, in home page o nel “rullo” di On Air (questa rubrica è stata anche corredata dalla segnalazione di mostre, concerti, convegni, spettacoli, corsi, premi). A ciò vanno aggiunte la qualità letteraria degli inediti (poesie e racconti brevi) pubblicati, la cura formale di tutto ciò che è stato immesso on line e – caratteristica che è subito diventata il riconoscibilissimo fiore all’occhiello del nostro periodico – la bella veste grafica e l’accurata scelta delle immagini accostate agli articoli.

Le Edizioni di LucidaMente – Ancora più concreto e verificabile è stato il raggiungimento dell’obiettivo di permettere a tanti giovani di fare pratica giornalistica: molti sono i nostri collaboratori che, attraverso la nostra pubblicazione, stanno lavorando con successo per conseguire i propri fini professionali. Ma, forse, la soddisfazione – anche tangibile – più grande è stata quella di veder nascere una vera e propria casa editrice, collegata al gruppo inEdition, e veder pubblicate, sotto l’etichetta delle Edizioni di LucidaMente, alcune opere, soprattutto in una bellissima veste grafica e tipografica. Ricordiamo le uscite fino ad oggi (il lettore può cliccare sui titoli). Per la collana di poesia Le costellazioni sonore, diretta da Antonietta De Luca e Marco Gatto, Aperto di notte (Nattäpent) del grande poeta norvegese Rolf Jacobsen, a cura di Randi Langen Moen e Christer Arkefors, e Tintinnio di farfalle di Arianna Agnoletto, con Introduzione di Marco Gatto. Per la collana di narrativa La scacchiera di Babele, diretta da chi scrive: Malìa d’Eurasia, romanzo fantasy di Anna Marani, e Racconti incantati di Rocco Chinnici, mentre stanno per uscire anche il thriller L’incontro di Maria Cristina Buoso e La polvere eterna di Giovanni Nebuloni. Per la collana di poesia Le invetriate, diretta da Gianfranco Fabbri e Salvatore Della Capa per le Edizioni Il crocicchio: L’attracco sulla luna di Daniela Monreale, con Introduzione di Gabriela Fantato, e Per soglie d’increato di Francesco Marotta, con Postfazione di Luigi Metropoli.

L’andamento delle visite – Nel momento in cui scriviamo, dal 7 aprile 2006, giorno in cui abbiamo inserito il contatore automatico, abbiamo ricevuto quasi 18.000 visite di utenti della nostra rivista e più di 31.000 sono state le pagine viste. Dopo un inizio più promettente, ci siamo attestati su una media di circa 60 contatti telematici al giorno. Diciamo che, passata la curiosità iniziale per la novità e dopo il prevedibile forte calo in luglio-agosto, conserviamo dall’autunno scorso uno “zoccolo duro” di lettori fedeli, che, però, non riusciamo ad ampliare. In generale, maggiore successo hanno avuto i numeri dedicati a temi sociopolitici o legati all’attualità rispetto a quelli più “culturali”, ma, prima di trarre conclusioni definitive, occorrono ulteriori verifiche.

Il profilo redazionale – Un ringraziamento a tutti quanti – redattori, collaboratori fissi o saltuari – rendono possibile ogni mese l’uscita della rivista. Oltre che essere grati a ciascuno di loro, abbiamo cercato di trarne un profilo statistico (le percentuali sono, ovviamente, arrotondate), che crediamo possa interessare il lettore. L’età: il 40% ha tra i 41 e i 50 anni, il 25% tra i 21 e i 30 anni, un altro 25% tra i 31-40 anni e, infine, un 10% oltre i 50 anni. Quasi tutti sono laureati, con netta prevalenza nell’indirizzo linguistico-filosofico-letterario. Quale professione svolgono nella vita di tutti i giorni? Il 40% sono insegnanti, mentre i restanti si suddividono – in percentuali non significative – tra impiegati, giornalisti, imprenditori, studenti, precari, pensionati. Per finire: qual è la loro residenza e provenienza geografica? Il 60%, ovviamente, vive stabilmente a Bologna, la metà dei quali di origini meridionali. Il restante 40% vive in varie regioni italiane, ma al suo interno una metà è calabrese.

Un grazie a chi ci legge – Infine, siamo riconoscenti a chi ci legge, cioè a chi ci fa capire che il nostro lavoro serve a qualcuno o a qualcosa: almeno, ci fa sentire meno soli! Quello che possiamo prometter loro è che anche nei prossimi dodici mesi ci impegneremo al massimo, attendendo altresì suggerimenti, consigli e – perché no? – critiche.

L’immagine: progetto di monumento a Newton di Ètienne-Louis Boullée (Parigi 1728-1799).

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno II, n. 14, febbraio 2007)

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