LA CITAZIONE|16 aprile 2007 00:00

“Da quale frontiera o infinito partire…”

Ecco in anteprima il primo “capitoletto” di Foto grafie (pp. 66, € 10,00) di Arianna Agnoletto, opera di genere quasi indefinibile, inserita nella collana La scacchiera di Babele delle Edizioni di LucidaMente. Estati, spiagge, mari, vissuti negli anni: odori, suoni, sapori, visioni, contatti. Tredici “quadretti” costituiti da frammenti della memoria, da un proustiano reimmergersi, rivivere il passato, descritto attraverso un flusso di coscienza delicato e musicale.
Nel complesso, un affresco coinvolgente, emozionante, commovente, mosso da candide tenerezze infantili, da sottili vibrazioni dell’anima (sospensioni… suggestioni… stupefazioni…) all’interno di una leggiadra ragnatela di piccoli eventi, di ricami delicati e perfetti, internamente dilatati in una carovana quasi fiabesca di immagini ormai divorate dalle ombre del tempo.
Mentre, sullo sfondo, e qua e là, non mancano i trasalimenti dovuti agli imprevisti scricchiolii delle luminosità: la presenza implacabile del Male e del Dolore nel Mondo.

spiaggia
domenica di un luglio così caldo che ripensare
alla nebbia padana aiuta a resistere.
Si respira sabbia sudore sandali urla di bambini cocco!
Coccobello!… Ssst! Fate silenzio.
bagnino lettino libro
niente da fare, la ragazza di fianco non parla, urla e intanto il suo compagno, marito, amante, lancia lo sguardo altrove….. lo raccogliamo io e il mare….. attimo di silenzio, poi di nuovo tutto si muove, è questo vento che non permette soste…… Sono di nuovo con gli occhi dentro all’acqua… dove posso cominciare? Da quale frontiera o linea o infinito posso partire……
bianco e nero
……avevo quattro anni, la zia Luisa, le vacanze con lei perché noi non ce le potevamo permettere erano i primi anni Sessanta, mio padre imbiancava una galleria svizzera, mia madre lavorava in fabbrica e quando mi portava con sé mi faceva dormire su uno scaffale di maglie…… e io ero sempre ammalata… sempre la mano posata sulla fronte “l’ha ga’ la fevra n’etra volta“… febbre… medicine vomito e febbre… dottore con un naso così grosso da sembrare un drago “questa bambina ha bisogno di mare“… questa bambina ha bisogno di a-mare, di amore, signor dottore, ma non c’era nessuno a suggerirgli questa variante.
Sulla spiaggia di Ostia li ho incontrati per la prima volta….. lui così grande da fare paura e nello stesso tempo rassicurante… ce n’era talmente tanto che non sarebbe finito mai…… dovunque guardassi sabbia e acqua… me ne stavo con la mia palla in mano a guardare…… intuivo i suoi segreti, ma troppo piccola per la sua profondità, restavo in superficie ad osservarne i colori ed annusarne l’odore pulito.
La zia Luisa aveva un’amica a servizio della Tina Pica e un giorno mi portò a trovarla…… la casa era vicina alla spiaggia…… la stanza piena di colori e cose… mi fecero sedere su un piccolo divano rosso e aspettammo un po’…… la zia era emozionata e rideva… Lei apparve all’improvviso, come un folletto del bosco…… era piccola e ricurva su di me… aveva una voce così roca che la sua carezza mi sembrò ancora più dolce… calda e accogliente…… io non l’avevo mai vista e la guardavo… mi piaceva… intuivo la sua stranezza… sarei rimasta per ore accovacciata sul divano ad ascoltare le risa della zia e quella voce profonda come il grande mare… ad un certo punto si avvicinò e mi prese il viso tra le mani “quanto sei graziosa” mi baciò sulla fronte.
Nel prendermi per mano al ritorno la zia mi disse piano “è un’attrice famosa e ti ha dato un bacio… ricordatelo…

e così me li sono portati sempre con me
il mare e la Tina Pica.

(da Foto grafie di Arianna Agnoletto, Edizioni di LucidaMente)

L’immagine: “Un meraviglioso Topo Gigio gigante con salsiccia e formaggio tra le mani di pezza che mi abbraccia……” (fotografia di proprietà di Arianna Agnoletto).

Claudia Mancuso

(LucidaMente, anno II, n. 5 EXTRA, supplemento al n. 17, 15 maggio 2007)

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