Quegli strani “tabù” della Rai

“InformeRAI”: iniziativa dei radicali italiani contro il (mal)servizio pubblico. Denuncia all’Agcom

Se un cittadino dovesse informarsi solo attraverso le trasmissioni Rai, avrebbe di certo una visione sociale distorta dell’Italia. Il servizio pubblico, infatti, non informa sulla struttura della società italiana che comprende centinaia di migliaia di famiglie non tradizionali e fra queste le coppie omosessuali con e senza figli, che risultano attualmente prive di riconoscimento giuridico. Né affronta la tematica della riforma del diritto di famiglia, una necessità avvertita da milioni di cittadini, mentre in Parlamento giacciono numerose proposte di legge in tal senso.

Che dire poi della prostituzione, un fenomeno sociale mai discusso se non in chiave moralistica o di ordine pubblico? Delle malattie sessualmente trasmesse, che sono in drammatico aumento? Dell’informazione sull’Aids, che, a trent’anni dall’inizio della pandemia, è relegata in sporadici spazi. E delle persone transessuali e intersessuali particolarmente bersaglio di disinformazione e ignoranza, che hanno difficoltà nel far valere i propri diritti nel campo del lavoro, della scuola, della salute e nella vita sociale?

Insomma, ancora una volta l’informazione del servizio pubblico lascia a desiderare. Eppure la Rai avrebbe l’obbligo per legge di fornire un’informazione completa e imparziale, e l’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) è l’istituzione che deve vigilare e ordinare alla Rai di svolgere il servizio pubblico al quale i cittadini hanno diritto. Data tale situazione, i radicali italiani hanno deciso di avviare la procedura di denuncia all’Agcom e chiedono ai cittadini di unirsi a loro in tale azione, anche per far aprire in Rai un dibattito pubblico sul drammatico problema di Carceri e Giustizia.

Sulle varie tematiche censurate dalla Rai:

Per ulteriori informazioni e/o per aderire: http://www.radicali.it/informerai-liberta-discriminazioni-sessuali.

(k.g.)

(LM MAGAZINE n. 22, 14 febbraio 2012, supplemento a LucidaMente, anno VII, n. 74, febbraio 2012)

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