TEMATICHE CIVILI|17 febbraio 2012 22:16

Figli di papà e figli di mammà

Il caso Silvia Deaglio, figlia del ministro Elsa Fornero: la difesa di Beppe Severgnini sul “Corriere della Sera” convince, ma fino a un certo punto. Comunque, il problema è costituito dai troppi “parenti” nelle università italiane

Chiar.mo direttore,

leggo sul Corriere della Sera, da parte di Beppe Severgnini, la difesa a favore della professoressa Silvia Deaglio, figlia del ministro Elsa Fornero.

3-lavoro precario[1]Secondo quanto scrive Severgnini, la studiosa in questione ha titoli scientifici di ottimo livello, che occorre però verificare. Avendo le ricerche scientifiche della professoressa più autori, c’è da chiedersi: quanto merito spetta a lei? Quante decine di migliaia di euro sono costate? Al concorso per docente universitario vinto da questa scienziata quanti concorrenti parteciparono? Era forse l’unica?

Solo presso le università italiane si verificano scandalose situazioni: un rettore può vantare ben sette parenti assunti come professori nella struttura che dirige. Faccio presente che le università italiane, compresa quella dove insegna la “Deaglio figlia”, sono tra le ultime al mondo per resa scientifica e didattica. In campo squisitamente artistico e letterario, rarissimi sono gli esempi di pittori di alto livello, di ottimi attori, di veri cantautori e di grandi scrittori la cui maestria sia stata tramandata da padre a figlio. Saluti.

Giuseppe Costantino Budetta

(LM MAGAZINE n. 22, 14 febbraio 2012, supplemento a LucidaMente, anno VII, n. 74, febbraio 2012)

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