RECENSIONI|14 agosto 2007 00:00

Dodici scrittori, dodici racconti

Nella fantascienza non mancano le antologie che hanno segnato dei punti di svolta e influenzato il percorso seguito dagli autori successivi, basti pensare a Mirrorshades, curata nel 1986 da Bruce Sterling, o la visionaria Dangerous visions di Harlan Hellison, del 1967, veri e propri manifesti di correnti profondamente innovative.
Le antologie non sono tuttavia eventi molto frequenti, e trovarsi tra le mani un volume come Supernova Express (a cura di Giovanni De Matteo e Marco Zolin, Introduzione di Valerio Evangelisti, Ferrara Edizioni, pp. 226, € 10,00), che riporta in copertina la dicitura “Antologia manifesto del connettivismo”, fa una certa impressione.
Si sentiva il bisogno che qualcuno organizzasse in un movimento scrittori con stili e idee diversi? Solo la lettura dell’antologia potrà dare una risposta.

Clelia, di Fernando Fazzari
Normalmente odio questo tipo di racconti, che spesso diventano un caos senza senso logico ma soprattutto senza dare nessun piacere alla lettura; in questo caso tuttavia la storia è narrata in modo affascinante e precipita verso un finale inaspettato.

Natura morta, di Francesco Cortonesi
Una società futura dove il pensionamento obbligatorio può essere evitato solo sconfiggendo un avversario più giovane è lo sfondo di questo racconto dal forte sapore scheckleiano. Bello, anche se inverosimile in tempi di pensionamenti sempre più ritardati, forse si potrebbe scrivere una storia dove sia necessario combattere per andarci, in pensione.

L’Arca dell’Alleanza, di Roberto Furlani
Notevole questo racconto dove lo studio delle caratteristiche di un antico simbolo sacro degli ebrei, l’Arca dell’Alleanza, porta a una scoperta straordinaria e tragica e a un finale, è il caso di dirlo, folgorante.

Viola, di Mario Campaner
Una ribellione attraverso l’arte, un semplice dipinto che in una società irreggimentata scatena la furia della folla, un artista che fugge dopo il gesto che innescherà la rivoluzione.

Una buona liquidazione, di Perla Pugi
Nel mondo futuro, non del tutto piacevole, immaginato da questa giovane scrittrice tutto sarà diverso: i lavoratori, gli stipendi e soprattutto le liquidazioni.

Il vecchio che sognava macchine volanti, di Simone Conti
Dalla tecnologia e dal futuro a questo bel racconto senza tempo, dove due eroi che non si sono mai incontrati possono finalmente sfidarsi.

Diamante di carne, di Sandro Battisti
Un uomo trasformato in un organismo che è parte macchina e parte minerale può ancora considerarsi umano? In questo racconto c’è la poetica, e forse improbabile, risposta.

Cane mangia cane, di Giuliano Pistolesi
Un altro racconto dove il richiamo a Sheckley, seppur meno evidente, è comunque presente. In questo caso la storia vive sulla caccia a un avversario improbabile, in un posto ancora più improbabile, miscelando alta tecnologia e terrori ancestrali in una miscela affascinante.

L’hobby del signor Zafsky, di Luca Bonatesta
Continuando nel gioco delle citazioni letterarie, potremmo trovare punti di contatto con un racconto di Franz Kafka, Nella colonia penale. Anche se si tratta di storie molto diverse, ambedue causano una distorsione della realtà, un rovesciamento di quello che pensiamo sia la normalità e che prende allo stomaco.

Intorno alla singolarità, di Giovanni De Matteo
Stavolta è Samuel Delany l’ispiratore di questa notevole storia, dove uno stalker, un corsaro degli spazi siderali, insensibile all’attrazione della gravità ma non a quella dell’amore, deve affrontare le insidie delle corporazioni che vogliono sottomettere le colonie spaziali.

Una storia da raccontare, di Marco Milani
La dimensione di questo racconto è il fantastico puro; la lettura di un racconto diventa reale, sfumando i confini tra l’onirico e ciò che consideriamo la solida realtà di tutti i giorni.

L’incanto di Bambola, di Lukha Kremo Baroncinij
L’ultimo racconto di questa antologia potrebbe essere considerata un’opera a lieto fine, a patto di poter ignorare il suo gusto amarissimo; comunque è un’ottima conclusione.

Il Connettivismo ha un futuro? – Si sentiva dunque il bisogno di un movimento come il Connettivismo? Credo che si tratti di uno di quei fenomeni di cui nessuno sente l’esigenza, almeno sino a quando qualcuno si lancia nell’impresa e ci si rende conto che, dopotutto, sì, se ne sentiva davvero il bisogno.
I dodici autori che compaiono in questa antologia indicano la strada verso quella che potrà essere la fantascienza del futuro; il gioco delle citazioni dimostra che le radici di questo movimento sono ben piantate nel passato, e l’originalità dei racconti rivela che grande è lo sguardo verso il futuro, verso le teorie più moderne e le tecnologie più estreme. Non so se in futuro questa antologia sarà considerata una pietra miliare, anche se l’entusiasmo dei connettivisti lo meriterebbe; sicuramente qui e ora è una piacevolissima lettura.

L’immagine: la copertina di Supernova Express.

Giampaolo Rai

(LucidaMente, anno II, n. 8 EXTRA, supplemento al n. 22, 15 ottobre 2007)

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