Risparmio, un’arte che si impara vivendo

Qualche consiglio per attuare una semplice economia domestica

In questo tempo di recessione, la parola risparmio è entrata anche nel vocabolario di chi, fino a qualche mese fa, poteva permettersi di spendere il proprio denaro senza troppe preoccupazioni (vedi gli articoli usciti su LucidaMente: I sogni sono finiti o Uscire dal ricatto della crescita del Pil). L’apprensione con la quale guardiamo verso un futuro che è già diventato presente ci deve far riflettere sull’opportunità – oggi più che mai necessaria – di effettuare acquisti ragionati ed effettivamente indispensabili. Il risparmio è un’arte che non si apprende sui banchi di scuola ma nel vissuto quotidiano: viene messo in pratica adattando il nostro modus vivendi a una realtà in cui prezzi e spread aumentano mentre potere di acquisto e prodotto interno lordo diminuiscono. Di fronte alla crisi economica, invece di arrenderci a rinunce in senso assoluto, sarebbe opportuno verificare la nostra reale esigenza di tutti i beni materiali che finora acquistavamo abitualmente: non stiamo parlando dei generi alimentari, per l’acquisto dei quali possono esserci utili i volantini che pubblicizzano le offerte proposte dagli esercizi commerciali.

L’acqua, la luce e il gas sono elementi essenziali per la nostra esistenza: non essendo possibile sottrarsi al loro utilizzo, possiamo adottare piccoli accorgimenti che ci permettano di risparmiare sul loro consumo. L’acqua è, da sempre, la fonte primaria di vita del mondo animale e vegetale: il progressivo scioglimento dei ghiacciai perenni ai Poli e il rincaro dei costi delle utenze domestiche – anche a seguito del previsto aumento dell’Iva (vedi 2012: Odissea nell’incertezza) – devono farci riflettere sulla pericolosità di un suo uso non oculato. Ricordiamoci allora di tenere chiuso il rubinetto dell’acqua se questa non serve effettivamente: lavaggio a mano delle stoviglie, igiene dei denti e – per gli uomini – rasatura ne sono validi esempi. Utilizziamo l’acqua avanzata dalle bottigliette acquistate in occasione di pranzi fuori casa per annaffiare le piante o per riempire la macchina del caffè; non colmiamo a priori la caraffa dell’acqua da consumare a tavola; optiamo invece su un quantitativo ritenuto proporzionale al suo effettivo utilizzo. Non teniamo inutilmente illuminata una stanza nella quale non siamo presenti e prendiamo in considerazione l’acquisto di lampadine a basso consumo. Nelle nostre abitazioni teniamo una temperatura non superiore ai 20 gradi: ne gioveranno portafoglio e salute.

Il costo del carburante è una spesa fissa che – dato l’aumento delle accise di benzina, gasolio e gas auto – sta ossessionando milioni di italiani. L’eccezionale nevicata che ha caratterizzato lo scorso mese di febbraio ha, per motivi di viabilità, disincentivato l’utilizzo dell’automobile a vantaggio di quello dei mezzi pubblici. Chi abita e lavora in luoghi raggiungibili da treno, metro o autobus, può lasciare l’automobile parcheggiata sotto casa anche nei giorni di sole: oltre a concorrere alla diminuzione dell’inquinamento ambientale, avrà un risparmio garantito in termini di portafoglio e di stress. Gli spostamenti effettuati con i mezzi pubblici sono, in linea di massima, economicamente più vantaggiosi di quelli fatti con l’automobile propria; inoltre, la concentrazione mentale richiesta nella guida potrebbe trasformarsi in attenzione, ben meno stressante, da impiegare nella lettura di un libro – preso, per esempio, in prestito gratuitamente alla biblioteca comunale – o di un quotidiano. Probabilmente occorreranno un po’ più di tempo e di cammino per raggiungere il luogo di lavoro, ma non dimentichiamo che i medici consigliano ripetutamente di fare una regolare attività fisica. A chi non utilizza costantemente l’automobile ma, per varie ragioni, non può sostituirla con bus, treno e metropolitana, consigliamo di valutare l’ipotesi del car sharing: un parco di automobili di proprietà del comune di residenza messe a disposizione della collettività per un utilizzo condiviso a un costo comprensivo di noleggio, chilometraggio e carburante. Per chi possiede l’abbonamento annuale all’autobus, il costo annuale per l’iscrizione al servizio risulta molto conveniente (35 euro richiesti per il Comune e la Provincia di Bologna). Ulteriori mezzi pubblici in condivisione sono le biciclette di proprietà di molteplici comuni, parcheggiate in apposite rastrelliere dislocate sul territorio: nella maggior parte dei casi, il loro noleggio è gratuito, mentre viene richiesto il versamento di una cauzione, spesso di valore irrisorio.

Se in questo tempo di crisi economica abbiamo deciso di diminuire le spese telefoniche, non tagliamo i fili dei rapporti interpersonali. Valutiamo attentamente qual è la miglior tariffa telefonica offerta sul mercato – le promozioni a scadenza non ci devono ingannare –, attribuendo al cellulare il solo valore di strumento di reperibilità in caso di emergenza. Pur riconoscendo che il telefonino ha notevolmente agevolato la nostra vita, non ci dimentichiamo che le generazioni esistite prima del suo avvento hanno comunque vissuto senza particolari problemi. I nostri figli, per esempio, durante le ore scolastiche o extrascolastiche, sono reperibili al numero telefonico dell’istituto che li accoglie: ricordarcene significa già economizzare. Se poi riuscissimo a sostituire regolarmente le conversazioni fatte al cellulare con l’utilizzo – gratuito – di e-mail e siti di social network, oppure con quello solitamente più economico del telefono fisso, il risparmio sarebbe significativo. Oltre al portafoglio ne gioverebbe anche – e soprattutto – la nostra salute, considerando la mole di onde elettromagnetiche emesse dal cellulare, soprattutto quando è in funzione.

Infine vi suggeriamo qualche consiglio che può aiutarvi negli acquisti quotidiani. Nella maggior parte dei casi gli articoli di sottomarca – quella dell’esercizio commerciale che li vende – sono stati prodotti negli stessi stabilimenti utilizzati per i prodotti di marca: la qualità è la medesima ma il prezzo è inferiore poiché sono stati abbattuti gli elevatissimi costi pubblicitari. Nel campo alimentare, incuriosiamoci nella lettura delle ricette del piatto che desideriamo mangiare e prepariamolo personalmente, invece di acquistarlo già pronto per la consumazione: se vi sono riuscite le generazioni prima della nostra – che non disponevano di robot da cucina e similari elettrodomestici –, a maggior ragione possiamo farlo noi (vedi Un impero sulla vostra tavola, Gradite i tagliolini ai funghi porcini?,  Pesce a tutto piatto… e le altre ricette proposte nel presente numero di LucidaMente). Valutiamo attentamente le promozioni offerte on line – anche alla luce della normativa antitrust, oggetto in questi giorni di specifici controlli – che richiedono l’acquisto preventivo di un coupon da utilizzare in un secondo momento: il rischio è quello di lasciarsi entusiasmare eccessivamente spendendo, a conti fatti, più di quanto occorra. Nell’acquisto dei farmaci, salvo casi particolari, non scartiamo a priori la proposta del farmacista – cui è tenuto per legge – di curarci con le medicine generiche: hanno un costo minore pur contenendo lo stesso principio attivo di quelle prescritte dal medico. La sperimentazione di questi piccoli suggerimenti nella nostra vita quotidiana può costare impegno e fatica, ma ne vale sicuramente la pena. Buon risparmio a tutti!

Emanuela Susmel

(LucidaMente, anno VII, n. 76, aprile 2012)

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