RECENSIONI|2 giugno 2008 00:00

Quelle Foto grafie di Arianna Agnoletto

Accumulo di immagini, ricordi, esperienze vissute, emozioni, profumi e brividi. Queste sono le sorprese contenute in Foto grafie (inEdition editrice/Collane di LucidaMente, pp. 64, € 10,00), l’ultima opera di Arianna Agnoletto, scrittrice di poesie, canzoni e brevi racconti. Un libro intenso, in cui ogni breve capitolo (in totale sono tredici) racchiude un universo di sensazioni che trasportano la mente nei ricordi vissuti dall’autrice stessa.

Il mare amico – Il filo conduttore dell’opera, a metà strada tra prosa e poesia, è il mare, con le sue onde, i suoi rumori e i suoi protagonisti. La Agnoletto, in una sorta di stream of consciousness (che ricorda a volte l’Ulisse di Joyce), racconta brevi ma intensi passaggi della sua vita, tentando di riportare alla luce, dai ricordi, quanti più particolari possibili, necessari all’integrale ricostruzione del proprio passato. L’autrice tende a personificare il mare (“La ragazza […] lancia lo sguardo altrove…… lo raccogliamo io e il mare”, “Starei tutta la vita a guardarti negli occhi”), rendendolo attivo protagonista dei suoi ricordi. Ogni capitolo, infatti, è costruito sulla costante presenza di questo grande amico che con le sue onde e la sua spiaggia dà vita ai pensieri dell’autrice.

Il dolore e le emozioni del passato – Nel libro la Agnoletto ricorda momenti della sua infanzia, come nel capitolo Due, nel quale riporta alla mente la triste lontananza da casa, da lei sofferta e detestata. Ma ogni momento di malinconia veniva dimenticato grazie alla presenza del mare-amico (“Io avevo finalmente di nuovo sotto i piedi e dentro agli occhi il mio mare… fratello… amico… avevamo entrambi la stessa gioia”). Accanto ai vari personaggi “inanimati” del racconto, compaiono anche numerose persone che hanno occupato, ognuno in maniera differente, uno spazio nella vita della scrittrice; parenti, amici, conoscenti: tutti vivi protagonisti di un passato che ha il profumo del mare. La narrazione poetica dell’autrice è sostanzialmente descrittiva, improntata sull’osservazione diretta del mondo che circonda la bambina protagonista dei ricordi. Un mondo vario, ricco di parole, suoni e immagini, che vengono riportate di continuo. Dal mare alla spiaggia, dai bagnanti alle conchiglie: tutto è oggetto di una privilegiata descrizione che conferisce anche alle cose senza vita un respiro quasi umano. Gli ultimi capitoli del libro sono pervasi da una forte intensità emotiva, scaturita dall’incontro con una persona importante. Anche in questo caso ogni istante e azione sono presi in esame, puntualmente riportati (“Mi siede accanto e versa in una tazza un tè profumato e caldo… me lo porge e tiene per un attimo le sue mani sulle mie”).

Le caratteristiche linguistiche – Dal punto di vista linguistico e sintattico Foto grafie si presenta decisamente innovativo. Nel corso della narrazione le “frasi” sono spesso separate dai puntini di sospensione (tre o sei), che sembrano voler chiarire l’origine istantanea e psicologica delle parole, quasi come il naturale flusso dei pensieri. Inoltre, il lessico riccamente espressivo e suggestivo ricama, come in un arazzo, ogni particolare, che prende vita con naturalezza e originalità. Molti termini ricercati e, a volte, inconsueti descrivono scene e immagini che, viste superficialmente, potrebbero apparire banali. Ma nel corso del racconto ogni istante assume grande ricchezza e importanza, e non solo agli occhi della legittima “padrona” dei ricordi.

L’immagine: la copertina della singolare opera di Arianna Agnoletto.

Marco Papasidero

(LucidaMente, anno III, n. 32, agosto 2008)

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