Per una riconversione dell’agricoltura

L’Italia ha il record di tumori infantili e l’aspettativa di vita sana è crollata di oltre 10 anni. Cosa sta succedendo sulle nostre tavole e come uscirne fuori

È ormai improrogabile la riconversione agroecobiologica dell’agricoltura italiana, finanziata da oltre 25 miliardi di euro della comunità europea (periodo 2007-2013), basandola sulla nostra tradizione enogastronomica, unica ed inimitabile, e sulla memoria genetica della biodiversità autoctona degli agroecosistemi e dei semi selezionati da millenni, liberi da ogm. I danni dell’agricoltura “chimica” e degli allevamenti industriali ricadono, infatti, sull’agricoltura biologica.

Purtroppo, però, ancora oggi immense risorse di pagamenti agroambientali regionali ed europei vengono destinati ad agricoltori che acquistano sempre più pesticidi e disseccanti chimici, secondo disciplinari di presunta agricoltura integrata, basati su ipotetiche riduzioni (in realtà le statistiche parlano di aumento) dell’impiego della chimica, senza obbligo prioritario di impiego di prodotti biologici. Un sistema non controllabile né certificabile e senza alcun vantaggio per gli agricoltori, le prime vittime (economiche e sanitarie) dell’uso dei pesticidi.

È necessaria l’immediata introduzione della prescrizione con ricettario di eventuali interventi chimici sulle coltivazioni, e solo in mancanza di tecniche alternative biologiche disponibili e registrate al commercio, ovvero efficaci in quanto sottoposte a prove ad hoc. Secondo dati Eurostat, infatti, i tumori infantili colpiscono i nostri bambini più che in ogni altra parte del mondo occidentale e l’aspettativa di vita sana, dal 2004 a oggi, è scesa di circa 10 anni. A tal proposito, si veda Emanuele Isonio, La vita sana non abita più in Italia (ma nessuno ne parla), in www.informasalus.it.

Ai consumatori il consiglio di recarsi a far la spesa in campagna e non nei supermarket, collegandosi ai Gas (Gruppi d’acquisto solidali) di prodotti 100% biologici, 100% coltivati in Italia e, pertanto, 100% liberi da ogm, in modo da contenere i costi della propria alimentazione naturale, aiutando al contempo gli agricoltori, cui oggi rimane ben poco di quanto si spende nei supermercati. In un sistema all’interno del quale oltre il 50% degli ortaggi e frutta prodotti vengono buttati senza essere consumati, con uno spreco immenso di energia per conservazioni e trasporti globalizzati.

Tornare alla campagna, approfittando della crisi industriale… E mangiamo meno carne possibile, strettamente biologica. Un orto biologico “sinergico” per ogni famiglia, il miglior hobby del mondo… Per la salute propria e dei propri figli.

Giuseppe Altieri

(LM MAGAZINE n. 23, 14 aprile 2012, supplemento a LucidaMente, anno VII, n. 76, aprile 2012)

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