ATTACCO FRONTALE, TEMATICHE CIVILI|15 aprile 2012 16:36

La sofferenza senza perché degli animali

E Dio e i “credenti” non riescono a rispondere…

Conoscerete sicuramente la triste vicenda degli “Orsi della luna” (vedi, su LucidaMenteLa terribile tortura degli orsi della luna) e  l’atroce  martirio al quale sono sottoposti in Cina; in queste ultime settimane se n’è anche parlato sui giornali. Oppure avrete letto delle sanguinose stragi di delfini in Giappone. Ma anche in Italia non siamo da meno. Come saprete, in provincia di Brescia c’è il più grande allevamento d’Europa di animali da vivisezione. Ecco, allora, chiedo se qualcuno può aiutarmi a trovare una risposta alla domanda che da tempo pongo ad amici e conoscenti, soprattutto quelli che credono in Dio. Nessuno finora mi ha dato una risposta minimamente soddisfacente.

Quando si chiede perché debbano morire bambini di pochi anni, soprattutto nel Terzo mondo, dopo aver vissuto una brevissima vita fatta esclusivamente di stenti, ci viene risposto che il disegno di Dio è imperscrutabile e che Egli, in ogni caso, ha un progetto trascendente su ogni persona. Vale a dire: cosa vuoi che sia una breve sofferenza sulla Terra quando c’è l’eternità del paradiso che aspetta gli innocenti? Bene, non senza qualche ragionevole dubbio, prendiamo per buona questa (piuttosto cinica) risposta. Ma ora vengo all’altra domanda, quella finora per me senza risposta.

Dio, oltre agli uomini, avrebbe creato anche gli animali. Ora, come è noto, la stragrande maggioranza di questi ultimi finisce, magari dopo un’intera vita vissuta in un’angusta prigione senza aver commesso crimini, con l’essere scuoiata viva, dissanguata viva, vivisezionata per farne unguenti di bellezza o farmaci legati alla superstizione e all’ignoranza, viene picconata in testa per non rovinare la pelliccia che poi noi indosseremo durante i nostri inverni mediterranei, viene torturata e seviziata per gioco, per crudeltà e per le più svariate credenze di medievale memoria (vedi Contro lo sgozzamento lento degli animali da macello senza stordimento o Razzismo alimentare).

Ora, la domanda è la seguente: perché Dio avrebbe creato questi esseri, che sono in tutto e per tutto simili a noi, che provano dolore e sentimenti, che amano e odiano come noi, che gioiscono e sono tristi come noi, che hanno paura della morte e della sofferenza, come noi, per poi riservare loro quello strazio e quella fine? Visto che, a quanto ci dicono i dottori della Chiesa, su di essi Dio non ha un disegno di redenzione, perché Egli li avrebbe creati così simili a noi? Per puro sadismo? O forse Dio non esiste e allora, a maggior ragione, dovremmo tutti noi rispettare il loro “sacrosanto” diritto alla vita? (vedi Dieta vegetariana e spiritualità).

Le immagini: due forme diverse di violenza sugli animali, quella “amichevole” dello zoo Luján (presso Buenos Aires) e lo scuoiamento per l’utilizzo della pelliccia (manifesto del Peta – People for the Ethical Treatment of Animals).

Lucilio Santoni – poeta

(LM MAGAZINE n. 23, 14 aprile 2012, supplemento a LucidaMente, anno VII, n. 76, aprile 2012)

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7 Comments

  • caro Lucilio, di domande da fare a Dio ne abbiamo un elenco infinito, tuttavia mi rimane difficile pensare che il Vangelo sia una bufala. pensiamo piuttosto a combattere, ognuno con le proprie armi, tutto ciò che la nostra coscienza (il cristianesimo a contribuito qualcosa per darcela;-) ci suggerisce di fare..e tu lo fai egregiamente con la tua penna.ciao P

  • SBAGLIATO. GLI ANIMALI NON SONO CAPACI DI ODIARE

  • Caro Lucilio,
    io non ho parole, posso solo dire che l’unico motivo per cui ho simpatia per la Brambilla è che si sta muovendo in difesa degli animali!
    Veronica.

  • Io non so se Dio abbia dettato le sacre scritture, non ho fede. Però ho letto la Bibbia e credo di averci trovato molte risposte. Una è che non dobbiamo chiedere a Dio di rendere conto a noi delle crudeltà commesse (e subite) su questo mondo. Se Dio c’è… non è lui a commetterle ma siamo noi – suoi figli traditori – a doverne rispondere. Non si può chiedere a un Giudice “perché ho ucciso?”. Si può solo attendersi una sentenza.
    Ogni giorno paghiamo per il male che facciamo. Ci lamentiamo dell’inquinamento che continuiamo a produrre, della corruzione a cui ci assoggettiamo se solo ci conviene. Spariamo ai piccioni che noi stessi abbiamo abituato a venire a mangiare dalle nostre mani nelle piazze.
    La pietà, la commozione, l’indignazione non servono a niente finché compriamo giacche orlate di pelo, bistecche frutto di stragi da supermercato.

  • @Anna. Ma dio non ci ha creato a propria immagine e somiglianza? Dove termina l’onnipotenza di dio e inizia il libero arbitrio dell’uomo? Come può dio, nel suo immenso amore per i propri figli, lasciare che questi si scannino e vivano costantemente nel dolore? Perché preghiamo dio, costruiamo chiese in suo nome e seguiamo i suoi precetti e i suoi insegnamenti se lui non può intervenire nelle nostre vite? E perché dovrebbe intervenire nella mia vita, magari facendo guarire un mio parente malato, e lasciare invece che milioni di persone nel mondo muoiano per le guerre e la malnutrizione? Dio sarà più magnanimo con un devotissimo cattolico piuttosto che con un bambino musulmano morto di fame qualora entrambi si presentino al suo cospetto nel regno dei cieli..?

  • @Anna II. Infatti NON si mangiano gli animali, NON si spara ai piccioni, NON si comprano giacche di pelo. Questo è quello che fa una persona che rispetta la vita in tutte le sue forme. Se poi vogliamo chiamare questa persona antispecista, animalista e vegan, sì, possiamo farlo.

  • @Lucilio. Grazie, bell’articolo. Anche a nome di tutti i milioni di senza-voce che vengono torturati e ammazzati ogni giorno nel mondo.