SU DI NOI|15 giugno 2012 20:58

Editoriali della seconda serie della rivista (primavera aprile-giugno 2012)

La raccolta degli interventi del direttore nel secondo trimestre del settimo anno di pubblicazione di “LucidaMente

Giugno 2012 (n. 78) Lo strano sisma e gli Europei di calcio da cani

L’Emilia in ginocchio e l’altra faccia del football

Purtroppo il terremoto che aveva già colpito l’Emilia nella notte di domenica 20 maggio si è ripetuto nella mattina di martedì 29 maggio (interessando anche territori della Lombardia e del Veneto) e ancora, con conseguenze meno devastanti, domenica sera 3 giugno. Per non parlare delle scosse di minore entità che proseguono senza sosta nel territorio e degli altri fenomeni sismici, probabilmente di diversa origine, che si son fatti sentire nel Ravennate e in altre parti d’Italia. Un evento così drammatico e insolito per queste zone della penisola ha sollecitato varie riflessioni, non ultima l’eventualità che esso possa essere stato “favorito” da irresponsabili attività umane dettate dal profitto economico (leggasi ricerca ed estrazione gas naturale). Trovate le varie considerazioni, più o meno a caldo, nel nostro Terremotati.

Cercando di tornare a una “impossibile normalità”, visto non solo il sisma, ma pure la devastazione economica che vive il Belpaese, gli italiani si sono tuffati nell’oppio-calcio, in particolare nei Campionati europei di calcio, organizzati congiuntamente da Polonia e Ucraina. E, al momento, non sembra andare meglio. Innanzi tutto si è arrivati all’evento sportivo col fardello della “scommessopoli” e delle combine che hanno infangato – un volta di più – il calcio italico (ce ne parla Giuseppe Licandro in Il football italiano di nuovo in manette…). Ma non è che ci si sia potuti rilassare recandosi nelle sedi degli europei. Ormai è di dominio pubblico, anche grazie all’articolo del nostro Dario Lodi I cani e i gatti ucraini e gli Europei di calcio, l’incivile mattanza di randagi commessa durante gli scorsi mesi nel Paese una volta incluso nell’ex Urss.

Quindi è stata la volta delle “esternazioni” di Antonio Cassano sulla “questione”, sollevata da Alessandro Cecchi Paone (ma era il caso?), della presenza di calciatori omosessuali nella Nazionale azzurra. Pungolato da giornalisti ancora più incivili, ne è venuto fuori un insieme di luoghi comuni (Cassanate gay…), entro i quali è difficile distinguere tra superficialità, ignoranza, rozzezza e irresponsabilità. Purtroppo per Cassano, l’Italia calcistica non ce l’ha fatta neanche a superare la Croazia, esponendosi così nella partita successiva al rischio di una combine – ahi, quale divina nemesi! – tra gli slavi e la Spagna. Come per premonizione, ecco che avevamo già pensato in precedenza a proporre qualche “antidoto” alla tentazione (Calcio: come evitare i “biscotti”). In effetti, lunedì 18, mentre l’afa avanzava, non si è verificato alcun “biscotto” né in Spagna-Croazia (1-0), né in Italia-Irlanda (2-0), e gli azzurri, con un po’ di fortuna, sono approdati ai quarti di finale.

Pur sempre nell’ambito delle tematiche dei diritti civili care alla nostra rivista, vari sono stati gli argomenti toccati dagli altri articoli. Il volto del Tg1 Tiziana Ferrario, intervistata dalla nostra Dora Anna Rocca, ci ha parlato del lavoro e dei doveri del cronista televisivo e dell’inviato nelle zone “calde” del pianeta («In tv è più facile intrattenere che informare»). Nicola Marzo ci ha esposto quali siano le prerogative di chi compone le piccole controversie: un prezioso lavoro per agevolare e snellire la farraginosa macchina della giustizia in Italia (I mediatori, strumento di pacificazione sociale). Quale esempio di alto discorso civile e manifesto di apertura. tolleranza, rispetto, abbiamo riportato l’intervento («Esistono tante famiglie…») che, in rappresentanza di Rete laica, Guido Armellini, presidente della Chiesa evangelica metodista di Bologna e Modena e direttore del Comitato scientifico dell’Università Primo Levi, ha pronunciato al Bologna pride del 9 giugno.

La questione del progressivo allontanamento dalla religione cattolica da parte delle ultime generazioni femminili italiane (Il clero non può più contare sul gentil sesso) è stato affrontato da Emanuela Susmel attraverso la recensione del saggio di un sacerdote, Armando Matteo. Ancora Licandro ha raccontato de Il flop del “modello Reggio” e del “sindaco più amato dagli italiani”. Infine, Mariella Arcudi ha denunciato l’infame decisione di un sindaco leghista del Bergamasco (A Ponteranica cancellato Impastato) di togliere l’intitolazione della locale biblioteca al martire della mafia e Jessica Ingrami, partendo da un fatto ci cronaca, ha tratto alcune considerazioni sulla violenza verso gli animali Sparare per noia).

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno VII, n. 78, giugno 2012)

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Maggio 2012 (n. 77) Le persone si suicidano, lo stato non fa nulla

Debiti, disoccupazione, disperazione: povertà e infelicità interna lorda raccontate anche con l’espressione poetica

C’è un Paese molto strano, nel mondo. Un Paese nel quale c’è disperazione e del marcio. Tanto. E non è la Danimarca.

Non è forse strano un Paese in cui si monta una campagna da parte di tutti i partiti e degli organi di stampa contro il Movimento 5 stelle – che magari sarà anche un po’ sgangherato, ma è certamente democratico – invece che farne una contro la corruzione diffusa che Grillo denuncia? Mai come in questo caso è appropriata la metafora di chi guarda al dito (che indica i problemi) e non alla luna (la malapolitica). E dispiace che anche il presidente Napolitano abbia inteso minimizzare il successo dei “grillini” e, quindi, il disagio che ne sta alle origini. Beh, se a tutti sta sulle scatole Grillo e, in particolare al Vaticano, possiamo dire che il M5S comincia a piacerci? Del resto, i risultati delle elezioni comunali di Parma, Comacchio, Mira, ecc. hanno dimostrato che i cittadini ormai votano quel che gli pare; altro che antipolitica!

Non è forse strano un Paese in cui lavoratori e imprenditori si suicidano, gli uni per mancanza di lavoro e soffocati dai mutui, i secondi perché strangolati da Equitalia (Artigiani e commercianti, la strage infinita, di Emanuela Susmel), e lo Stato delle banche e dell’agenzia delle entrate se ne frega di entrambe le categorie? Solo solidarietà umana ci viene da provare, per tutti, senza differenze. In un mondo appena un po’ decente, nessuno dovrebbe morire di fame o essere disoccupato, nessuno uccidersi/suicidarsi per motivi legati al denaro. Invece alcuni forse continuano a considerare i lavoratori autonomi difformemente da quelli dipendenti. Beh, si tratta di persone che si alzano alle 5 del mattino e rischiano di persona, perché, quando si mette male, oltre a non avere lo stipendio, hanno anche i debiti da pagare, a uno stato infame, che garantisce, tutela, viene in soccorso solo a se stesso, alla casta e agli “amici”. Non è forse strano un Paese in cui il numero dei migranti regolarmente impiegati è uguale a quello degli italiani disoccupati? Anzi, tra il 2007 e il 2011, gli italiani hanno perso un milione di posti di lavoro, ma gli immigrati che lavorano sono cresciuti di 750.000 unità (50% in più, con un picco del +71% al Sud, cioè proprio dove si registra il record di disoccupazione, con 423.000 posti di lavoro in meno). Non è forse strano un Paese in cui si cercano disperatamente cuochi, infermieri, saldatori, ingegneri, e non si trovano? Non è forse strano un Paese (che detiene il record mondiale del numero di cellulari) in cui assistiamo a sprechi, “movide” varie, tour alcolici, quando si dice che i giovani sono poverissimi?

Non è forse strano un Paese in cui si è eternamente infantili, in cui si è persa quella verità, ribadita recentemente in tv dallo scrittore “fasciocomunista” Antonio Pennacchi, che afferma che la vita è dura (e, del resto, basterebbe rileggere un po’ Giacomo Leopardi), che da quando nasciamo lottiamo per sopravvivere, e dobbiamo fare affidamento sulle nostre forze? Non è forse strano un Paese in cui si ricorre di continuo all’allarme sociale, a destra e a sinistra, inventandosi persino un neologismo quale “femminicidio” (vedi Toh, c’è pure il “maschicidio”. E tanto…), quando in Italia è – sotto questo punto di vista – una sorta di oasi felice del pianeta, nella quale gli omicidi volontari sono calati del 65%, mentre sono molte di più le “morti bianche”? Non è forse strano un Paese in cui, nonostante i dati appena riportati, le galere – disumane e con la funzione di “discarica sociale” – sono colme di poveracci e detenuti in attesa di giudizio, mentre i grandi criminali e i corrotti se la spassano? Non è forse strano un Paese in cui si difende sempre il provocatore, l’aggressore, e non la vittima, soprattutto se, stanca di fare la vittima, reagisce?

Emblematico il caso di Delio Rossi (l’allenatore che ha alzato le mani su un calciatore iperpagato e maleducato) messo alla gogna dalla stampa vile e conformista per aver reagito umanissimamente all’ennesimo teppistello, viziato e vittimista, che non riconosce il rispetto dei ruoli e dell’età. Proteggendo i prepotenti, i maleducati, i senza regole, la casta dei giornalisti e dei politici, in realtà, protegge se stessa. Vale a dire: il cittadino perbene deve subire angherie e provocazioni di ogni sorta e se ne deve stare buono. Se reagisce, la paga lui, mica gli altri, iperprotetti da forse dell’ordine, avvocati, magistratura. Noi abbiamo pertanto espresso Solidarietà a Delio Rossi, divenuto suo malgrado simbolo di tutti i genitori veri, di tutti gli educatori che vogliono dire “no” all’andazzo di permissivismo e violenza, al disastro della convivenza civile, al crollo della buona educazione.

Tutti gli articoli di questo mese di LucidaMente (n. 77) si sono quindi caratterizzati per affrontare a muso duro le tematiche dei giorni terribili che stiamo vivendo. Giuseppe Licandro ha analizzato Il “folle” voto in Europa: è la crisi irreversibile del liberismo? e Dario Lodi si è chiesto, in particolare, se Ci salveranno i “grillini”? e Tullio Marra la questione storica de L’Italia senza destra. Sull’altro versante, Giampietro Sestini si è invece posto la domanda su Quali devono essere le finalità di una sinistra rinnovata, trovando la risposta nella solidarietà globale e nel porre al centro di un nuovo manifesto politico la salvezza della Terra, così come, similmente, Umberto Calore ha contestato i criteri con cui si definisce la ricchezza di una nazione con Non sempre il Pil fa rima col Fil…, ponendo la questione della finitezza delle risorse naturali del nostro pianeta e di un nuovo modello di agricoltura. Quindi abbiamo aderito all’appello dei Comitati Dossetti e di altre associazioni Per un’economia democratica.

Sul versante dei diritti sociali, sempre più messi a rischio dall’attuale crisi, ancora Licandro ha trattato dell’Articolo 18 e libertà di licenziamento e Francesca Gavio ha riportato un esempio concreto di precarizzazione (Bologna: agosto, stipendio mio non ti conosco), così come chi vi scrive, partendo dal rapporto annuale di Avvocato di strada, si è chiesto Se la povertà è una condizione da sanzionare… e Lodi Ma come funziona la giustizia in Italia? Lucilio Santoni ha notato come, nei periodi di crisi, in Italia, Ci risiamo, con la “strategia della tensione”. Tre nostri sensibili collaboratrici, quali Mariella Arcudi, Silvia De Michelis e Katia Grancara,hanno posto l’accento su questioni di libertà civili rispettivamente con Tornano i vecchi manicomi lager?, Niente capi scout gay, per favore… e 194: tutelare i diritti delle donne. Francesco Cento ha contestato lo stravolgimento delle scuole a indirizzo artistico da parte della riforma Gelmini (Artisti, «vil razza dannata»!). Abbiamo inoltre segnalato l’iniziativa dell’associazione Luca Coscioni: Il testamento biologico? Intanto, fallo on line!

Approfondimenti. Ricorrendo il 23 maggio il ventennale dell’eccidio del giudice Giovanni Falcone (cui seguirà il 19 luglio 1992 quello di Borsellino) e delle loro scorte, non ha certo faticato Lodi a valutare che essi sono stati Eroi per niente, morti per uno Stato che non li meritava (e non li merita). Spostandosi sulle lotte per i diritti sociali e civili del passato (ma non troppo) sempre Licandro ha rievocato, dopo la conferma del ritrovamento dei suoi resti mortali, la figura del sindacalista socialista trucidato dalla mafia, Placido Rizzotto e le stragi dimenticate e, prendendo spunto dalfilm Diaz di Daniele Vicari, le violenze perpetrate dalle forze dell’ordine durante il G8 del 2001 (La “macelleria messicana” che bagnò di sangue Genova). Sempre sul piano degli approfondimenti, abbiamo riportato la requisitoria di Massimo Teodori («Chiedo la condanna della Seconda Repubblica»), l’analisi di Dario Lodi sulla controversa figura di “Madre” Teresa, tra compassione e cinismo e la speranza e l’impegno dello scienziato Antonino Zichichi – intervistato da Dora Anna Rocca – «Per una scienza senza segreti e senza frontiere».

Con l’EXTRA 28 di metà mese, siamo rimasti nell’ambito della disperazione, del disagio esistenziale, affrontandoli, però, sul versante letterario e dell’espressione poetica. A cominciare dal video in omaggio di Antonia Pozzi, suicida a 26 anni, nel 1938. Così come si è tolto la vita l’anno scorso il poeta Massimiliano Chiamenti («Le uniche lettere che ricevo / sono ormai solo richieste di pagamenti»), poeta nato a Firenze, ma “bolognese d’adozione”. Poesie d’impegno civile quelle di Maurizo Cecconi sulle violenze pedofile dei sacerdoti (Il prete e il bambino: «Lui dice che repetita iuvant») e di Claudio Coppini sul coraggio di Beppino Englaro («…e alla fine / ce l’hai fatta, / l’hai liberata, / e quel purosangue d’una puledra / ha saltato gli steccati / e via!»). Così come civilissima e nobile è l’iniziativa del poeta calabrese Francesco M. T. Tarantini in quel di Mormanno (Poesie nel camposanto, in memoria di alberi recisi), raccontata da Katia Grancara. Un altro articolo di Lodi ha ricordato gli anniversari di Cento anni fa. Moriva Pascoli, nascevano Antonia Pozzi e Caproni. «Danzano / le pietre tra le erbe» è un omaggio alle poesie e ai dipinti dell’artista bolognese Riccardo Melotti. Ma, forse, il testo più valido dal punto di vista artistico letterario è la “biografia immaginaria” creata da Riccardo Dal Ferro (Ritratto dell’Oscuro di Skopje”).

Abbiamo reso omaggio a un uomo politico – e soprattutto uomo – amatissimo dai bolognesi, esprimendo Un pensiero affettuoso per Maurizio Cevenini. Col suo suicidio si prolunga un periodo tristissimo per Bologna, già duramente colpita in pochi giorni dalle scomparse premature dell’artigiano Piero Marchi e dello scrittore Stefano Tassinari. Purtroppo, anche la vicenda di Cevenini è una vicenda che rientra nella tematica del numero di LucidaMente: l’infelicità, la disperazione, l’angoscia dalle quali nessuno può, oggi, avere l’arroganza di sentirsi immune “a tempo indeterminato”. Infine, abbiamo ricordato anche uno sfortunato amico, figura nobile e pulita: Sandro Velardi, una persona speciale.

Le immagini: illustrazioni di Marco Pasin.

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno VII, n. 77, maggio 2012)

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Aprile 2012 (n. 76) Ritornare a vivere con poco

Si può essere anche più felici consumando meno. A cominciare dai generi alimentari

C’è qualcosa che, «sommersi da anni di consumismo e spreco, ci era passato di mente. Si può vivere con molto, molto meno, senza rinunciare a nulla di essenziale. Questo vale, come si è visto, per il cibo, ma anche per mille altri settori. È solo un problema psicologico: smettere di pensare che si debba spendere non si sa quanto al giorno per essere “normali”. Invece, eliminando gli sperperi, resta tempo e spazio mentale per altro. Paradossalmente, la nostra qualità della vita potrebbe migliorare…».

È il significativo explicit di uno degli articoli del presente numero di LucidaMente (Si può fare un pasto completo con 1 euro?). Infatti, il tema centrale del mese – curato in particolare dallo scrivente e da Emanuela Susmel – è stato il risparmio per far fronte alla crisi economica, in particolare puntando sulla razionalizzazione delle spese per gli alimentari, senza andare a scapito di gusto e qualità (Risparmio, un’arte che si impara vivendo; L’occasione fornita dalla crisi: mangiare meno. Ma meglio).

E abbiamo approfittato della tematica “seria” per proporre qualche ricetta culinaria. Veloce: Sulla tavola in 15 minuti. Legata alla gastronomia del Nord Italia: Quell’antico piatto di polenta… di Mariateresa Martini; Un impero sulla vostra tavola ancora della Susmel; Gradite i tagliolini ai funghi porcini? di Giuseppe Licandro. Oppure del Meridione: il Merluzzo, baccalà o stoccafisso? No, “pesce stocco” di Mariella Arcudi o la suacia di Fabrizio Bensai (Pesce a tutto piatto…). Addirittura Aldo C. Marturano ci ha proposto una Breve storia del pane in Russia, mentre Paolo D’Arpini ha preso giustamente posizione Contro lo sgozzamento lento degli animali da macello senza stordimento. Sulle stesse tematiche animaliste, si sono avuti gli interventi esterni di Lucilio Santoni (La sofferenza senza perché degli animali) e di Gianfredo Ruggiero (Razzismo alimentare), nonché la recensione di Jessica Ingrami, E se la scelta vegetariana riguardasse anche gli animali? Collaterale il pensiero di Giuseppe Altieri, Per una riconversione dell’agricoltura.A completare il tutto, una sequenza dal film da La grande abbuffata (1973) di Marco Ferreri: L’arte culinaria per Ugo Tognazzi e amici.

Molte le tematiche civili segnalate. Innanzi tutto, in tempo di dichiarazione dei redditi, La truffa dell’8 per mille e, di argomento connesso, Scuole “private”? Ben peggio delle pubbliche. E, ancora, l’adesione di alcuni movimenti cattolici al Gay pride 2012, che si terrà il prossimo 9 giugno a Bologna: Sia omosessuali che cattolici. Sull’onda degli scandali Lusi-Sestito: Basta con questo finanziamento ai partiti!. Come già sapevamo, e ci ribadisce la Arcudi, Scuole “private”? Ben peggio delle pubbliche! Intanto, la strage di Brescia, dopo 38 anni, secondo la magistratura, non ha colpevoli; anzi, chi si è costituito parte civile dovrà pagare le spese giudiziarie. Oltre al danno la beffa! E Licandro, collegandosi all’uscita dell’opera del regista Marco Tullio Giordana, si è occupato della “madre di tutte le violenze” degli Anni di piombo con l’articolo Il film e la bomba di Piazza Fontana.

Come eventi, abbiamo evidenziato il convegno presso l’Accademia dei Lincei sul Testamento biologico (Roma, 12-13 aprile), la terza edizione delle Giornate della laicità (Reggio Emilia, 20-22 aprile) e la Seconda Marcia per l’amnistia (Roma, 25 aprile), per chiedere al Parlamento un impegno concreto per giustizia e carceri. E, per fine mese, il “Terrone Day” (Mantova, 28 aprile), per tutti i Sud del mondo contro ogni discriminazione.

Infine ci permettiamo di ricordare una nostra iniziativa: il Corso di scrittura creativa (Bologna, aprile-giugno), che sarà tenuto, tra gli altri, dal celebre scrittore Roberto Pazzi. Invitiamo i lettori bolognesi a partecipare, anche per conoscerci da vicino. Appuntamento a Bologna, in pieno centro (via Venezian 3), dal 18 aprile al 6 giugno.

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno VII, n. 76, aprile 2012)

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