RECENSIONI|31 ottobre 2008 00:00

L’ecosostenibilità spiegata ai bambini

“Uragani, scioglimento dei ghiacci, innalzamento del livello dei mari, desertificazione di ampi territori… Ma è proprio il disastro che sembra? Beh… sì, effettivamente il nostro pianeta non è messo tanto bene. Climatologi, scienziati, politici, economisti sono impegnati da tempo sul fronte della difesa dei “diritti della Terra”. E, allora, noi che altro possiamo fare?”.

Tocca a te!
Abbiamo riportato la nota introduttiva presente sul risvolto della copertina del libro della inglese Jacquie Wines (Sarah Horne ne ha curato le illustrazioni) Il pianeta lo salvo io. In 101 mosse (Edt-Giralangolo, pp. 144, € 9,00), pubblicato nel 2007 e stampato interamente su carta riciclata.
È un volumetto destinato a fanciulli e adolescenti a cui ci si rivolge immediatamente con un appello diretto: “I tuoi genitori hanno messo sottosopra il pianeta. Adesso tocca a te risistemare le cose”. La pubblicazione invita bambini e ragazzi a prendere coscienza prima di tutto della situazione di emergenza del pianeta e poi del proprio ruolo di salvatori in quanto sono loro il nostro futuro, il futuro della Terra e saranno loro a dover affrontare le conseguenze più gravi del comportamento dei nostri genitori.
Soprattutto i ragazzi vengono invitati ad assumersi la responsabilità di essere proprio loro a dover insegnare ai grandi a comportarsi in una maniera più rispettosa ed ecosostenibile.

“Il futuro della Terra… è nelle tue mani”
Gli effetti disastrosi cominciano a fare capolino anche in questi anni ma è certo che quelli peggiori si faranno sentire nei prossimi cinquant’anni, soprattutto se le cose continueranno nella poca consapevolezza e nell’ignoranza delle possibili soluzioni e precauzioni che possono essere adottate.
La speranza sono i giovani e i bambini che vengono educati sin da piccoli a una maniera diversa di vivere e di comportarsi nei confronti della natura, del consumo, dell’ecologia, dell’inquinamento; attraverso programmi specifici condotti nelle scuole si vuole arrivare a infondere atteggiamenti positivi e abitudini rispettose sin dall’infanzia.
Ma il lavoro da fare è ancora molto lungo e complicato, soprattutto perché gli adulti che non hanno coscienza delle proprie azioni e delle loro conseguenze e credono che il futuro non li riguardi perché tanto loro non ci saranno, sono ancora tanti e ricoprono tuttora il ruolo di educatori dei tanti giovani e bambini su cui vengono riposte le nostre speranze.

“Aiuto!”
Il primo capitolo, intitolato “Aiuto!”, è una spiegazione e introduzione all’argomento e al problema che il libro si appresta ad affrontare.
Attraverso l’ausilio di un planisfero vengono spiegati, con parole semplici, i disastri ambientali degli ultimi quarant’anni ma con particolare attenzione a quello che è successo nel nuovo millennio: tifoni, temperature aumentate in zone estremamente fredde, come i poli e la Siberia, ampliamento notevole degli incendi nel bush australiano, diminuzione del 25% di alcuni dei maggiori ghiacciai che si trovano in Asia Centrale e in Cina, lo scioglimento della calotta polare, l’aumento della siccità nel Corno d’Africa, alluvioni e smottamenti che hanno lasciato senza casa migliaia di persone in America Latina e in tante altre parti del mondo, come New Orleans nel 2005.
Insomma, è delineato un quadro generale della situazione mondiale e viene data una spiegazione a tutto ciò: “Questo disastro ambientale accade perché siamo stati eccessivamente avidi e abbiamo sprecato troppo. Compriamo molte cose di cui non abbiamo realmente bisogno. Seppelliamo miliardi di tonnellate di rifiuti nel terreno. Immettiamo enormi masse di gas pericolosi nell’atmosfera. Riversiamo liquami e sostanze chimiche tossiche in mari, oceani, laghi e fiumi. Tutto questo sta provocando un surriscaldamento del pianeta”.

“Quanto è verde la tua casa?”
La prima mossa è guardare all’interno della propria casa e della propria famiglia, rendersi conto dello stile di vita che si conduce e poi individuare i punti sui quali intervenire, per cambiare le cose in meglio.
Vengono toccate tutte le problematiche: l’acqua che è il nostro bene più prezioso, l’energia elettrica, il riscaldamento, l’inquinamento provocato dalla pulizia della casa, le abitudini sbagliate, che, anche se tanto radicate e familiari, possono essere cambiate senza grossi sforzi. Poi l’attenzione viene spostata al di fuori del nucleo familiare, nei parchi, nelle scuole e nei giardini: si parla di fiori, piante, alberi e cespugli e di nuovo vengono suggerite piccole accortezze e nuovi metodi per avere il pollice verde in maniera più sana e più “verde”!
Ogni capitolo si occupa di spiegare chiaramente i concetti espressi, le parole utilizzate sono semplici e dirette e niente viene lasciato nell’ombra: è illustrato il problema, le sue conseguenze, le sue cause e le possibili soluzioni di facili realizzazione e anche le più difficili, anche attraverso l’illustrazione di simpatiche vignette.

Fai da te
Il terzo e il quarto capitolo sono dedicati al consumo, allo shopping sfrenato e incontrollato e alle quattro “R”: ridurre, riutilizzare, riparare e riciclare.
Questa parte del libro induce ad adottare un atteggiamento più sano nei confronti degli acquisti, che si tratti di cibo, vestiti o altro, perchè ogni cosa deve essere prodotta, lavorata, confezionata, trasportata e tutte queste azioni provocano inquinamento, rifiuti e sprechi che stanno tramutando il nostro pianeta in una grande discarica.
Vengono offerti numerosi consigli e molteplici ricette: come creare il balsamo per capelli e tanti altri prodotti dedicati alla bellezza. senza dover comprare un prodotto confezionato? La formula è molto semplice: avocado, rosso d’uovo e olio d’oliva! Rivitalizzati e setosi in poche e semplici mosse… ma soprattutto nel completo rispetto della natura!

Educazione, comunicazione e buoni rapporti
Infine, gli ultimi capitoli parlano di alimentazione e di specie animali e vegetali in via d’estinzione, di surriscaldamento del pianeta, di disastro ambientale e della maniera migliore per diffondere il messaggio e le informazioni che sono state apprese.
Organizzarsi, comunicare, diffondere: una buona educazione civica ed ecologica conduce alla salvaguardia delle specie, compresa la nostra, ma anche ad avere più rispetto e un atteggiamento diverso nei confronti degli esseri umani, con cui bisogna imparare a convivere, cercando una collaborazione che contribuisca alla nostra sopravvivenza e a quella della Terra e dei suoi piccoli e grandi ospiti.
Per questo, l’idea di partire dalle scuole primarie è essenziale per cambiare la maniera di pensare delle generazioni future e poter così sperare che almeno loro vivranno in maniera più consapevole e sana.

L’immagine: la copertina del libro di Jacquie Wines e Sarah Horne.

Erika Casali

(LucidaMente, anno III, n. 36, dicembre 2008)

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