SOTTO I RIFLETTORI|16 febbraio 2009 00:00

Il crollo economico, politico, civile e morale del Belpaese

L’Italia sta attraversando una fase storica particolarmente tortuosa e inquietante, che appare segnata dal declino della democrazia, dal rafforzamento del potere esecutivo rispetto agli altri organi istituzionali, dal diffondersi del razzismo e dell’integralismo religioso, dallo strapotere di lobby che dominano una popolazione perlopiù impaurita e disorientata. Mentre imperversa una delle crisi economiche più gravi dell’età contemporanea, il Belpaese sembra avviato a una inesorabile decadenza, devastato com’è da una classe imprenditoriale spesso rapace e truffaldina e da un ceto politico inetto e/o corrotto.

Il trionfo del “particulare” – Le stesse norme su cui si fonda la convivenza civile sembrano ormai stravolte, in un contesto nel quale, come hanno giustamente rilevato Saverio Lodato e Roberto Scarpinato ne Il ritorno del Principe (Chiarelettere), “quel che conta per il singolo non è il giudizio generalista della società, ma solo il giudizio della cerchia sociale di cui fa parte”. Molti italiani non si comportano più come “cittadini” di una nazione moderna, ma piuttosto come membri di un clan o di una casta, perseguendo esclusivamente il proprio “particulare”. Più che il solido paese sognato da Niccolò Machiavelli, l’Italia odierna sembra l’informe e caotica accozzaglia di provincialismi e particolarismi descritta a suo tempo da Francesco Guicciardini.

L’importanza di LucidaMente – Nonostante la difficile temperie storico-politica nella quale viviamo e le oggettive difficoltà di chi oggi continua a credere nella laicità dello Stato, nel pluralismo delle idee e nella tolleranza dei costumi, riteniamo tuttavia che i “giochi” non siano affatto chiusi e che ci sia ancora spazio sufficiente per arginare chi tenta di trascinare l’Italia verso una Terza Repubblica dai contorni autoritari. Proprio la difesa dei valori democratici insiti nella Costituzione rappresenta uno dei tratti distintivi di LucidaMente, una rivista che, muovendosi all’interno del mondo virtualmente illimitato del web, ha svolto in questi tre anni di vita un’importante funzione d’informazione e di approfondimento intorno a tematiche di scottante attualità, quali l’involuzione della classe politica, il testamento biologico, l’eutanasia, le unioni di fatto, i diritti degli animali e, soprattutto, la violenza esercitati nei confronti dei soggetti socialmente più deboli, su cui sembra essersi abbattuta la scure di un potere ottuso e perbenista (lavoratori precari, immigrati, prostitute, homeless, ecc.).

Un’informazione seria e obiettiva – I redattori e i collaboratori della nostra rivista, con grande senso di umanità e profondo rispetto per tutte le posizioni etico-politiche, si sono sempre proposti in questi anni come specchi rifrangenti di una realtà in fieri, di cui hanno saputo cogliere sia la sostanza, sia le sfumature, fornendo una lettura attenta e aggiornata delle tendenze in essa insite e delle sue potenziali evoluzioni. Vorremmo portare come esempio di un’informazione seria e obiettiva, che unisce l’indagine storica all’attenzione per i temi di attualità, il n. 38 della nostra rivista, uscito nello scorso mese di Febbraio e intitolato Oppressione/libertà, che ha riscosso notevole successo presso il pubblico degli internauti, solitamente di palato fine e portato alla ricerca di documenti insoliti e di notizie non manipolate.

Rispettati gli obiettivi proposti – Pur avendo la consapevolezza dello scollamento che esiste in Italia fra il mondo del web e i tradizionali canali di comunicazione di massa, riteniamo comunque di avere rispettato gli obiettivi che ci siamo posti tre anni or sono, allorché, nel primo editoriale del febbraio 2006, scrivevamo a proposito della rivista che iniziava allora le sue pubblicazioni: “[…] essa s’interesserà costantemente delle problematiche civili, lotterà la sua piccola battaglia affinché l’Italia divenga un paese “normale”, sul piano dei diritti di libertà, ma senza toni urlati e strepiti, grazie al formato snello, all’eleganza grafica e iconografica, alla scelta del buon gusto e della sana pratica della tolleranza”. Crediamo che questo impegno LucidaMente lo abbia finora svolto egregiamente.

I supplementi e la produzione editoriale – Un elogio particolare va ai redattori bolognesi, che si sono via via costruiti una “reputazione” in città, grazie ai servizi di cronaca e di approfondimento locali comparsi sul supplemento di metà mese LM MAGAZINE, che da ora in avanti sarà caratterizzato da inchieste e analisi della società in generale, mentre del capoluogo felsineo si occuperà il nuovo supplemento LM BO, il cui primo numero ha visto la luce il 15 marzo scorso. LM EXTRA resterà un inserto dedicato alla cultura e all’editoria. A proposito, le collane di LucidaMente, edite, come la nostra rivista, da inEdition editrice di Bologna, hanno raggiunto complessivamente i quaranta titoli, alcuni abbastanza venduti. Anche questo un ottimo traguardo.

Innalzare ancora edifici “impossibili” – D’altro canto, però, la nostra rivista ha saputo anche svolgere un’altra duplice funzione: da un lato, fungere da strumento di promozione culturale e, dall’altro, catalizzare un numero sempre crescente di giovani scrittori e di aspiranti giornalisti, aprendosi verso i nuovi orizzonti della comunicazione linguistica e della creazione artistica. Si tratta di un risultato non indifferente, che unisce l’interesse per i temi e gli autori del passato con la valorizzare dei nuovi talenti, dei quali, nonostante tutto, il nostro paese continua ancora ad essere ricco. Ci proponiamo di proseguire anche nel 2009 con questa linea editoriale polivalente e, parafrasando un brillante motto che spicca nella Newsletter della rivista, confermiamo ai nostri assidui lettori che “gli “architetti” visionari di LucidaMente continueranno a progettare e innalzare edifici “impossibili”” anche in futuro.

L’immagine: La costruzione di un palazzo (1515-20, Sarasota, The John and Mable Ringling Museum of Art) di Piero di Cosimo (Firenze, circa 1462-Firenze, circa 1521).

Giuseppe Licandro e Rino Tripodi

(LucidaMente, anno IV, n. 40, aprile 2009)

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