Il testamento biologico a San Lazzaro di Savena

Anche nel Comune alle porte di Bologna approvata la delibera istitutiva del registro delle direttive anticipate di trattamento

Finalmente anche a San Lazzaro di Savena partirà il registro per i testamenti biologici. Il consiglio comunale di San Lazzaro di Savena, nella seduta del 12 giugno2012, ha formalmente istituito il registro comunale delle dichiarazioni anticipate di trattamento (testamento biologico). La delibera approvata definisce la disposizione anticipata di trattamento o te­stamento biologico come un atto scritto contenente le dichiarazioni rese da un cittadino relative alla volontà di essere sottoposto o meno a trattamenti sanitari che com­portino l’uso di macchine o sistemi artificiali in caso di ma­lattie o traumatismi cerebrali che determinino una situazione irreversibile di incapacità della persona a manifestare il pro­prio consenso o rifiuto.

Il registro sarà riservato ai cittadini italiani e non, residenti nel Comune di San Lazzaro di Savena, e ha come finalità di consentire l’iscrizione nominativa, mediante autodichiarazione, di tutti i cittadini che hanno redatto una dat e l’hanno depositata presso un notaio e/o un fiduciario. Il dichiarante potrà indicare il fiduciario, che potrà essere il notaio stesso (ma anche un proprio fiduciario), come garante della fedele esecuzione della sua volontà qualora egli si trovasse nell’incapacità di intendere e di volere, relativamente ai trattamenti proposti. Sul registro verranno anche annotati i riferimenti relativi al luogo di deposito (indirizzo notaio, fiduciario, altro depositario). La delibera approvata prevede anche l’attivazione di una convenzione tra consiglio notarile di Bologna e il comune di San Lazzaro che consenta ai cittadini sanlazzaresi di stipulare presso i notai le loro dat a prezzi contenuti.

La legittimità delle dichiarazioni anticipate di trattamento trova la sua fonte nella Costituzione italiana che sancisce il diritto all’autodeterminazione terapeutica, come si evince in particolare all’articolo 32. Molte altre sono le fonti normative, in particolare di carattere transnazionale, che ritengono legittime le direttive sul fine vita. Sotto questo profilo, ciò che riteniamo è che ci sia nel nostro ordinamento giuridico non un “vuoto” normativo, bensì un vero e proprio “pieno” di norme che disciplinano la materia e che quindi hanno giustificato una scelta prima politica e poi amministrativa anche da parte del nostro comune.

In qualità di consigliere socialista del gruppo Sinistra per San Lazzaro, è da oltre un anno che ci battiamo perché anche il comune sanlazzarese si doti di questo registro. Oltre un anno fa un primo ordine del giorno che chiedeva alle forze politiche locali di assumere un forte messaggio di laicità; successivamente una mozione; oggi tutto ciò si traduce in una delibera amministrativa.

Prendiamo atto che nel corso del 2009 è stato presentato un disegno di legge in materia (il cosiddetto ddl Calabrò), ora fermo per il suo esame presso la commissione sanità del senato. La nuova legge, di fatto, vieta le dat, ovvero consente alle stesse di entrare in gioco solo quando sarà accertata l’assenza di attività cerebrale (solo in questo caso, infatti, il medico dovrà attenersi alle dichiarazioni del paziente circa i trattamenti medico-sanitari che lo stesso intende rifiutare). Peraltro le dat non potranno mai prevedere la sospensione di nutrizione e idratazione. Due i punti particolarmente salienti e oggetto di critica secondo il nostro punto di vista. Il primo è quello che impone che il paziente non possa rifiutare l’alimentazione. Ciò ci sembra un modo per evitare che si ripetano casi come quello di Eluana Englaro, anche quello decretato legale dai giudici. Il secondo punto riguarda la restituzione di un potere sul corpo da parte dei medici. Bene, troviamo questa proposta palesemente incostituzionale; è assurdo pensare che qualcuno debba decidere per noi se dobbiamo vivere o morire.

Con l’auspicio che tale disegno di legge possa trovare una sostanziale modificazione, riteniamo molto positivo che l’Amministrazione comunale di San Lazzaro di Savena dia questa possibilità ai nostri concittadini. Invitiamo il Comune di San Lazzaro a pubblicizzare presso i cittadini la possibilità di recarsi negli uffici per registrare le proprie dat.

Massimiliano Cané – Consigliere socialista presso il Comune di San Lazzaro di Savena (Bologna)

(LM MAGAZINE n. 24, 18 giugno 2012, supplemento a LucidaMente, anno VII, n. 78, giugno 2012)

Print Friendly