Donne senza lavoro, né pensione

Il Gruppo Esmol si mobilita e il ministro del Lavoro scopre che gli “esodati” sono sei volte più numerosi di quanto credesse

Il Gruppo Esmol (Donne esodate, mobilitate, licenziate) ha espresso bene, in un comunicato stampa, il proprio risentimento per quanto sta accadendo nel mondo dei cosiddetti “esodati”, cioè dei lavoratori andati anzitempo in quiescenza che, in base alle norme pensionistiche approvate dal governo Monti, sono rimasti senza lavoro né pensione. Il comunicato conclude dicendo che una società civile non può realizzarsi a scapito dei diritti delle donne (cfr. http://www.noidonne.org/).

Con gli “esodati” si vanno a colpire i diritti elementari delle persone. Se l’intero Paese non si mobilita, la prossima mossa del governo può colpire tutti, non solo loro. I nostri governanti, pasticcioni normali o pasticcioni tecnici, sono in grado benissimo d’inventare qualcosa di cervellotico per cui il cittadino si ritrovi senza mutande (questi signori sono capaci di sfilarci anche quelle senza che uno se ne accorga!). Questo è uno Stato che non ha più né capo né coda. I politici (si scelga il colore che si vuole) hanno ridotto l’Italia a un’accozzaglia di poveri disperati che cercano di barcamenarsi, raccattando qualche soldo per sopravvivere e per alimentare uno Stato che i denari li divora. Chi detiene dei privilegi legifera pro domo sua senza curarsi delle conseguenze sociali e individuali.

La questione degli “esodati” è emblematica di uno Stato indifferente nei confronti dei suoi cittadini. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, continua a non sapere (non le entra proprio in testa!) che i lavoratori che hanno perso il diritto di andare in pensione, rimanendo disoccupati, sono molti di più di quelli che s’era sognata. Oppure le avevano fornito una cifra a caso, come si fa con i numeri al lotto: 65.000. Invece sono quasi 400.000. Lei non si è preoccupata minimamente di controllare se il numero in suo possesso avesse un senso, limitandosi a fare la maestrina, mestiere che evidentemente sa fare bene. Quindi, con aria di chi la sa lunga e sempre con la bacchetta in mano, ha aggiunto: «Ghe pensi mi!» (anche se è piemontese). E adesso se la prende con i traditori, invece che con la sua dabbenaggine…

Stiamo assistendo a una rissa da bar, mentre centinaia di migliaia di persone sono in mezzo a una strada e, praticamente, non esistono. È questo il vero guaio! Questa gravissima superficialità del governo Monti va rimossa al più presto. Gli “esodati” non sono dei marziani, sono esattamente come ogni cittadino italiano: vanno rispettati e vanno riconosciuti i loro diritti, senza elemosine. Si tagli altrove, ad esempio sul costo di questa nostra mostruosa macchina statale, e lo si faccia in fretta. Si riscoprano la dignità e il buonsenso, la solidarietà, l’umanità, il decoro.

L’immagine: foto della manifestazione per il lavoro organizzata a Roma da Cgil-Cisl-Uil lo scorso 16 giugno (fonte: http://www.leggo.it/foto/).

Dario Lodi

(LucidaMente, anno VII, n. 79, luglio 2012)

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