Lotta di classe? No, di tasse…

Il pamphlet “Lotta di tasse” (Rubbettino) di Francesco Delzio propone dure misure per risolvere un problema che attanaglia l’economia italiana. Intervista all’autore

A Napoli, dai controlli effettuati dalla Guardia di Finanza negli ultimi mesi risulta che l’82% degli esercenti non ha rilasciato lo scontrino. Eppure la città partenopea è solo seconda nella classifica, superata da due punti percentuali da Parma. Como è al 50%, Catanzaro al 48%, Vicenza al 45% e così via… (dati diffusi da la Repubblica). Occorrono, dunque, misure concrete che obblighino tutti a pagare le tasse e far sì che il carico della pressione fiscale non ricada, come al solito, sulle spalle dei lavoratori dipendenti.

Francesco Delzio, giovane manager italiano, proprio su questi temi, ha di recente scritto un provocatorio pamphlet dal titolo Lotta di tasse. Idee e provocazioni per una giustizia fiscale (Rubbettino, pp. 96, € 8,50), disponibile in libreria e in ebook. L’autore, in una recente intervista, ha detto: «Gli ultimi blitz della Guardia di Finanza squarciano il velo sulla clamorosa ingiustizia fiscale che divide in due gli italiani. Da una parte commercianti e lavori autonomi, spesso protagonisti di livelli-record di evasione fiscale, che sono sostanzialmente liberi di decidere se e quante tasse pagare ogni anno. Dall’altra i lavoratori dipendenti privati e pubblici e i pensionati, che, pagando le tasse fino all’ultimo centesimo, sopportano un peso fiscale diventato ormai intollerabile: pur detenendo solo il 30 per cento della ricchezza nazionale, si caricano sulle spalle quasi l’80 dell’intero gettito fiscale italiano. Questo squilibrio causa un’ingiustizia fiscale tra i due mondi del lavoro italiano che sta diventando assolutamente intollerabile e che dovrebbe essere affrontata con grande urgenza dal Governo».

Che fare? Secondo Delzio, «sono necessari provvedimenti coraggiosi e innovativi contro l’evasione nel mondo del lavoro autonomo, come la sospensione dei servizi pubblici (salvo la sanità) per i contribuenti che evadono in modo continuo e rilevante, o come la chiusura degli esercizi commerciali e delle attività professionali che diano vita a reiterate e accertate violazioni degli obblighi fiscali». Un sentimento nuovo si sta dunque diffondendo tra gli italiani che oggi, per la prima volta, considerano l’evasione fiscale la vera grande emergenza del Paese. Iniziano a chiedere lo scontrino, a pretendere la ricevuta, addirittura a fare il tifo per i blitz della Guardia di Finanza nei luoghi cult della ricchezza nascosta. Perché gli italiani, finalmente, stanno aprendo gli occhi su una “ingiustizia fiscale” senza pari al mondo: l’incredibile disparità del peso delle tasse sui diversi tipi di reddito e di contribuente.

(e.s.)

(LucidaMente, anno VII, n. 80, agosto 2012)

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1 Comment

  • Ah, ma che bravo questo manager, bella analisi. Facciamo pure di tutta l’erba un fascio, alimentiamo pure l’odio sociale. Evidentemente a qualcuno servira’ …