Per una riforma del diritto di famiglia

Presentata da Rita Bernardini una proposta di legge per riconoscere le famiglie di fatto

Che vengano riconosciute dallo Stato oppure no, sono numerose e diverse le famiglie che in Italia non rispondono ai canoni tradizionali che vuole la religione cattolica: madre, padre e figli. Ma tutte sono famiglie, ossia persone legate da progetti comuni di vita assieme, da affetto e amore, dal poter contare gli uni sugli altri.

Cosa è famiglia non lo stabilisce infatti il Parlamento, una legge, un capo di stato. Lo hanno deciso, ad esempio Elisa e Silvia, che da poco hanno avuto Martino; Alessandro e Andrea, che hanno messo su casa; Sonia che convive con la madre e la sua compagna. Sono loro i protagonisti dei ritratti fotografici di Ilaria Ghidini, dimostrazione di come la società sia già oltre rispetto alla politica (vedi: http://www.fainotizia.it/contributo/02-08-2012/imagine/ritratti-di-famiglia).

Oggi ciò che appare sempre più urgente è una vera e propria riforma del diritto di famiglia per il riconoscimento delle nuove forme familiari attraverso la richiesta di adozione, ai fini delle competenze e delle politiche comunali, della definizione di “famiglia anagrafica” come espressa dal dpr 223 del 1989. Presentata alla Camera da Rita Bernardini, la proposta di legge si fa forza con le realtà locali: i radicali si sono attivati in città come Milano, Torino, Napoli, Pescara, Teramo, Vicenza, Gorizia e Caserta. A Roma in queste ore si raccolgono le firme per un referendum sul riconoscimento e sostegno delle famiglie di fatto.

(e.s.)

(LucidaMente, anno VII, n. 80, agosto 2012)

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