RECENSIONI|25 maggio 2010 00:00

Se il nazionalismo divide una comunità

Le guerre nei Balcani sono state distruttive come tempeste susseguitesi nel tempo. Una dopo l’altra, senza interruzione, hanno avvolto il mondo in una spirale di terrore. Senza scampo. A dimostrazione di una chiara impotenza sia degli Stati, sia degli organismi internazionali. Dall’Europa all’Onu. Compresi gli Usa.

Il libro del “difensore di Sarajevo” – Sono ormai passati tanti anni dal conflitto bellico, ma i problemi rimangono. Troppe le soluzioni ancora da trovare per uscire dall’emergenza. Tutta da risolvere. Jovan Divjak, il generale serbo che difese Sarajevo, denuncia, nel libro Sarajevo, mon amour (Prefazione di Paolo Rumiz, infinito edizioni, pp. 272, euro 18,00), gli episodi che si perpetrarono a est del Vecchio Continente. Senza mezzi termini ripercorre le diverse azioni avvenute durante l’assedio a Sarajevo. Divjak si sofferma sull’aggressione contro la Bosnia Herzegovina e sui protagonisti delle operazioni belliche in Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Kosovo. E accusa: «I due uomini maggiormente responsabili della guerra e del genocidio contro i bosgnacchi in Bosnia sono ancora liberi. Il silenzio del potere e dell’élite politica è stato assordante». Divjak evidenzia le contraddizioni della componente musulmana e i nazionalismi causati dalla devastazione bellica. Senza dimenticare le tribolazioni dei civili, la miseria, i doppi giochi della comunità internazionale.

Identità e comunità, individuo e collettività – «Chi si aggrappa rabbiosamente a una bandiera e a una ideologia – precisa il regista Volker Schlondorff – ha paura di vedere scomparire la sua identità come se temesse di non essere più vergine. L’identità non si perde – spiega – poiché viene conquistata ogni giorno, poco alla volta, a contatto con gli altri, e si arricchisce della storia, della cultura e della lingua di ognuno». È proprio questa convinzione ad affascinare Jovan Divjak, che si appassiona a un ineluttabile scenario sociale entro il quale si cresce insieme alla comunità, vicino alle persone, con la complicità dei sentimenti, della collettività. Con il loro aiuto. Fondamentale per l’affermazione della personalità di ogni individuo.

L’immagine: la copertina del volume di Jovan Divjak.

Francesco Fravolini

(Lucidamente, anno V, n. 57, settembre 2010)

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