ATTACCO FRONTALE|12 luglio 2010 00:00

Maledetta Cuba, stato-canaglia

Si moltiplicano le iniziative, gli articoli di giornale e le trasmissioni televisive su Cuba nazione-canaglia: qualche tempo fa leggevo sui giornali, distrattamente, che, da parte di alcuni esponenti politici, c’era stata a Milano una manifestazione contro Cuba. Il sabato successivo, ascoltando Rai Radio 3, mi son trovato nel bel mezzo di una trasmissione religiosa su Cuba, che trattava l’isola come fosse sostanzialmente il cancro dal quale deriva tutto il male del mondo. Domenica sera, tornando a casa, accendo la tv (Rai 1) e mi sono sorbito un lunghissimo speciale su Cuba, con giornalisti vari che inveivano con odio contro Cuba, appena mitigati da alcune sagge parole di Gianni Vattimo che, in quel contesto, veniva bollato come un vecchio nostalgico filo-castrista.

Mi domando se sogno o son desto! Siamo alle soglie di una guerra contro Cuba? Mussolini diceva le stesse cose degli inglesi quando si preparava a entrare in guerra. Però c’è una differenza. Al tempo dell’ateo devoto di Predappio, alcuni non lo credevano (la famiglia dalla quale provengo, per esempio): erano pochi, ma c’erano. Oggi, invece, tutti gli organi di informazione, da destra a sinistra, sono schierati compatti nell’attacco contro Cuba. E la cosa mi sembra vieppiù sbalorditiva se si pensa che l’isola caraibica conta solo 11 milioni di abitanti. Undici milioni di abitanti, dall’altra parte del mondo, rovinano il sonno degli italiani che, per amore di giustizia (del quale siamo notoriamente ricolmi!), sarebbero disposti, a quanto sembra, a muovere loro guerra, per cielo, per terra (con qualche miracolo fatto per l’occasione) e per mare.

L’Italia, il paese col più alto grado di corruzione sulla terra, al settantaquattresimo posto nella libertà di stampa, col primo posto come mercato di droga, col più alto numero di clan mafiosi, con un presidente zimbello di tutte le satire planetarie, con un parlamento e un governo tette e culi, con una Chiesa cattolica ricettacolo di corrotti e pedofili, con un inquinamento fra i più alti al mondo, con le sue decine e decine di suicidi nelle carceri dall’inizio dell’anno, con le leggi ad personam da una parte e quelle liberticide dall’altra. Ecco, questa Italia vorrebbe capeggiare una crociata contro Cuba. No, no, sto sognando, certamente sto sognando.

L’immagine: icona di Che Guevara su un edificio a L’Avana (foto di Francesca Gavio).

Lucilio Santoni

(Lucidamente, anno V, n. 60, dicembre 2010)

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