Buone vacanze, vacanze pugliesi

Mare, trulli e gravine, ma anche tanta storia, percorrendo in lungo il tacco dello stivale

Cresce il turismo in Puglia, ogni anno, ogni estate. Crescono varie forme di turismo, perché la vera particolarità di questa terra consiste proprio nell’estrema varietà di bellezze che offre. Perciò proveremo a raccontarvi questo pezzo d’Italia, cercando di toccare tutti i possibili punti d’interesse che offre, e tutti i possibili “turismi” che potete scegliere.

AGOLINO.Gargano.Casa paludi.PugliaPer un turismo balneare
Si parte, ovviamente, dal mare. Ben 834 chilometri di coste, di cui 693 balneabili, rendono la Puglia una delle regioni più ambite per gli amanti dell’ombrellone. E così, partendo dal capo di Santa Maria di Leuca, e risalendo verso il mar Ionio, si incontrano località favolose come Gallipoli, Porto Cesareo, Campomarino, Ginosa e Castellaneta. Il mare cristallino, la sabbia finissima e gli ulivi a pochi passi dalle spiagge rendono questi luoghi unici.
Risalendo al nord, sul versante adriatico, spiccano località come Castro, Polignano a Mare, e poi, arrivando nella penisola del Gargano, Vieste, Peschici, Rodi Garganico e Ischitella.
Di fronte, a dodici miglia a nord del promontorio garganico, si sbarca nell’arcipelago delle Tremiti, vero e proprio paradiso terrestre, più volte insignito, per la qualità delle sue acque, della prestigiosa Bandiera Blu.

Per un turismo artistico
Non solo mare. Anzi! La Puglia può vantare ben due monumenti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco: i trulli di Alberobello e Castel del Monte.
I primi sono diventati un vero e proprio simbolo di questa terra. Risalenti a migliaia di anni fa, i trulli sono presenti in tutta la Valle d’Itria, e venivano usati dai contadini come giaciglio dove dormire e tenere gli attrezzi del campo. Queste costruzioni coniche in pietra, di origine preistorica, sono state tramandate per secoli, fino ai giorni nostri, e tuttora fungono da freschi lussuosi luoghi di residenza (abitati da fortunati pugliesi doc).
L’altra “meraviglia” è il famoso castello costruito nel 1240, nei pressi di Andria, da Federico II di Svevia. La fortezza, tanto imponente quanto elegante, fu costruita come dimora del re, innamorato della terra di Puglia, a tal punto da affermare che «se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui». La caratteristica principale è la doppia pianta ottagonale (interna ed esterna) che rende il castello un’opera architettonica di elevatissimo pregio.
Alle due meraviglie sopra citate, vanno aggiunte le innumerevoli chiese rupestri, alcune delle quali rappresentano le più importanti manifestazioni artistiche di stile romanico, come la concattedrale di Bitonto e la cattedrale di Trani, e di stile barocco, come la basilica di Santa Croce a Lecce.
Infine la bellezza e l’unicità assoluta della Città bianca, Ostuni: l’intero centro storico è completamente ricoperto di calce bianca, usata nel Medioevo perché facilmente reperibile. E lo spettacolo visivo nelle notti d’estate è assicurato.

Per un turismo archeologico
Ma una delle peculiarità più interessanti del territorio pugliese è sicuramente data dalla ricchezza di siti e testimonianze delle antiche popolazioni che l’abitavano in passato. Si parte dagli scavi messapici tra Brindisi e Lecce: dolmen, menhir, specchie e altre tipologie di monumenti megalitici, e un’importante necropoli messapica nei pressi di Manduria. Poi vi sono gli scavi di Egnazia, un’intera città fondata in Età del bronzo, di cui oggi sono visibili le rovine. Poi ancora le rovine di Canne, la famosa città dove Annibale sconfisse Roma, numerosi musei antichi e il tempio dorico di Taranto, che fu capitale della Magna Grecia. Detto anche tempio di Poseidone, è il tempio più vetusto della Magna Grecia e rappresenta l’unico luogo di culto greco ancora visitabile nel Borgo Antico.

L’immagine: la casa nelle paludi del Parco nazionale del Gargano, sulla strada degli sciali (per gentile concessione di Valerio Agolino).

Simone Jacca

(LM MAGAZINE n. 12, 20 agosto 2010, supplemento a LucidaMente, anno V, n. 56, agosto 2010)

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