INEDITION|29 agosto 2010 00:00

“Sale su, su, verso le nuvole bianche”

I raffinati racconti brevi di Maria Letizia Bramante sono costituiti da delicati intrecci, che talvolta si sciolgono con una sorpresa finale, un sovvertimento inaspettato ed epifanico. Spesso connotati da un punto di vista e da una sensibilità femminili, raccontano con garbo di situazioni di coppia, di rarefatti rapporti umani, talora collocati entro ambientazioni signorili e atmosfere vaporose o paesaggi e sfondi naturali soffici e squisiti. Sono narrazioni morbide, intime, soffuse di emozioni pudiche e approfondite, di sottili palpiti e movimenti dell’anima. Sovente compaiono il teatro, la musica e l’arte, i riferimenti colti, a impreziosire ulteriormente un tessuto narrativo elegante e ricercato, nel quale il nitore formale rappresenta una salda e costante scelta dell’autrice e una piacevole certezza per il lettore.
Alcuni dei migliori racconti della scrittrice sono stati raccolti ne
Il sogno di Penelope e altri racconti brevi (inEdition editrice/Collane di LucidaMente, pp. 124, euro 13,00), diciassettesimo volumetto della collana di narrativa La scacchiera di Babele, diretta da Matilde Forni.
Uno dei testi contenuti nel libro che raggiungono vette di notevole valore artistico, fino a sfiorare la poesia pura, è senz’altro
Reverie, che riproduciamo di seguito per intero.

Accanto a una finestra aperta sull’infinito del cielo, sui prati declinanti verso il fiume, che scorre silenzioso al di là di una piccola selva di betulle, Gisella ripercorre con tristezza gli anni più felici della sua splendida professione di prima ballerina, della sua vita d’artista.
Calano le prime ombre della sera e aliti invisibili creano un’atmosfera carica di suggestioni.
Nonostante l’età molto avanzata, è ancora perfettamente in grado di percepire la dolcezza e la poesia dell’ora, di quell’essenza invisibile che ha valore di richiamo, in un respiro cosmico.

Ed ecco che si intrecciano fantasmi del passato giocati in punta di piedi, incalzano ricordi di passioni, segreti e rimpianti di quel mondo in cui ha consumato tutta la vita. Ricompaiono immagini leggermente sfocate, come sequenze di un film straordinario, interpretato con passione, con intraducibile fantasia.
Ecco il primo ballerino de L’après midi d’un faune, incarnazione della divinità panteistica, il giovane, carissimo Igor, biondo, con il corpo plastico, erotico, addormentato sotto una grande statua ellenistica. Si sta risvegliando lentamente, poi si getta verso di lei per intrecciare una danza sensuale e giocosa. Le loro figure si congiungono, scivolano via, si allontanano in un dialogo all’interno del quale la gestualità assume il valore di parola.
Il primo chiarore lunare delinea le colline già scurite, come annuncio di una luce più ampia che verrà a illuminare l’eco di fantastici ricordi.
E Gisella immagina di volare come un tempo sulle punte, in una morbida danza ricca di passi, nell’irruenza musicale di Stravinskij.

E poi altre immagini si sovrappongono, danze tante volte affrontate con muscoli agili, frementi. Sale la luna ed è come se i suoi raggi illuminassero un palcoscenico. Gisella si rivede nel tutu bianco ad interpretare il balletto più amato, Le lac des cygnes, nel cui allestimento aveva sempre trionfato, superando se stessa per grazia e leggerezza. Non sa resistere alla tentazione di alzarsi ancora una volta sulla punta dei piedi. Lascia la poltrona dov’è seduta lentamente, si gira, prova un passo di danza, mentre le sembra di sentir risuonare la musica di Ciajkovskij; ma sì, ce la fa, si sente leggera, leggera, di nuovo sulle punte delle scarpette di raso, nel suo candido tutù, e sale, sale verso le nuvole bianche come le ali del cigno tante volte interpretato, sempre più su… sempre più su.

(Maria Letizia Bramante, Reverie, ne Il sogno di Penelope e altri racconti brevi, inEdition editrice/Collane di LucidaMente)

LucidaMente si è già occupata del volumetto della Bramante, anticipando in LM EXTRA n. 22 (15 dicembre 2010) anche il racconto che dà il titolo alla raccolta con l’articolo di Jessica Ingrami, Penelope, Antinoo, Ulisse che non torna.

A cura della Fildis (Federazione italiana laureate e diplomate di istituti superiori – Italian Federation of University Women), Il sogno di Penelope e altri racconti brevi sarà presentato mercoledì 16 febbraio 2011, alle ore 17, presso l’aula Carducci dell’Università degli Studi di Bologna, via Zamboni 33. Alla presenza dell’autrice, introdurrà il libro Rino Tripodi.

L’immagine: la copertina de Il sogno di Penelope e altri racconti brevi.

Viviana Viviani

(LM EXTRA n. 23, 14 febbraio 2011, supplemento a LucidaMente, anno VI, n. 62, febbraio 2011)

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