La felicità, pura, dell’eros

Tra le tenebre e i dolori della vita e prima dell’avanzare della morte, una luce, che, però, va depurata da ogni sovrastruttura. E occorre rispettare il partner sessuale

Gli dei, quasi a ricompensare gli esseri viventi del continuo travaglio che comporta l’esistenza, hanno concesso loro una gioia immensa: l’eros. È pur vero che la Natura, nella sua vorticosa brama di generazione e riproduzione, ha unito l’eros alla procreazione. Ma l’umanità, elevandosi rispetto agli altri animali, ha trovato il modo di separare le due attività.

Tuttavia, affinché l’eros sia davvero eros, cioè amore e gioia integrale, intera e limpida, va protetto e liberato da tutto: dai pensieri del lavoro, dalla brama dei soldi, dall’ansia del tempo che non c’è mai… Da spermatozoi e follicoli ovarici… E va purificato da ogni sovrastruttura ideologica e moralistica: il codice civile (e magari anche quello penale), i bigottismi religiosi, le paure… «Un mondo diverso […] / senza né despoti né preti / […] / dove abbracciare / il sole, il mare, la terra, l’amore» recita Il Teatro degli Orrori in Direzioni diverse. E l’ultimo Indro Montanelli affermava: «Io credo che il sesso vada liberato da ogni rapporto con la legge morale. Sono due cose del tutto diverse» (vedi il nostro ricordo del giornalista: Pro eutanasia e libertà sessuale). Un atto gratuito? Sì… perché? Si dovrebbe pagare?

Per un’ora, due ore, siamo tutto l’universo: le stelle, i pianeti, il cielo, gli alberi, i fiori, gli animali, la terra, il mare… un attimo di luce e di oblio del Male nelle tenebre infinite dello spazio, del tempo e del dolore, un bagliore tra due eternità, prima e dopo, tra sofferenze e precarietà, umiliazioni e sordidezze, volgarità e violenza della comune vita quotidiana. Ci liberiamo dalla tirannide della razionalità, dagli inganni del pensiero associativo. L’eros è imprevedibile, sconvolgente, mai scontato. È sospensione della razionalità, anzi pura follia. Parliamo col linguaggio del corpo, sostanziato da sguardi, da occhi che si penetrano, mani che si cercano per stringersi, corpi che si incontrano. Pure, innocenti nudità. Non siamo più due, siamo uno, la Perfezione. La massima espressione della materia-spirito, il superamento della scissione materia/sovrannaturale, corpo/anima, sensi/mente, carne/spiritualità, creata dal pensiero razionalista occidentale e dalle religioni monoteiste.

Proteggiamo l’eros. Cerchiamo di essere amanti generosi, teneri, sensibili, attenti. Rispettiamo il nostro partner sessuale. Amiamolo. Non banalizziamo, non volgarizziamo, non roviniamo ciò che è prezioso. Non diamo nulla per scontato. Valorizziamo ogni istante – irripetibile – che conviviamo con lei/lui. Inginocchiamoci a lei/lui e ringraziamolo per quello che ci offre e che ci permette di donare. Tutto il resto è caos, orrore e morte che avanza…

Di argomento simile, leggi anche, su LucidaMente: L’eros, il cibo e i cinque sensi.

Altre riflessioni di Rino Tripodi sulla bellezza, sul piacere e sulla gioia del vivere, insomma sulla felicità, a volte insidiati dal dolore e dalla morte, pubblicate su LucidaMente, sono:
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Le immagini: Il bacio (1907-1908, olio su tela, 180×180, Vienna, Österreichische Galerie Belvedere) e Danae (1907-1908, olio su tela, 77×83, Vienna, collezione privata) di Gustav Klimt (Vienna, 14 luglio 1862 – Neubau, 6 febbraio 1918).

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno VIII, n. 85, gennaio 2013)

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