L’invasione del Mali è colonialismo

Pubblichiamo, anche se non lo condividiamo del tutto, l’intervento del Partito umanista sull’invio di truppe armate occidentali nel povero paese centrafricano

Il Partito umanista internazionale rifiuta e condanna l’intervento militare nella Repubblica del Mali attuato con la pretesa scusa di fermare l’avanzata dei gruppi accusati di terrorismo.

151-mali-occupazione[1]I governi di Stati Uniti d’America e Francia hanno armato questi gruppi e hanno contribuito a generare un clima favorevole ai loro interessi, fornendo aiuto, sostegno e armi ai settori accusati di fondamentalismo. L’attuale pretesto utilizzato per giustificare queste azioni violente è ancora una volta la “guerra al terrorismo”. Non ci sono scuse per azioni militari, economiche o politiche che giustifichino l’uso della forza nelle relazioni internazionali. È il controllo di uranio, oro, petrolio, gas, ecc. il vero motivo di questa guerra? Questo intervento militare si è verificato dopo quello in Libia e in Costa d’Avorio, e dopo il colpo di stato in Niger, tutti allo scopo di instaurare governi corrotti favorevoli alla Nato. Quanto al popolo Tuareg, è discriminato e trascurato da secoli a causa della propria scelta di una vita nomade, ed è spesso lasciato senza accesso ai servizi sanitari e all’istruzione: vittima di queste violenze e ingiustizie, ora è manipolato e sacrificato con tutta la popolazione del Mali sull’altare del capitalismo.

Siamo di fronte al colonialismo del XXI  secolo, basato come sempre sulla forza militare. I detentori del capitale finanziario internazionale, l’industria non-allineata, i commercianti di armi e determinati gruppi d’affari sono i reali poteri che hanno gli strumenti organizzativi per il saccheggio, utilizzando la Nato. Guidati dai paesi europei della Nato allineati con gli Usa, sono determinati a superare la loro crisi economica invadendo paesi, senza curarsi dei danni alle popolazioni civili: in altre parole, cercando di invertire la crisi del sistema capitalista attraverso un colonialismo selvaggio. Il Mali non ha bisogno di bombe, corruzione o sottomissione. Indipendentemente dalle etnie e dalle culture, la popolazione del Mali ha bisogno di democrazia, dignità, rispetto e prosperità. Il popolo del Mali ha bisogno di decidere del proprio futuro.

Gli umanisti ripudiano qualsiasi intervento straniero all’interno del territorio della Repubblica del Mali, ripudiano l’atteggiamento neocolonialista dei governi degli Stati Uniti, del Regno Unito, e in particolare del governo francese, rappresentanti di una falsa alternativa al neoliberismo, chiamato “socialismo europeo”. Gli umanisti difendono il diritto dei popoli all’autodeterminazione, e propongono i valori fondamentali dell’essere umano: i diritti umani e il rispetto per la vita.

Partito umanista internazionale – Federazione internazionale dei Partiti umanisti

(LucidaMente, anno VIII, n. 85, gennaio 2013)

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