ATTACCO FRONTALE, TEMATICHE CIVILI|17 febbraio 2013 22:17

Il Concordato Stato-Chiesa? Da abolire

Mentre la stampa è affascinata dall’evento della rinuncia di Ratzinger, l’Uaar sfida partiti e candidati a far sì che l’Italia divenga uno Stato laico che riconosca a credenti e non credenti uguali diritti e doveri

Nuove fa­mi­glie, que­stio­ni bio­e­ti­che, costi pub­bli­ci della re­li­gio­ne… non passa quasi giorno senza che i gior­na­li non de­di­chi­no spazio a questi temi. Cio­no­no­stan­te, i par­ti­ti e i can­di­da­ti pre­fe­ri­sco­no non par­lar­ne. Il con­di­zio­na­men­to della Chiesa cat­to­li­ca sulla po­li­ti­ca ita­lia­na è evi­den­te­men­te così forte che nes­su­no vuol met­ter­lo in di­scus­sio­ne alla radice.

Ma 1-concordato[1]lo fa ora l’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti), chie­den­do espli­ci­ta­men­te di abo­li­re il Con­cor­da­to. Lo stesso 11 feb­bra­io in cui, ot­tanta­quat­tro anni prima, i Patti la­te­ra­nen­si furono fir­ma­ti da Benito Mus­so­li­ni. Poiché i pro­gram­mi delle liste elet­to­ra­li più ac­cre­di­ta­te non de­di­ca­no alcuna parola al­l’ar­go­men­to, l’Uaar si ri­vol­ge di­ret­ta­men­te ai futuri par­la­men­ta­ri. E invita i cit­ta­di­ni ita­lia­ni a fare al­tret­tan­to, sot­to­scri­ven­do una pe­ti­zio­ne che chiede di met­te­re da parte i Patti la­te­ra­nen­si e di in­tro­dur­re espli­ci­ta­men­te nella Co­sti­tu­zio­ne ita­lia­na il prin­ci­pio di lai­ci­tà.

«Un son­dag­gio con­dot­to ormai qual­che anno fa da Renato Man­n­hei­mer mostra che il 42% dei cit­ta­di­ni è fa­vo­re­vo­le a ri­ve­de­re il Con­cor­da­to», nota Raf­fae­le Car­ca­no, se­gre­ta­rio dell’Uaar. Oggi, solo il 36% ha fi­du­cia nella Chiesa, mentre «il re­cen­tis­si­mo Rap­por­to Eu­ri­spes rileva come tre ita­lia­ni su quat­tro siano fa­vo­re­vo­li al te­sta­men­to bio­lo­gi­co e a dare di­rit­ti alle coppie di fatto». La so­cie­tà con­ti­nua a se­co­la­riz­zar­si e vuole isti­tu­zio­ni e di­rit­ti laici, ma i po­li­ti­ci, sempre così sen­si­bi­li ai son­dag­gi, in questo caso sem­bra­no sordi alle loro ri­chie­ste. Tutti i po­li­ti­ci? «Questa ini­zia­ti­va nasce anche per sta­nar­li e per co­strin­ger­li a dire come la pen­sa­no», af­fer­ma Car­ca­no, «met­ten­do in con­di­zio­ne gli elet­to­ri di espri­me­re un voto più con­sa­pe­vo­le». Non è un per­cor­so sem­pli­ce, quello del­l’a­bo­li­zio­ne del Con­cor­da­to: ma, con­clu­de, «è ne­ces­sa­rio co­min­cia­re a di­scu­ter­ne». E più sot­to­scri­zio­ni ci sa­ran­no, più esteso sarà il con­fron­to.

1-Uaar abolire concordatoI Patti lateranensi con la Santa Sede furono sottoscritti nel 1929 da Benito Mussolinie sono ancora oggi citati nella Costituzione, all’articolo 7, pur essendo stato siglato nel 1984 da Bettino Craxi il cosiddetto “nuovo concordato”. È una presenza che è motivo di imbarazzo. Perché rappresenta un retaggio del regime fascista. Perché il panorama religioso è assai cambiato, dal 1929: l’Italia è ora un paese assai più variegato, dal punto di vista della fede, ed esiste ormai una forte presenza di cittadini atei e agnostici. Ma, soprattutto, perché costituisce la base di privilegi ormai inaccettabili. L’articolo 3 della nostra Costituzione riconosce che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di religione». Ma la stessa Costituzione cita poi soltanto una confessione religiosa, quella cattolica. Come si chiederebbe George Orwell: qualcuno è più uguale degli altri?

Il Concordato riconosce alla Chiesa ampi ed esclusivi privilegi: dall’insegnamento della propria dottrina nelle scuole della Repubblica (con docenti scelti dai vescovi ma pagati da tutti i contribuenti) al regime speciale per il matrimonio religioso, dalle esenzioni fiscali e doganali agli obblighi, in capo al nostro Stato, di garantire la sicurezza tra le mura del Vaticano. L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo. In totale, i costi pubblici della Chiesa superano i sei miliardi. Da solo, il costo diretto e indiretto del Concordato grava sui contribuenti italiani per circa tre miliardi di euro ogni anno, oltre un miliardo a causa del solo otto per mille. Una spesa ingiustificata, a maggior ragione in tempi di gravissima crisi economica. È ormai tempo di intervenire e di superare una situazione di palese violazione di principi fondamentali della nostra Repubblica, quali la libertà, la giustizia, l’eguaglianza, la laicità.

In pratica, l’Uaar chiede ai futuri deputati: 1) di denunciare unilateralmente il Concordato; 2) di sostituire gli articoli 7 e 8 della Costituzione con l’affermazione esplicita del principio di laicità dello Stato; 3) di approvare una legge generale sulla libertà di coscienza che superi la normativa fascista sui “culti ammessi” e che riconosca a credenti e non credenti uguali diritti e doveri.

Per chi volesse aderire: http://chn.ge/YQNVeC.

(n.m.)

(LucidaMente, anno VIII, n. 86, febbraio 2013)

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