RECENSIONI|21 marzo 2013 19:56

Tornare a casa e trovare un altro se stesso

Un misterioso alter ego in Dopo primavera”, romanzo di Roberto Pazzi edito da Frassinelli: una discesa nelle profondità dell’animo umano

L’incontro con il proprio doppio è l’idea portante di Dopo primavera (Frassinelli, pp. 182, € 17,50) di  Roberto Pazzi, che si dimostra capace di rendere ancora nuovo e originale un tema già affrontato da altri illustri scrittori quali Pirandello, Calvino e Borges. Nel romanzo il protagonista Aldo Mercalli, scrittore e insegnante (proprio come Pazzi) conduce un’esistenza all’apparenza tranquilla e soddisfacente, fino alla sera in cui, rientrando a casa, trova ad attenderlo un uomo identico a lui.

53-dopo_primavera_pazziInizialmente spaventato, poi infastidito, finisce per stabilire con il misterioso gemello un rapporto insieme conflittuale e simbiotico, vedendo in lui sia un rivale che l’occasione per cancellare gli errori e le scelte di un’esistenza imperfetta e di allontanare la paura del tempo e del decadimento. La complicità tra il protagonista e il suo alter ego entra in crisi nel momento in cui, dal passato, riemerge una donna. Sveva non si accorge subito di ricevere, nell’amante, le attenzioni di due uomini diversi. La trama, raccontata con stile scorrevole ed efficace, è serrata e spinge a girare pagina, per rendersi conto alla fine non solo di veder svelato, in parte, il mistero, ma di essere scesi a fondo nell’animo umano, nello iato fra quel che si è e quel che si sarebbe voluto essere, nella paura di perdere se stessi e nella voglia di ricominciare.

«Tu non reggi dopo primavera, nell’estate fiuti già l’odore della fine», queste parole sono il tormento di Aldo Mercalli: il tempo, troppo poco, della propria vita, con l’impossibilità di cambiare il passato. «Ti do la mancata vita che ti è cresciuta dentro, un po’ per giorno», gli dirà il suo servile quanto potente gemello. Chi dei due è il buono? Chi il più forte? Chi vincerà, eliminando l’altro? Un libro sorprendente e provocatorio, che tiene avvinti fino alla fine.

Viviana Viviani

(LucidaMente, anno VII, n. 84, dicembre 2012)

 

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