La divina bellezza del silenzio

Un’opera impregnata di spiritualità e religione: “Le non parole” (inEdition editrice) di Agostino Secondino

Siamo travolti, molestati, violentati, da una peculiarità tipica della società moderna (vedi Il lento, triste disorientamento del mondo “globale”) che la caratterizza e che troviamo dappertutto. In Europa, negli Stati Uniti, in Brasile, in Cina, in Asia, in Africa. Il rumore. Un chiasso invadente, costituito non solo dal sempiterno rumore del traffico. Anche quando questo manca, ecco la musica sguaiata, in stadi, negozi, supermercati, persino ristoranti. Ed ecco l’abitudine di parlare ad alta voce, di urlare, anche quando sarebbe più proficuo sussurrare, magari parole d’affetto o d’amore.

Secondino.SilenzioPrevale invece un chiacchiericcio banale, volgare, vuoto: piuttosto che parlare (e scrivere) male (anche dal punto di vista grammaticale), perché non ci si sta zitti? E, se si entra in una casa, la tv è sempre accesa, una sorta di antidoto contro un nemico che mette paura, che terrorizza: il silenzio, ovvero la possibilità di pensare, di riflettere, di avvicinarsi alla bellezza, alla meditazione, alla spiritualità. Al punto che è ormai invalsa la consuetudine di applaudire ai funerali (!). Come afferma Luigi Iannone in Il profumo del nichilismo. Viaggio non-moralista nello stile del nostro tempo (Solfanelli), «il silenzio non è più di moda perché ci lega al trascendente mentre il rumore ha una funzione orizzontale». Pertanto, «l’orgia dei suoni» tanto più ci sommerge nel resto della vita e delle nostre giornate, in quanto «il silenzio che è di per sé lacerante potrebbe rappresentare una forza di aggregazione per una società caotica e rinviare a un confronto diretto con i grandi temi, inclusa la morte» [vedi Viaggio nel (cattivo) stile della nostra epoca].

Per fortuna, c’è chi ancora custodisce e sa divulgare gli intimi segreti della spiritualità. È il caso di Agostino Secondino, parroco di Castel di Sasso (Caserta), autore de Le non parole. Il fascino del silenzio (inEdition editrice, Bologna, 2013, pp. 132, € 12,00), quarta uscita della collana Le illuminazioni dell’anima. Attraverso uno stile basato su sospensioni, pause, sottili suggestioni, l’autore riesce a indurre il lettore a fermarsi un attimo, a sospendere la quotidiana frenesia, a volgersi, attraverso varie fasi, alla (ri)scoperta del divino. Il volumetto, infatti, è diviso in tre parti.

SecondinoLa prima parte (Un dono prezioso… il silenzio) descrive la bellezza del silenzio e del divino. La seconda (Dal silenzio alla parola) parla con sensibilità intrisa di poesia della nascita della parola e introduce al mistero di Dio. La terza (La pratica del silenzio e il potere dalla parola) collega alcune pratiche spirituali connesse al silenzio (come training autogeno e meditazione zen) alla possibilità di mantenere la propria salute, migliorarla o addirittura guarire da patologie anche gravi. E non mancano descrizioni di esercizi pratici. Lungo tutto il libro di Secondino vi sono moltissimi riferimenti e citazioni di opere cristiane, filosofiche, letterarie, scientifiche, della cultura occidentale o anche appartenenti alla cultura orientale. In conclusione, un’opera preziosa, da recare con sé come una sorta di breviario, per recuperare se stessi e star meglio, psicologicamente, ma pure organicamente, fisicamente. E se qualcuno ci disturberà (magari anche con la sua assurda agitazione e impazienza) mentre leggiamo Le non parole, allontaniamocene. Del resto, completamenti del silenzio sono la lentezza e soprattutto la solitudine. Quindi: «O beata solitudo, o sola beatitudo»…

Per sapere di più su altri libri dello stesso autore:
«Ho incontrato il mio doppio?»;
“Un percorso mistico” tra paesaggi e sogni;

«Come diamanti nella notte oscura».

Le immagini: la copertina del libro e il suo autore.

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno VIII, n. 92, agosto 2013)

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