Threelakes & The Flatland Eagles + Tempelhof (Carpi, 12 ottobre 2013)

I due gruppi musicali proporranno al Mattatoio rispettivamente “War Tales” e “Frozen Dancers”, cd entrambi in uscita questo mese

Due progetti musicali diversissimi. Due scelte musicali quasi agli antipodi. Country-rock impegnato e ambient con sonorità disco… È la provocazione che il Mattatoio Culture Club (via Rodolfo Pio 4) di Carpi (Modena) propone per il proprio cartellone di sabato 12 ottobre. In quella data, in tarda serata, infatti, si esibiranno i Threelakes & The Flatland Eagles e i Tempelhof, le cui novità discografiche escono proprio nel mese in corso.

threelakes_war_tales[1]Ballate di protesta, quasi alla Bob Dylan (c’è persino l’armonica a bocca), sui mille volti e orrori della guerra caratterizzano appunto War Tales (Upupa Produzioni), in uscita il 10 ottobre. La chitarra acustica, intima e personale, di Threelakes (Luca Righi, autore di tutte le canzoni) si arricchisce e si amplia grazie ai “musicisti amici” (Andrea Sologni, Raffaele Marchetti, Lorenzo Cattalani, Marco Chiussi e Paolo Polacchini) dei The Flatland Eagles e ai loro arrangiamenti. Una formazione che permette di passare dalle cavalcate folk arrabbiate al ripiegamento intimistico, dall’angoscia del buio alla luminosità della vita. Su tutto, la voce di Righi. Tra le tracce da non perdere, la ritmata The lonesome death of mr Hank Williams, la poetica To do, la sorprendente D-Day, l’aerea Horses slowly ride.

tempelhofRintracciamo invece krautrock, elettronica, ambient alla Brian Eno, in Frozen dancers (Hell Yeah Recordings), in vendita al pubblico dal 23 ottobre. Tempelhof è un duo (Luciano Ermondi e Paolo Mazzacani) nato nel 2007 dopo un viaggio a Berlino (Tempelhof era il mastodontico aeroporto hitleriano della capitale tedesca, oggi dismesso). Dopo l’album d’esordio (We were not there for beginning, we won’t be there for the end, 2009) e due ep (You K, 2012, e City Airport, giugno 2013), un disco che convince. Fin dal primo brano, Drake, trasognato e mistico viaggio, per poi proseguire con Nothing at the horizon, caratterizzato da un suggestivo contrappunto vocale, con il celeste The dusk o con Skateboarding at Night (tra Kraftwerk e Tangerine dream)… Raffinati suoni di sperimentazione, a volte persino glaciali o cosmici, una ricerca musicale che conduce in Inghilterra e Scandinavia, e forse ancora più a nord. Effetti speciali per anomali aloni di metropolitane luci invernali, o, forse, per lande – extraterrestri – illuminate da più lune di ghiaccio.

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno VIII, n. 94, ottobre 2013)

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