INTERVISTE, LIBRI|30 giugno 2011 18:03

«Una donna che decise di mettere la propria esperienza al servizio degli altri»

Intervista a Nunzia Manicardi, che ha curato l’autobiografia di Tiziana Orsini Rovatti (Artioli Editore)

È passato un anno dalla scomparsa di Tiziana Orsini Rovatti e oggi un libro – curato dalla scrittrice modenese Nunzia Manicardi – ne ricorda l’attività svolta a favore dei pazienti oncologici grazie all’Associazione onlus Per vincere domani, da lei fondata,il cui frutto più notevole è il Day Hospital oncologico dell’Ospedale civile di Sassuolo.

Del volume, intitolato Mi sono svegliata e ho sorriso (Prefazione di Sebastiano Bernardini, Artioli Editore, pp. 196, € 20,00), ci parla la stessa Manicardi in un’intervista concessaci in esclusiva.

Mi-sono-svegliata-e-ho-sorriso[1]Che cosa racconta questo libro?

«Il libro è diviso in due parti: la prima è in gran parte autobiografica, la seconda è una mia ricostruzione. Racconta il dramma ma anche la meravigliosa storia di Tiziana, una bellissima giovane donna piena di vita, che vent’anni fa scoprì di avere un brutto tumore al seno. Una volta guarita, decise di mettere la propria esperienza al servizio degli altri pazienti oncologici e di supportarla con cospicue donazioni, che riuscì a far affluire grazie all’Associazione onlus da lei appositamente fondata, “Per vincere domani”, facendo leva soprattutto sul facoltoso ambiente industriale sassolese che lei stessa ben conosceva, in quanto figlia e moglie di imprenditori ceramici».

Che cosa è riuscita a realizzare Tiziana Orsini Rovatti?

«Con queste donazioni e con una grande opera di sensibilizzazione, svolta sempre in prima persona, Tiziana è riuscita – in convenzione con l’Ausl di Modena, di cui era allora Direttore generale Roberto Rubbiani, che nel libro offre anche un proprio ricordo personale – a potenziare enormemente il Day Hospital oncologico dell’Ospedale di Sassuolo fondato dal professore Giuseppe Fontana, fornendolo di tutte le più moderne apparecchiature mediche e diagnostiche, a partire dalla tanto sospirata Tac, e poi finanziandone perfino la realizzazione edilizia all’interno del nuovo Ospedale civile e il successivo funzionamento. Basti pensare, ad esempio, che già all’inizio degli anni Novanta si riuscì così ad acquistare il primo mammografo digitale di tutta la Regione Emilia-Romagna!».

È stato quindi un aiuto finanziario notevole.

«Sì, Tiziana con l’Associazione Per vincere domani è riuscita a elargire quasi 2 milioni di euro in macchinari, borse di studio, convegni di studio di respiro internazionale, stipendi a medici e psicologi specializzati nel settore oncologico, aiuti e sostegni di ogni genere».

E impegnandosi sempre in prima persona.

«Certamente. Tiziana è stata l’anima, il perno continuo di tutte queste iniziative. Fondamentale è stata anche la sua opera di umanizzazione degli spazi ospedalieri, che ha fatto del Day Hospital oncologico di Sassuolo un reparto assolutamente all’avanguardia nel panorama nazionale».

Poi Tiziana si è ammalata di nuovo…

«Purtroppo è stata colpita dal cancro una seconda volta, a distanza di quasi vent’anni dalla prima. Al pancreas, inoperabile. In cinque mesi se n’è andata, nel maggio 2010. Ma resta la sua opera, restano i suoi risultati, resta la convenzione con l’Ausl, appena rinnovata, resta l’intitolazione a suo nome dell’Area giochi del Parco ducale di Sassuolo e resta questo libro, che ho curato con tanta passione, traendone anch’io conforto e stimolo a sempre meglio operare per il futuro».

L’immagine: la copertina del libro di Tiziana Orsini Rovatti.

Viviana Viviani

(LucidaMente, anno VI, n. 67, luglio 2011)

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