VeiveCura, il sottile fascino del sogno

Terzo disco del progetto di Davide Iacono: “Goodmorning Utopia” (La Vigna Dischi)

Caratterizzato da sonorità ambient, new age, progressive, il prossimo 15 maggio esce il terzo disco di VeiveCura. Il titolo è Goodmorning Utopia (etichetta La Vigna Dischi) e idealmente chiude la trilogia esistenziale del progetto musicale di Davide Iacono, cominciata nel 2010 con Sic Volvere Parcas (album totalmente strumentale dalle atmosfere dark e introverse) e proseguita nel 2012 con Tutto è vanità (caratterizzato da dimensioni sonore più aperte e dalla comparsa del cantato in italiano).

2-VeiveCura – Goodmorning UtopiaLa stessa copertina, oltre al titolo, chiarisce il significato del disco: il bi/sogno di elevarsi, di spiritualità, di armonia. In una parola, l’utopia. I nove brani, intensi e curatissimi, anche dal punto di vista degli arrangiamenti, seguono un percorso che parte dalle rovine di Persepolis, per giungere a stelle (Ad Astra), da luoghi separati da fiumi (Young River) agli occhi di una ragazza che celano infinite foreste (Nei tuoi occhi legno), dalla malinconia del “rigore della vita” sbagliato da Baggio nella finale dei mondiali Usa del 1994 contro il Brasile, a immensità new age (Atlantica) e a vulcani sprofondati nel mare eppure attivissimi (Marsili, che esiste davvero).

2-VeiveCura-6-150x150[1]Il piano di Iacono raggiunge musicalità commoventi e suggestive. Tra i brani da ascoltare e riascoltare Oxymoron, nel quale VeiveCura raggiunge vette armoniche, anche con l’uso personale del canto e della voce. Le tracce 3, 6 e 8 sono dedicate fin nei titoli all’Utopia, che nell’ultimo brano (Goodnight Utopia), il più lento e trasognato, sembra andare a riposare; ma alla fine il ritmo si vivacizza di nuovo, forse nella speranza che all’indomani l’eterna illusione si risvegli con più energia. Ce lo auguriamo tutti noi, in questo tempo di cinismo e rassegnazione.

(a.c.)

(LucidaMente, anno IX, n. 101, maggio 2014)

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