Hera Bologna: no alla vendita dei beni pubblici

Il Psi felsineo interviene sulla decisione del Comune di far cassa con la vendita di azioni della multiutility che gestisce acqua, gas ed elettricità in Emilia-Romagna (e non solo) ribadendone il ruolo sociale

Anche alla luce di recenti vicende, emerge sempre più l’urgenza di rivedere il ruolo sociale delle aziende partecipate, in particolare delle multiutility, confermando senza ombre la loro piena aderenza alle necessità collettive. Nel contempo occorre che le istituzioni – in primo luogo i comuni per quanto riguarda la propria competenza – siano più attente agli interessi del cittadino utente, interessi che devono essere preminenti rispetto a qualsiasi ragionamento ragionieristico o ancor peggio speculativo.

2-Hera[1]C’è inoltre anche un problema di tenuta della credibilità politica. Non si può nel giro di poco tempo transitare dalla difesa della quota azionaria di maggioranza detenuta dagli enti locali alla sconcertante disponibilità a vendere azioni affermando che sia sufficiente per i comuni diventare soci di minoranza. Si tratta di una spiegazione che si sconfigge da sé: i rapporti societari si contano col numero delle azioni possedute. Se prevale la proprietà dei privati, si sacrifica l’oggettivo interesse della comunità.

Pertanto, la forzatura neoliberista del Comune di Bologna non può essere giustificata dalle difficoltà di bilancio (che pure esistono). La Federazione di Bologna del Partito socialista italiano è decisamente contraria alla vendita di azioni Hera da parte del Comune di Bologna, che peraltro servirebbe a tamponare “una tantum” qualche carenza economica, peggiorando i conti nei bilanci futuri e deprimendo ulteriormente la possibilità del controllo pubblico sull’attività della miltiutiliy.

110-psi pesI beni pubblici e il cittadino utente vanno tutelati. Si tratta di una regola primaria dalla quale da qualche tempo c’è una pericolosa tendenza ad allontanarsi, fino al punto da non rispettare l’espressione della volontà popolare. Basti ricordare che c’è stato un referendum che in maniera chiara e molto partecipata si è espresso nettamente a favore dell’acqua pubblica. Non tenere conto di questo risultato o ricercare scappatoie per eluderlo significa non rispettare la correttezza democratica. Ogni azione che sottrae sovranità al popolo (vendita capitale pubblico, elezioni indiretta del sindaco della città metropolitana, scuola pubblica) è per noi socialisti un attentato alla democrazia e come tale la contrasteremo.

Federazione del Partito socialista italiano di Bologna

(LucidaMente, anno IX, n. 108, dicembre 2014)

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