La via francese al fine vita

Intervento di LiberaUscita: per andare oltre le contrapposizioni ideologiche

Sul dibattito in corso oltralpe (vedi Il parlamento francese esaminerà la legge sull’eutanasia) che ha registrato una certa unità tra le varie forze politiche, di sinistra e di destra,  riceviamo e volentieri ospitiamo una presa di posizione pervenutaci da Maria Laura Cattinari e Giovanni Boschesi, rispettivamente presidente e segretario nazionali di LiberaUscita, «associazione per il diritto a morire con dignità».

L’indicazione ci viene dalla vicina Francia. Nel programma elettorale del presidente François Hollande c’era la riforma della normativa sul fine vita. Le difficoltà della crisi economica internazionale attanagliano tanto noi quanto i transalpini, con la differenza che loro, i francesi, come scrive Vladimiro Zagrebelsky su La Stampa dello scorso 15 dicembre, non ne hanno fatto un alibi per rinviare sine die la questione di una buona legge sul fine vita.

testamento_biosplinder[1]Anche là, come da noi, si contrappongono ideologicamente i fautori di soluzioni legislative favorevoli al suicidio assistito e all’eutanasia attiva volontaria e i difensori del principio dell’indisponibilità della vita umana. La maturità dell’esempio francese sta nella comprensione che non si esce da questo muro contro muro e che la materia non permette l’inerzia. Non si tratta di decisioni che possano attendere, il tempo è un fattore determinante quando si tratta di sofferenza umana, di decisioni difficili, quando si tratta di non lasciare soli i malati, le loro famiglie, gli stessi medici. Quindi, come in Francia, occorre concentrarsi sul possibile, qui e ora.

Se è vero che la nostra Costituzione, all’articolo 32, garantisce la libertà di cura, e che di conseguenza non c’è opposizione di principio alle dichiarazioni anticipate di volontà, partiamo da questo, da una normativa condivisa che garantisca al malato di poter rifiutare gli interventi terapeutici anche nel momento in cui non sia in grado di dire la sua. Partiamo dal principio di libertà di cura, da quello di libertà personale. Si può trovare un accordo, qui, come è accaduto in Francia.

!!!LiberaUscitaLa normativa francese prevede, inoltre, il diritto, per il malato terminale che abbia rinunciato a cure a suo giudizio lesive della dignità personale, a una sedazione profonda che lo accompagni in assenza di dolore alla fine. Un principio di umanità sul quale è possibile trovare un ampio accordo. Noi dell’Associazione LiberaUscita” siamo da anni impegnati per l’autodeterminazione nelle scelte di fine vita, per il diritto a una morte dignitosa che preveda anche la possibilità del suicidio medicalmente assistito e dell’eutanasia attiva volontaria.

Ma da tempo riteniamo che ciò che è ormai indifferibile sia una buona legge sul testamento biologico e l’applicazione puntuale della legge sulle cure palliative e la terapia del dolore (legge 38/2010) con la sedazione palliativa terminale. Parliamone, formuliamo una proposta condivisa, presto, perché il tempo è importante. Non lasciamo che la politica si areni in dispute ideologiche. I malati e le loro famiglie non possono attendere.

Maria Laura Cattinari e Giovanni Boschesi

(rispettivamente presidente e segretario nazionali dell’associazione LiberaUscita)

(LucidaMente, anno X, n. 109, gennaio 2015)

Ricordiamo che sulle tematiche del fine vita LucidaMente è intervenuta più volte. Ad esempio, con:

Appello-petizione on line di Mina Welby per la legalizzazione dell’eutanasia
Per una legge pro eutanasia
Quando Martini difese Welby
«…e alla fine / ce l’hai fatta, / l’hai liberata, / e quel purosangue d’una puledra / ha saltato gli steccati / e via!»
Il testamento biologico? Intanto, fallo on line!
“Testamento biologico. Istruzioni per l’uso. Il punto della situazione in Italia e a Bologna”
Un 2011 in LiberaUscita
“Sospesi tra terra e cielo”
Sul testamento biologico un’operazione antidemocratica
Corpo, potere, idea, testamento biologico
Alla fine, “L’ultimo gesto d’amore”
Temi di fine vita: un nuovo metodo
Da Luca Coscioni a Eluana Englaro
Il dominio del potere su anime e corpi
Prepotenza “cattolicista” e carte di autodeterminazione
Andarsene con dignità

Da Luca Coscioni a Eluana Englaro

Inoltre, a cura della nostra rivista e dell’associazione LiberaUscita, nel 2007 è stato dato alle stampe Non sono un assassino. Il caso “Welby-Riccio” francese (Prefazione di Mario Riccio, Introduzione di Giancarlo Fornari, inEdition editrice/Collane di LucidaMente, pp. 176, € 15,00) di Frédéric Chaussoy, traduzione di Je ne suis pas un assassin, edito in Francia da Oh! Editions. Per saperne di più: La vicenda di un giovane, della madre e di un medico; “In Francia affetto e simpatia, in Italia…”; “Non sono un assassino”: quando prevale l’umanità; “Occorre rispettare il volere dei malati”; Il caso Humbert e l’anomalia italiana; Video della presentazione in prima nazionale di “Non sono un assassino” di Frédéric Chaussoy.

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