La metafisica di de Chirico e del cappellaccio alla zucca (Ferrara, fino al 28 febbraio 2016)

Visitare la mostra del grande pittore… senza scordare di gustare lo squisito primo piatto

Inaugurata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 13 novembre scorso, è possibile visitare a Ferrara, fino a domenica 28 febbraio 2016, l’esposizione riservata all’opera pittorica di Giorgio de Chirico. Nel centenario della sua permanenza nella città estense, essa rende omaggio al grande artista con la mostra De Chirico a Ferrara. Metafisica e avanguardie.

4-de Chirico- locandinaAllestita nella splendida cornice del palazzo dei Diamanti, in questa occasione tornano a cento anni dalla loro creazione alcuni capolavori dipinti nel capoluogo emiliano tra il 1915 e il 1918, assieme a splendide opere di altri artisti quali Carlo Carrà e Salvador Dalí: un percorso espositivo di 80 opere provenienti da importanti musei e collezioni private di tutto il mondo. Curata da Paolo Baldacci e Gerd Roos, la rassegna è organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie di Stoccarda. De Chirico è stato il geniale inventore della pittura metafisica – corrente artistica tra le più importanti dell’arte contemporanea –, rivolta a orizzonti introspettivi che hanno profondamente influenzato le successive tendenze creative. Le sue opere hanno conquistato alcuni tra i più grandi artisti surrealisti e hanno esercitato una straordinaria importanza sull’arte del Novecento.

Grande influenza sulla sua vena pittorica ebbe l’approdo di de Chirico a Ferrara, capace di segnare un cambiamento radicale nella sua opera. Vi arrivò da Parigi nel 1915, assieme al fratello Alberto Savinio, in seguito allo scoppio della prima guerra mondiale, e vi soggiornò tre anni e mezzo mentre prestava servizio militare. E così viene travolto da un’ondata di emozioni di fronte alla bellezza e ai miti rinascimentali della città estense. È qui che prendono vita quelle opere che mostrano tematiche e soggetti ricorrenti: piazze e spazi che fanno da sfondo a prospettive deformate, personaggi senza volto in un mondo irreale, accostati ai più famosi monumenti ferraresi.

4-palazzo DiamantiUscendo dalla mostra con ancora negli occhi i capolavori del grande pittore, si può passeggiare sull’acciottolato di corso Ercole I d’Este verso il Castello estense che spicca all’orizzonte, cominciando a cercare, nella miriade di stradine che si intersecano durante il tragitto, una delle numerose trattorie o osterie che ospitano molto volentieri il viandante in cerca di ritemprare il corpo dopo aver nutrito lo spirito. In ciascuna di queste verrà offerto un ventaglio di proposte culinarie di sicuro effetto: accanto agli squisiti tortellini e alla succulenta salama da sugo, nessuna potrà scordarsi di proporre il famoso cappellaccio di zucca o caplaz. Metafisico risultato di un felice incontro tra la fragrante sfoglia rigorosamente tirata a mano e il ripieno dolce della zucca amalgamata col parmigiano grattugiato in dosi generose e con quella punta di noce moscata che darà più gusto all’impasto.

Questo tipo di pasta ripiena, che si discosta dal raviolo, ma non assomiglia nemmeno al tortello, rivaleggia– ma si differenzia nello stesso tempo – solamente con l’omonimo prodotto di Mantova, dove nel ripieno viene inserito anche l’amaretto. È il prodotto tipico della cucina ferrarese e si inserisce nell’antica e popolare tradizione culinaria di paste ripiene dell’Italia settentrionale, di cui si ha la prima testimonianza nel 1584, col ricettario Dello Scalco di Giovan Battista Rossetti, scritto durante il regno del duca Alfonso II d’Este.

4-cappellaccio-zuccaL’incontro col palato del cappellaccio di zucca, assaporato con burro fuso e salvia o con un sontuoso ragù di carne, darà, a livello gustativo, emozioni appaganti quanto le fantastiche suggestioni percepite nella visione delle tele dei capolavori del maestro. Una buona occasione, quindi, per visitare Ferrara, «bella e malinconica», come la definì a suo tempo l’artista, scrutandola nel suo inverno brumoso e avvolta in quell’atmosfera che stimola la fantasia e la voglia di creare mondi immaginari.

Per visitare la mostra: palazzo dei Diamanti, corso Ercole I d’Este 21, Ferrara. Aperta tutti i giorni dalle 9,00 alle 19,00. Costo dei biglietti: intero, € 11,00; ridotto: € 9,00.

Le immagini: la locandina della mostra di de Chirico, il palazzo dei Diamanti di Ferrara, cappellaccio di zucca.

Claudio Bolognesi

(LucidaMente, anno XI, n. 121, gennaio 2016)

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