Le calunnie di Colonia… isteria collettiva?

Non immigrati «arabi», «nordafricani», «mediorientali», «islamici», ma Cia, Mossad. O scandinavi in trasferta. E, poi, certe donne occidentali proprio se la cercano. Come “Charlie Hebdo”. Ormai solo la satira può far fronte alla cecità europea “politically correct

Nella notte di Capodanno, durante i festeggiamenti all’aperto, approfittando dell’inevitabile confusione e calca, in varie città europee (Colonia, Amburgo, Salisburgo, Zurigo, Helsinki, Kalmar) si sono verificate vere e proprie cacce alle donne, circondate ognuna da decine di energumeni, col molteplice scopo di molestarle sessualmente, di umiliarle e di derubarle.

1-coloniaPrima questione. Le forze dell’ordine saranno pur state tempestate di telefonate da parte di donne terrorizzate. Ci sono stati loro interventi? Se pure ci siano stati, la sarabanda è proseguita indisturbata per tutta la notte. Seconda questione. Dei gravissimi fatti non si sa niente, per giorni. Anzi, amministrazione comunale e polizia di Colonia il 1° gennaio 2016 emanavano tranquillizzanti comunicati secondo i quali durante l’intera nottata tutto era andato benissimo, senza incidenti. Solo dopo quattro-cinque giorni cominciano ad apparire sui media di tutta Europa notizie inquietanti, drammatiche, stomachevoli. Centinaia le donne “molestate”, abusate, qualcuna violentata. Nuovo mistero: chi sono gli autori (migliaia) di tale barbarie? Velo di mistero. Allora, noi, che non siamo stupidi, abbiamo capito tutto.

Il riserbo nasconde qualcosa di grosso. A livello internazionale. La verità è che agenti della Cia e del Mossad (il servizio segreto israeliano) si sono camuffati, grazie a parrucche e trucchi vari, per apparire «arabi», «nordafricani», «mediorientali», «islamici» – queste le testimonianze riportate da alcune donne violentate nel descrivere i loro aggressori. Perché tutto ciò? Per gettare odio e intolleranza sulla pacifica, mansueta, integrata, popolazione immigrata appartenente alle suddette origini. Difatti, la Slovacchia ha annunciato che non farà più entrare gente di tal fatta entro i propri confini.

1-stupri violenzadonne17747[1]Agli agenti provocatori si sono uniti biondissimi scandinavi – anche loro camuffati da “neri” – provenienti da Svezia, Norvegia e Islanda. Difatti, tali civilissimi paesi, in seguito alle veementi rimostranze delle femministe, hanno di fatto proibito la prostituzione entro i propri confini, emanando un severo codice penale per i “puttanieri”. Pertanto, tali maschi “fallocratici” quanto “frustrati” si sono recati in trasferta per scatenare i propri barbari istinti, giustamente repressi dalle vagine al potere nei loro paesi. Altra verità venuta fuori: la sera di Capodanno, con qualche grado sotto zero, le donne di Colonia sono andate in giro seminude. Eh, no! Non si fa: l’uomo – è noto – è cacciatore. Altre, poi, sono attratte dal fascino del “barbaro”: quindi, perdono la testa se vedono un tipo “esotico”. Infine: molte donne di Colonia amano la pratica erotica denominata gang bang. Libera scelta sessuale, no? Ognuno ha i suoi gusti. Infine, si sa che le donne tendono a inventarsi violenze sessuali e abusi subiti: pertanto, non potrebbe trattarsi di un caso di isteria collettiva?

Charlie Hebdo: 'Un anno dopo l'assassino ancora in libertà'Insomma, immigrati arabi, mediorientali, nordafricani, islamici, sono accusati ingiustamente. Come affermava il buon Pietro Pacciani, il presunto “mostro di Firenze”, sono “innocenti come angioletti”. E il prossimo Capodanno, coraggio, maschi violenti, stupratori, maniaci, si va tutti insieme a Colonia a divertirsi! I graditi ospiti islamici non c’entrano nulla, come al solito, perché la loro è “una religione di pace” e “il Corano dice di rispettare le donne”, come Maometto ha fatto con Aisha. Il vero pericolo è costituito sempre da quei disgraziati vignettisti di Charlie Hebdo. A un anno dal loro massacro – che, diciamo la verità, comincia ormai ad apparire giustificato – a causa della loro vignetta sul “dio terrorista”, hanno ricevuto la condanna unanime sia del Vaticano sia dell’islam intero, uniti come di consueto. Perché provocare? Se poi qualche fanatico islamico, o magari cattolico, si incazza e fa le stragi, la colpa non è certo di un pensiero intollerante che non riconosce la libertà di pensiero, di stampa, la laicità e i diritti delle donne. Ma di chi provoca; così come, a Colonia, le donne hanno senz’altro provocato. Se fossero state rinchiuse a casa, col marito barbuto e 5-6 figli, sfasciate dalle gravidanze, non sarebbe loro successo nulla. Impariamo tutti/e la lezione.

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno XI, n. 121, gennaio 2016)

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