Fotografia immortale (Biella, fino al 15 maggio 2016)

«Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi ed il cuore» è una delle massime più conosciute del fotografo Henri Cartier-Bresson. La città piemontese ospita una mostra sull’artista francese, con oltre 200 opere originali, e molti altri eventi

Il lavoro di un artista tanto formidabile quanto rivoluzionario, un’esposizione di livello internazionale, un’iniziativa culturale ben radicata nel territorio. Tutto questo è Henri Cartier-Bresson. Collezione Sam, Lilette e Sébastien Szafran. La Fondazione Pierre Gianadda a Biella, titolo della mostra che, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e la Fondazione Pierre Gianadda si terrà a Biella fino al 15 maggio 2016.

19-cartier-bresson, fotografiaLa mostra, inaugurata lo scorso 19 marzo, ha sede presso Palazzo Gromo Losa, nel centro storico della città, ed è incentrata sulla straordinaria figura del fotografo francese Henri Cartier-Bresson (1908-2004). Con questa iniziativa la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella intende dare avvio a un calendario di appuntamenti culturali concepito per gli spazi di Palazzo Gromo Losa, recentemente restaurati, allo scopo di farne un centro culturale di riferimento per il territorio. In occasione della mostra, sarà lanciato sul social network Instagram l’hashtag #BeLikeHenri, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente la cittadinanza biellese e gli amanti della fotografia nella promozione della cultura. I visitatori che si recherannoa Palazzo Gromo Losa potranno ammirare oltre 200 stampe originali in bianco e nero provenienti dalla raccolta dell’elvetica Fondazione Pierre Gianadda, la più ricca di opere di Cartier-Bresson in mani private.

Le fotografie che compongono la raccolta furono donate nel corso degli anni da Cartier-Bresson al suo amico artista Sam Szafran. Entrambi erano a loro volta in stretti rapporti con Léonard Gianadda, alla cui fondazione Szafran e la moglie decisero di donare la collezione dopo la scomparsa del fotografo. Le stampe ripercorrono l’intensa vita di Cartier-Bresson: dalle foto di gioventù alle testimonianze dei lunghi viaggi intrapresi, dai famosi eventi storici del suo tempo agli incontri con grandi artisti quali, ad esempio, Henri Matisse, Edith Piaf e Pablo Picasso.

19-cartier-bresson, matisseCartier-Bresson è stato un artista fondamentale per la storia della fotografia. Tra i fondatori dell’Agenzia Magnum, fu inventore del reportage contemporaneo e dello stile fotografico “candid”, caratterizzato dalla mancanza di messa in posa dei soggetti. Il suo scopo diventò catturare la realtà nel suo “momento decisivo”, espressione che diverrà anche il titolo del suo libro più celebre (pubblicato nel 1952): un portfolio di 126 foto, con la copertina disegnata da Matisse. Fautore di un approccio documentario e istintivo, fece sì che dietro l’eleganza dei suoi scatti non ci fosse nulla di studiato. Le fotografie di Cartier-Bresson, rigorosamente in bianco e nero, ritraggono spesso scene quotidiane, rivelando la sua ossessione per la rappresentazione della vita e il suo desiderio di non influenzare in alcun modo il soggetto con la sua presenza.

La famiglia di Léonard Gianadda proveniva da Curino, paese nel Biellese da cui era partito il nonno di Léonard, Battista Gianadda, per andare in Svizzera in cerca di fortuna. Ciò nonostante, la famiglia Gianadda rimase sempre legata alla terra natia. Così, nell’aprile del 2015, la Fondazione Pierre Gianadda (dedicata al fratello di Léonard, scomparso in un incidente aereo nel 1976) e la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella hanno firmato un protocollo d’intesa con cui si impegnano a collaborare per la realizzazione di eventi e mostre comuni, anche attraverso il prestito di opere d’arte e immagini fotografiche. L’accordo è stato sancito dalla mostra che ha inaugurato i restaurati spazi di Palazzo Gromo Losa: un’esposizione delle foto giovanili di Léonard Gianadda, dal titolo Léonard Gianadda, l’uomo e l’opera & Il Mediterraneo degli anni ’50.

I19-Cartier-bresson, gianaddan parallelo all’esposizione dedicata a Cartier-Bresson, la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella si è fatta promotrice di un’ulteriore mostra, Omaggio alle origini italiane di Léonard Gianadda, che potrà essere visitata gratuitamente presso lo Spazio Cultura della Fondazione a Biella (via Garibaldi 14). Il costo d’ingresso per Palazzo Gromo Losa è di 5 euro. Il biglietto dà accesso anche all’esposizione Biella pioniera della fotografia: un affascinante viaggio a partire da Giuseppe Venanzio Sella, collocata all’interno del Museo del territorio biellese (via Quintino Sella 54b). Quella che ci offre Biella è un’opportunità capace di farci avvicinare al lavoro e alla sensibilità artistica di uno dei maggiori fotografi dell’ultimo secolo e, al contempo, di promuovere iniziative culturali nel nostro Paese. Un’occasione straordinaria e da non perdere.

La mostra Henri Cartier-Bresson. Collezione Sam, Lilette e Sébastien Szafran. La Fondazione Pierre Gianadda a Biella è visitabile fino al 15 maggio 2016, nei giorni di venerdì (15,30-19,00), sabato (15,30-19,00) e domenica (10,00-13-00; 15,30-19,00). La mostra ha luogo presso Palazzo Gromo Losa (corso del Piazzo 24, Biella). Il costo del biglietto è di € 5,00. Su prenotazione, è possibile disporre di visite guidate.

Le immagini: fotografia di Henri Cartier-Bresson; fotografia di Henri Matisse realizzata da Cartier-Bresson; Cartier-Bresson fotografa Léonard Gianadda.

Gabriele Bonfiglioli

(LucidaMente, anno XI, n. 124, aprile 2016)

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