Un pezzo di Iran in Italia (Roma, fino al 25 giugno 2016)

Dal 6 maggio 2016, la città capitolina ospiterà il ciclo espositivo “The Hunting”(“La caccia”) dell’iraniana Leila Vismeh. Focus della mostra è il tormentato passato (e presente) dell’ex Persia

Sbarca per la prima volta in Italia, e proprio a Roma, l’artista iraniana Leila Vismeh. E lo fa con una mostra dai connotati profondi e inquietanti. La Mac – Maja arte contemporanea (via di Monserrato 30) – ospiterà, infatti, dal 6 maggio al 25 giugno, Leila Vismeh. La caccia, evento a cura di Daina Maja Titonel e accompagnato dal testo critico di Helia Hamedani.

4-Vismeh L - La caccia3 Leila Vismeh è nata nel 1979 ad Arak, in Iran. Nel 2009 si è laureata in Pittura presso l’Università d’Arte di Teheran e, nello stesso anno, ha iniziato a partecipare a diverse mostre collettive. È del 2011 la sua prima personale (Day Gallery, Teheran). I dieci dipinti in mostra alla Mac fanno parte del ciclo The Hunting (La caccia), già esposto lo scorso anno alla galleria Etemad di Teheran, dove ha riscosso grande successo. Il lavoro si ispira alla favola dello scrittore statunitense James Thurber (1894-1961) The Rabbits who caused all the Trouble (1939). Protagonisti del racconto di Thurber sono gli animali, in particolare i lupi e i conigli. Questi ultimi, nella completa indifferenza degli altri animali, vengono accusati dai primi di essere la causa di tutti i mali.

Il narratore americano allude metaforicamente agli eventi della Seconda Guerra mondiale, intendendo rappresentare con i conigli gli ebrei e le altre minoranze perseguitate dai nazisti-lupi, con il tacito benestare delle altre nazioni (i restanti animali). Nelle sue tele, Leila Vismeh sostituisce la figura del lupo con quella del gallo da combattimento, simbolo della virilità e dell’aggressività nella cultura dell’antica Persia. L’allegorico racconto di Thurber viene riletto dall’artista alla luce della recente situazione politica dell’Iran.

4-Vismeh L - La caccia4La Vismeh evoca così diversi momenti storici tanto cruciali quanto tragici della sua terra, dai bombardamenti a tappeto durante le guerre all’imposizione del velo per le donne, ritornato “in auge” dopo la rivoluzione islamica khomeinista del 1979. Leila Vismeh. La caccia ci offre uno sguardo su una realtà lontana da quella europea e, al contempo, rievoca in chiave metaforica il nostro tragico passato, del quale non deve svanire il ricordo. Nel testo critico che accompagna la mostra Helia Hamedani scrive che «la storia metaforica scelta dalla pittrice iraniana rispecchia con ironia l’eterno contrasto tra il potere, i diversi e il popolo. […] Lo scontro concettuale tra i protagonisti viene accompagnato con la scelta tecnica e cromatica; il più delle volte bianco, nero e rosso. Gli animali sono raffigurati in modo fortemente espressivo, colorato, a tratti drammatico. Le figure umane invece, frequentemente rappresentate in bianco e nero, indicano gli episodi storici del conflitto. Sono prive del movimento, come congelate in una messa in posa fotografica».

La mostra Leila Vismeh. La caccia è visitabile dal 6 maggio al 25 giugno 2016, dal martedì al venerdì (ore 15,00-20,00) e al sabato (ore 11,00-13,00 e 15,00-19,30). L’inaugurazione si terrà venerdì 6 maggio (ore 17,00-20,30). La mostra ha luogo presso la Mac (Maja arte contemporanea, via di Monserrato 30, Roma). L’ingresso è gratuito.

Le immagini: dipinti tratti dal ciclo The Hunting.

Gabriele Bonfiglioli

(LucidaMente, anno XI, n. 125, maggio 2016)

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