ATTACCO FRONTALE, SOTTO I RIFLETTORI|8 giugno 2016 00:38

Migranti e profughi: i numeri dell’“invasione”

Quando i dati smentiscono il comune sentire sull’immigrazione e la necessità di innalzare barriere

Nel 2015 i migranti nel mondo sono arrivati a essere 237 milioni. Secondo Eurostat nel 2014 i residenti stranieri nell’Unione europea erano 33,9 milioni, mentre in Italia il loro numero ammontava a 5.014.000. Numeri da capogiro che certi leader politici adducono come prova di una presunta “invasione”. I migranti sono ormai usati come capro espiatorio per i problemi che affliggono l’Italia e l’Europa. È necessario dare alla gente qualcuno con cui prendersela, bisogna offrire una valvola di sfogo alle frustrazioni popolari che altrimenti si riverserebbero su altri.

2-migranti-muro Ma quello che qualsiasi persona con un minimo d’intelligenza certamente sa è che i dati devono essere contestualizzati e letti con un briciolo di senso critico. Da questa prospettiva più razionale emerge che i 33,9 milioni di cittadini stranieri residenti nell’Ue corrispondono solo al 6,7% della popolazione e che di essi poco più della metà (circa 20 milioni) provengono da paesi non europei mentre i restanti (14 milioni) provengono da paesi membri. Per quanto riguarda l’Italia, invece, l’incidenza sulla popolazione dei residenti stranieri è dell’8,2% che, in effetti, è un dato superiore al valore medio europeo. Non è però tra i più alti se paragonato a quello degli altri paesi dell’Ue: al primo posto abbiamo l’Austria con il 13,2%, seguita da Irlanda, 11,9%, e Belgio, 11,6%. Questi numeri diventano poi irrilevanti se si guardano i dati relativi ai primi sei mesi del 2014 diffusi dall’Acnur, l’agenzia dell’Onu per l’assistenza ai rifugiati; da questi emerge che il piccolo Libano accoglieva in quel periodo 1,1 milioni di richiedenti asilo, la Turchia quasi 800 mila e la Giordania 645 mila.

Inoltre, più della metà degli stranieri residenti in Italia (2,6 milioni) risultano essere cittadini di un paese europeo. Se, infatti, andiamo a vedere i dati relativi alle comunità straniere più numerose nel nostro paese, al primo posto troviamo quella romena (1.131.839), seguita da quella albanese (490.483), marocchina (449.058) e cinese (262.820). Il quinto posto è occupato dalla comunità ucraina con 226.060 residenti. In sostanza, gli islamofobi d’Italia possono tirare un sospiro di sollievo: gli stranieri nel nostro paese sono per la maggioranza cristiani, 2 milioni e 700mila contro 1 milione e 600mila musulmani.

2-ue-barriereUn altro dato eloquente è quello del numero di rifugiati accolti ogni mille abitanti. Qui il Libano raggiungeva quota 257, la Giordania 114, la Turchia scendeva a 11. Il primo paese dell’Ue è la piccola Malta con 23, la Svezia è a quota 9. L’Italia, sotto la media europea, si fa carico di 1,1 rifugiati ogni mille abitanti. Bisogna inoltre ricordare che a influire su questi spostamenti sono soprattutto le grandi disuguaglianze del mondo (spesso create proprio da quei paesi in cui i migranti cercano rifugio): il 48% della ricchezza del pianeta è detenuto dall’1% della popolazione mondiale. Alle disparità economiche si aggiungono poi crisi politiche, militari e ambientali. I migranti forzati hanno raggiunto nel 2014 la cifra record di 60 milioni. I richiedenti asilo trovano però sul loro percorso molti ostacoli, spesso in aperta violazione delle disposizioni internazionali (un esempio è il Trattato di Schengen, ormai praticamente sospeso). La costruzione o la progettazione di almeno 65 muri in diversi paesi attesta l’attuale tendenza non solo europea a barricarsi entro confini artificialmente creati per evitare di vedere il dramma che si sta svolgendo oltre queste barriere.

Emblematiche a questo proposito le parole di don Lorenzo Milani: «Se voi però avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri» (da Lobbedienza non è più una virtù, 1965).

Martina Melis

LucidaMente, anno XI, n. 126, giugno 2016

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2 Comments

  • Tutto quanto sopra scritto per legittimare cosa? L’invadenza, ingratitudine, arroganza di tanti stranieri e clandestini NON graditi ospiti qua, venuti con l’arroganza di chi si ritiene dalla parte di chi esercita un diritto? E la ignavia quando NON il sostegno di chi per ideologia, fede o altro castello mentale si pone in contrapposizione con coloro che difendono radici, modi di vivere, mentalità e, perché no, Patria! Ed è ridicolo e autoassolutorio sostenere la posizione mondialista nascondendosi dietro le religioni per giustificare la propria vigliaccheria e debolezza. Le invasioni che distrussero impero e civiltà romana iniziarono proprio da cristiani e barbari. Dato che sono un sostenitore di quella parte di uomini che hanno contribuito a realizzare la nostra civiltà Pur con tutti i difetti e limiti presenti, va respinta o almeno controllata questa INVASIONE.

    • Gentilissimo Mengoli, grazie per avere espresso la sua opinione, più vicina alla mia che a quella dell’articolista.
      Tuttavia, com’è noto, “LucidaMente” accoglie tutti i pareri e non censura mai. Almeno finché saremo in un paese liberale e occidentale e non “sottomesso” da chi rifiuta del tutto Locke, Montesquieu, Voltaire e autodeterminazione femminile.