Jeremy Rifkin e i nuovi modelli di amministrazione pubblica

Per una società che cambia: condivisione, rete e trasparenza. Queste alcune proposte con le quali il celebre studioso ha aperto a Roma la manifestazione “Forum Pa

Economista, attivista e saggista di fama mondiale, è tra i più brillanti pensatori del nostro tempo. Jeremy Rifkin ha aperto con una lectio magistralis il Forum Pa, un ciclo di conferenze su come cambia la pubblica amministrazione, tenutosi a Roma dal 24 al 26 maggio. A fronte delle sfide sempre più complesse che la Pa si trova ad affrontare, non è sufficiente solo migliorarne i livelli e l’efficacia di funzionamento, ma è anche necessario immaginare, sperimentare e introdurre nuovi modelli operativi. Ecco il nostro resoconto dell’intervento dello studioso statunitense.

18-Jeremy_Rifkin_2009_by_Stephan_Röhl[1]Vietato far squillare i cellulari, fotografi in fondo all’aula, tutti prendano posto: parla Jeremy Rifkin. La sua lectio magistralis in occasione dell’apertura della manifestazione, si è aperta partendo dal suo ultimo libro La società a costo marginale zero. L’internet delle cose, l’ascesa del «commons» collaborativo e l’eclissi del capitalismo (Mondadori). Siamo nel bel mezzo di un processo gigantesco di trasformazione dell’economia, dell’intera società e dei suoi modi di produzione, addirittura un “cambio di paradigma”. Un libro da leggere e consultare, per chi si preoccupa del futuro dell’economia, del lavoro, della creatività. Nei prossimi decenni l’enorme quantità di energia che usiamo per riscaldare le nostre case, azionare i nostri elettrodomestici, per alimentare le nostre imprese, verrà generata a costo quasi zero e sarà quindi pressoché gratuita.

Tanto per averne un’idea si parla, fra l’altro, di: Internet delle cose, stampanti 3d, istruzione a costo zero, fine del lavoro, fine del mercato, commons collaborativo, abbondanza rispettosa del pianeta. Lezione rigorosamente in inglese, tutti i partecipanti muniti di auricolari per seguire la traduzione istantanea, Rifkin passeggia disinvolto sotto il palco seguito dalle tante telecamere.

18.rikfkinUno dei temi trattati è l’economia della condivisione, la sharing economy, che si propone come nuovo modello economico, rispondendo alle sfide della crisi con la promozione di forme di consumo basate sullo scambio invece che sull’acquisto, sull’accesso piuttosto che sulla proprietà. Ognuno di noi diventa produttore e consumatore di energia, in una società dove non conta più il possesso di beni e di servizi ma la possibilità di condividerne l’uso. Rifkin ha spiegato il ruolo della realtà e quanto sia capace di scardinare l’approccio burocratico ancora in uso della pubblica amministrazione. Cita il cosiddetto “sistema ibrido”, la convivenza fra l’economia capitalista, fondata sul mercato, e la sharing economy considerata la “Terza rivoluzione industriale”: un nuovo metodo per uscire dalla crisi?

Man mano che le nuove tecnologie, internet, le piattaforme digitali si sviluppano, l’economia di scambio riduce i costi: un’occasione fantastica per la pubblica amministrazione, viste le grosse spese degli ultimi tempi, e opportunità di avvicinarsi ai cittadini semplificando le loro vite. Di certo l’Italia non brilla nelle classifiche delle politiche digitali. Le cause? La condizione del Paese, il basso livello delle competenze digitali e la scarsa fiducia nei servizi on line.

18-RifkinNonostante tutte le Regioni, la maggior parte dei Comuni e delle Province utilizzi un portale, sono pochi i servizi erogati in grado di fornire all’utente la possibilità di effettuare pagamenti o realizzare documenti e pratiche amministrative on line. Questa è un’ottima opportunità per la pubblica amministrazione per affrontare il problema, discutendo e trovando soluzioni concrete, riuscendo così ad avvicinare l’Italia ai tanti paesi tecnologicamente più avanzati, che mettono al centro di tutto i cittadini. La pubblica amministrazione deve camminare di pari passo con la realtà, anche se l’evoluzione è molto più rapida del previsto. Cosa potremo ottenere? Risparmi compresi fra i 25 e i 31 miliardi di euro l’anno. Che rivoluzione sia.

Le immagini: Jeremy Rifkin (foto di Stephan Röhl), copertina de La società a costo marginale zero e un momento della sua conferenza romana.

Nancy Calarco

(LucidaMente, anno XI, n. 126, giugno 2016)

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