La reunion dei Pooh, tre ore di autentico spettacolo e tanta nostalgia

Cronaca del concerto milanese della band, che si è tenuto lo scorso sabato 11 giugno per festeggiare le nozze d’oro artistiche e concludere la carriera in bellezza

È iniziata la serie di concerti Reunion. L’ultima notte insieme (vedi anche I Pooh fermeranno la loro musica), che nel 2016 i Pooh propongono ai loro fan per celebrare due eventi storici: le nozze d’oro artistiche e il loro scioglimento, previsto a fine anno. Considerato il sold out delle date pianificate, il calendario è stato ulteriormente arricchito (www.pooh.it/live). Sabato 11 giugno, allo stadio San Siro di Milano, fra gli oltre cinquantamila spettatori c’eravamo anche noi, che proviamo a trasmettervi l’emozione del concerto.

11-locandina-evento-reunion-lultima-notte-insiemeAlle ore 21 i due schermi ai lati del palcoscenico si sono accesi, mostrando una rapida e dorata sequenza di numeri crescenti, dall’1 al 50: uno per ogni anno della carriera dei Pooh, già entrati nella storia della discografia italiana. Terminato il countdown, protagonista è stata la musica: quasi tre ore di successi memorabili – alcuni strumentali – cantati insieme a un pubblico spesso in standing ovation, in un tripudio di luci e di effetti speciali di altissimo livello. Cinquanta brani – non in versione integrale per ragioni di tempo – proposti in una scaletta senza interruzione, talvolta intervallati da un personale pensiero lasciato dai singoli artisti. Cinquanta tessere di un puzzle ricomposto per l’evento. La reunion con Riccardo Fogli è stata l’occasione per rispolverare brani ante 1973 – anno del suo avvicendamento con Red Canzian – che lo stesso Fogli ha interpretato con grande trasporto: Vieni fuori, In silenzio, Piccola Katy, Nascerò con te, Alessandra, Quando una lei va via, tanto per citarne alcuni. Sempre Fogli ha nuovamente espresso trepidazione per il fatto che il proprio sogno della reunion si sia avverato.

Sebbene tutte le interpretazioni siano frutto di grande capacità, il brano Parsifal merita un commento a parte e non soltanto per gli effetti scenici. Riproposto nella versione dapprima cantata e poi strumentale, esso resta la dimostrazione che la musica di Roby Facchinetti non ha età e che il talento di Dodi Battaglia è degno del titolo di miglior chitarrista d’Europa, riconosciutogli nei primi anni Ottanta dalla rivista Stern. In ogni pezzo proposto, Parsifal in particolare, le corde della chitarra elettrica paiono gioire e soffrire insieme a lui, in una sorta di prolungamento naturale delle sue mani.

11-un-pensiero-per-valerioNemmeno per gli altri componenti della band sembrano essere trascorse 50 primavere: Facchinetti si allontana talvolta dalle tastiere e intona magistralmente degli assoli, pur spaziando con energia fra i due lati del palcoscenico; Stefano D’Orazio non ha perso la grinta nel “menare” la batteria con le bacchette, nonostante dal 2009 abbia ufficialmente riposto lo strumento; Fogli e Canzian – la cui voce è limpida come un tempo – di tanto in tanto scherzano fra loro scambiandosi la chitarra. L’emozione non è mancata, tanto per i fan quanto per i protagonisti della scena. Fra tutti, un momento toccante è stato quello in cui Facchinetti, al termine di un brano dedicato, ha avuto parole di sincero affetto per Valerio Negrini, musicista e autore dei testi dei Pooh, scomparso nel 2013; accompagnato dalla sua immagine proiettata sugli schermi, lo ha definito il miglior poeta di musica pop di tutti i tempi.

In più occasioni, durante il concerto, ciascun componente della band ha espresso ringraziamenti e pensieri personali con viva commozione. Ci piace ricordare, fra gli altri, quello del tastierista: «La mia speranza è che la nostra musica viva al di là di noi». Ci permettiamo di aggiungere che l’affetto e la partecipazione dimostrati dai fan non fanno dubitare che sarà senz’altro così.

Le immagini: la locandina del concerto-evento Reunion. L’ultima notte insieme e la locandina di Un pensiero per Valerio.

Emanuela Susmel

(LucidaMente, anno XI, n. 127, luglio 2016)

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