Alla ricerca del vero: romanzo o realtà?

La grande ambizione di uno scrittore, costruire un’opera che contenga un mondo, incontra il grande desiderio di un lettore, conoscere il mondo nella sua essenza. Tutto questo nel libro di Giovanni Nebuloni, “Inferno a Milano. La nota nella nota”, per 13Lab Editore

Scandali legati a mafie, indagini su corruzione e criminalità, intrecci fra politica e malavita sono ormai all’ordine del giorno. Sebbene a volte indifferenti, quasi anestetizzati, di fronte a un flusso continuo di immagini e notizie scioccanti, anche i più smaliziati ed esigenti tra noi rimarranno impressionati, e forse turbati, dal mondo crudele raffigurato nel nono romanzo di Giovanni Nebuloni. Il fondatore della corrente letteraria Fact-Finding Writing, con Inferno a Milano. La nota nella nota (13Lab Editore, pp. 292, € 15,00), dimostra, attraverso un’architettura narrativa complessa e potente, come la letteratura sia ancora in grado di stupire e risultare più vera della realtà.

11-Logo fact finding writingGli studi di psicologia dello sviluppo, guidati dalla scuola di Jerome Bruner, recentemente scomparso, hanno dimostrato che la prima e più persistente forma di apprendimento e quindi di sapere dell’essere umano si basa sul racconto, cioè su un pensiero di tipo narrativo che tende a “drammatizzare”, ossia a mettere in azione, i dati della realtà che si offrono alla conoscenza. Per trasmettere un’esperienza vissuta, infatti, si ricorre più spesso alla parola che al disegno, al simbolo grafico o al numero. La letteratura, selezionando i più significativi di una serie di eventi concatenati tra loro, costruendo una trama depurata dagli aspetti trascurabili dell’esistenza, è in grado di insegnare qualcosa, mettendo sulla scena i legami che spiegano le cause di una situazione apparentemente sorta dal nulla, ponendoci di fronte ai fatti come se si svolgessero in un teatro o se venissero esposti in forma di dialogo. E proprio l’idea che la prosa possa innescare un meccanismo di apprendimento è alla base del “credo” professato e messo in pratica da Nebuloni e dalla scuola di pensiero chiamata appunto scrittura conoscitiva.

Se lo scopo del romanziere è quello di aiutarci a decifrare le tessere impazzite e a ricomporre il puzzle degli eventi, egli sceglie di perseguirlo con un metodo insolito, inseguendo l’imprevedibilità delle catene di fatti, mescolando i racconti, moltiplicando i punti di vista e riflettendo la complessità del reale in pagine dove convergono fisica, filosofia, religione, scienza, musica, storia e antropologia. In questo modo, egli smonta e rimonta le matrioske che contengono misteri solo apparentemente isolati, ma in realtà ben saldati tra loro. In soli quattro giorni, per ottanta ore, viene ripercorsa l’ascesa e la caduta di una potentissima confraternita russa, ramificata in tutto il mondo, composta di adepti senza scrupoli, tra cui un sicario ceceno, un monsignore cattolico, diverse suore e un ministro dell’economia, lucida nella sua follia ma condannata all’autodistruzione a causa del suo stesso fanatismo.

11-MatrioskeI dialoghi e i monologhi, privilegiati dall’autore rispetto alle sequenze puramente descrittive, permettono di visualizzare e inquadrare da vicino le atmosfere e le ambientazioni del romanzo. «Era come se, di là dal giardino, la costruzione avvolta dalle fiamme fosse stata interamente di legno. L’impressione era che il rogo si sarebbe potuto estinguere soltanto se fossero intervenuti elicotteri antincendio. Oppure, le cose, là, in quell’incendio, non si sarebbero presto ridotte in cenere solo se Dio, sempre che Dio fosse esistito, dal cielo avesse gonfiato le gote e vi avesse soffiato sopra. Perché stava pensando a Dio?». Cosìsi interroga, a poche pagine dall’incipit, l’ispettore di polizia Livia Ferrari, forse perché è appena scampata dal rogo che ha inghiottito il palazzo storico del più grande possidente italiano, forse perché ha appena perso il collega, forse perché scossa dall’interrogatorio al presidente della Confindustria lombarda, che l’ha messa a parte dei traffici delle più importanti società di capitali e compagnie assicurative su cui conduce un’indagine.

11.NEBULONISin dalle primissime battute, eventi e personaggi si rincorrono, aprendo squarci spaziali e temporali su nazioni e periodi storici lontani ma interconnessi gli uni con gli altri. Dalla Russia a Milano, dalle sette religiose alle banche, dall’esaltato capo della confraternita, Il Cristo, al giovane jazzista dalle sembianze che ricordano l’iconografia tradizionale del Redentore, gli eventi, a mano a mano che si procede nella lettura, sembrano accelerare, contrarsi in dettagli sempre più precisi, scatenare vertigini di consapevolezza sempre più profonda, far lampeggiare indizi e svelare misteri, arrivando a riprodurre quella nota nella nota che permette di scardinare, nella sua assoluta e semplice perfezione, l’imponente costruzione di bugie e inganni. Che quest’ultimo artificio non sia un’ulteriore nota nascosta, un invito al lettore a scompaginare, grazie a un dettaglio minimo e innocuo, prestando orecchio a una musica liberatrice, le mistificazioni e gli abusi della realtà?

Le immagini: il logo della corrente letteraria Fact-Finding Writing, un’immagine di matrioske e la copertina di Inferno a Milano.

Antonella Colella

(LucidaMente, anno XI, n. 130, ottobre 2016)

17-copertina NebuloniLa nostra rivista si è spesso occupata della produzione narrativa di Giovanni Nebuloni. Ecco un elenco degli articoli già pubblicati, a firma di vari redattori:
Giovanni Nebuloni ai confini tra cinema e narrativa
Le riflessioni di Giovanni Nebuloni sulla scrittura conoscitiva 2
Le riflessioni di Giovanni Nebuloni sulla scrittura conoscitiva 1
Un romanzo che indaga su una scienza e una religione folli
La Fact-Finding Writing come forma conoscitiva
«…i luoghi dove più si addensava l’energia dell’universo»
«La testa era collegata a fili che pendevano dall’alto»
Realtà e finzione nel “fact-finding writing”
Una tela di mistero tessuta da religioni, servizi segreti e amore
Nel ventre profondo della divinità
Dalla metropolitana alla steppa mongola
Un oscuro enigma di 3500 anni fa
Un rapido succedersi di abili e sorprendenti colpi di scena
«Il “doppio” può essere la morte»
La polvere eterna di Giovanni Nebuloni

«È una ”kippot”, non devi toccarla!»

Print Friendly