DALL'EMILIA-ROMAGNA, RECENSIONI, SCIENZA|3 gennaio 2017 00:15

Il romanzo dei tradimenti

In apparenza, è un giallo. In realtà, “Sex, Love and Brain” (Pendragon) di Antonio Contestabile contiene mille tematiche “serie”, ma trattate con ironia e con continui riferimenti alle opere liriche

Ambiguità e ambivalenza. Rapporti amorosi con “diramazioni” inaspettate. Gioie e dolori della libertà sessuale. Limiti etici delle scienze. Complicate interpretazioni delle “ermetiche” opere liriche di Wolfgang Amadeus Mozart e dei suoi personaggi. Rappresentazione satirica del mondo accademico. Insomma, definire semplicemente “giallo” un romanzo “colto” e con tante tematiche sarebbe limitativo e semplificante.

cover Contestabile:Layout 1Anche perché i misteri “da giallo” contenuti nel libro (la scomparsa di uno scienziato, la morte di sua moglie in un incidente stradale, l’assassinio del rettore dell’università) vengono svelati all’inizio o comunque ben prima della fine del testo. Nessuna suspense particolare, dunque, e nessun contorto meccanismo da thriller, per fortuna, contro le mode attuali che deturpano l’odierna narrativa, sottomettendo i temi umani al cosiddetto plot. Allora definiamo letteratura Sex, Love and Brain (Pendragon, Bologna, 2016, pp. 224, € 14,00), pubblicazione che abbiamo avuto il piacere di presentare di recente con l’autore in prima assoluta nazionale [vedi Il mistero del biologo scomparso (Bologna, 10 dicembre 2016)]. Si tratta dell’esordio narrativo (a 73 anni) di Antonio Contestabile, già docente di Neurobiologia presso l’Università degli studi di Bologna, da qualche anno in pensione.

E sicuramente melomane, come i personaggi principali del suo libro: il professor Ernesto Rami, del dipartimento di Biologia dell’Alma Mater, e il vicecommissario Enrico Gatti. I due, infatti, riempiono molte pagine con le citazioni e le loro arzigogolate esegesi delle mozartiane Don Giovanni o Così fan tutte (ma anche di Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, con le sue inquietanti maschere) e di molte altre opere liriche («L’altro aspetto affascinante era per lui quello della ridondanza di significati che con l’intermediazione della musica era possibile trovare in personaggi di per sé abbastanza convenzionali»).

IMG_20161210_152536Don Giovanni è un dissoluto punito giustamente o un eroe del libertinaggio filosofico, superiore alle sciocche «convenzioni sociali, religiose e giuridiche»? Si sa che o si odia o si ama l’opera lirica. Coloro che appartengono alla seconda categoria sono degli estremisti, fanatici quanto il più spietato giacobino. Anche per tali affinità culturali e intellettuali, quindi spirituali, i due stringono un’amicizia profonda e sincera. Come abbiamo già detto, molteplici sono gli argomenti trattati – ma lievemente, col gusto dell’ironia e del paradosso – dal libro di Contestabile. Aggiungiamoci: la piaga del politically correct; i tagli statali alla cultura; la messa in scena anticonformistica delle opere classiche; le stranezze delle società “avanzate” e linde del Nord Europa, come la Norvegia; la psicologia femminile; i nuovi orizzonti della neurobiologia.

E, se volete sapere cosa siano la plasticità nervosa, l’h-index, il brain imaging, avete un altro buon motivo per leggere il volumetto. Tuttavia, se volessimo trovare il filo comune che lega tutte le problematiche toccate da Sex, Love and Brain, diremmo che esso sia il tradimento, nell’ambito di un tourbillon di rapporti amorosi e personali. Tutti, o quasi, tradiscono: le mogli, i mariti, i partner, i docenti universitari nei propri rapporti umani e professionali… Dunque, la cifra del romanzo di Contestabile è, come scritto all’inizio della presente recensione, l’ambiguità, l’ambivalenza, ciò che si cela sotto le apparenze. Quello che però importa, in definitiva, è che il libro sia ben scritto, piacevole, misurato, ricco di riferimenti culturali. E il suo Epilogo, costituito da ben quattro flussi di coscienza di joyciana memoria, ne è il perfetto suggello.

Le immagini: la copertina del libro e un momento della presentazione tenutasi a Bologna sabato 10 dicembre 2016, presso palazzo Re Enzo.

(LucidaMente, anno XII, n. 133, gennaio 2017)

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