Pin Cushion Queen, terzo capitolo

Esce oggi, 1° febbraio, “Settings_3, col quale il gruppo musicale bolognese conclude la propria trilogia dark, per un totale di nove brani

Non c’è due senza tre. Sicché il trio bolognese dei Pin Cushion Queen, mantenendo fede al proprio progetto, il 1° febbraio 2017 completa la propria trilogia di ep con Settings_3. Per sapere di più sulle due uscite antecedenti, avvenute ad aprile e settembre 2016, si leggano le recensioni di LucidaMente (Pin Cushion Queen: il canto come melodia e Il nuovo ep dei Pin Cushion Queen).

1-Pin Cushion QueenAncora tre componimenti, dalle sonorità e dal fascino sempre più dark, simili ai precedenti. Entusiasmante quanto inquietante il brano di apertura, The tunnel, forse il più riuscito dei nove che compongono il trittico di Settings. Costituito dalla giustapposizione di due diverse elaborazioni e sviluppi musicali, contiene in sé una magia fascinosa e ipnotica, avvolgente e avvincente. Un avvio quieto che si evolve verso un completo deragliamento e distorsione dei sensi, per tornare a luminescenze più quiete presto di nuovo travolte da un abbagliante, psichedelico affastellarsi di buio e di luce. Bravi. La seconda traccia, Backward Future, è più articolata, alla ricerca di un sottile equilibrio tra delicate armonie, melodie, voci, timbri e ritmi. Nel suo dipanarsi si vivacizza pervenendo a esiti inattesi. La terza composizione, Wachosky, è forse troppo hard per i nostri gusti, vicina a un certo iconoclasta punk statunitense.

Suoni distorti e ritmi irrefrenabili che, però, vanno forse a scapito dell’equilibrio della composizione e della godibilità della fruizione. In conclusione, ricordiamo gli altri sei componimentiche hanno preceduto i tre di Settings_3 che abbiamo analizzato: l’affascinante Background; Mechanical liars; Cracks in the ice (Settings_1); Merry-go-round; Under electric light; lo splendido Craco (Settings_2). E, ovviamente, chi sono i Pin Cushion Queen: Igor Micciola (chitarra, synth e voce), Marco Calandrino (basso, synth e voce) e Nicola Zanardi (percussioni). In attesa di risentirli quanto prima.

(a.c.)

(LucidaMente, anno XII, n. 134, febbraio 2017)

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